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DA SETTEMBRE ad oggi sono 28 i crolli e gli episodi di insicurezza legati alla sismicità che si sono verificati negli edifici scolastici del nostro Paese; 89 negli ultimi 14 mesi, mentre 4 scuole su 10 si trovano in zone a medio ed elevato rischio sismico (rispettivamente si tratta di 14.467 e 2.876 edifici scolastici), 1 su 5 in zona a rischio idrogeologico (ossia 8.600 sul totale dei 40133).

I dati, raccolti da Cittadinanzattiva, specificano come le regioni che hanno Comuni in zona 1 (ad elevata sismicità) sono 11, ma tutte le regioni, ad eccezione della Sardegna, hanno Comuni e scuole in zona 2, con 4 milioni e 300.000 bambini e ragazzi che risiedono in Comuni classificati in queste due zone. Se si confrontano tali dati con il numero di edifici scolastici migliorati o adeguati sismicamente o costruiti secondo la normativa sismica, il quadro appare estremamente preoccupante. Su tutte le regioni spicca la Calabria, con la totalità delle scuole in zona sismica 1 e 2 (quelle a rischio sismicità più alto): rispettivamente 1.286 scuole in zona 1 e le rimanenti 864 in zona 2.

Dati allarmanti riguardano anche il rischio idrogeologico, ancora troppo sottovalutato in Italia nonostante il ripetersi di fenomeni di notevole intensità e con gravi conseguenze in termini di vite umane e di danni economici-ambientali, il dato nazionale (Elaborazione Soluxioni SRL su Open data del Ministero dell’Istruzione e del merito) attesta che il 21,4% dei 40133 edifici scolastici, ossia oltre 8.600 scuole (di cui 1944 in Emilia Romagna, 1745 in Toscana, 1163 in Lombardia, 1136 in Veneto), frequentate da circa 1.550.000 studenti, sono situate in aree a pericolosità idraulica; di questi, il 3,1% (1.420 scuole) si trova in aree a pericolosità/probabilità elevata, il 6,2% (2.854) in zone a pericolosità/probabilità media e il 9,6% (4.372) in situazione di pericolosità/probabilità bassa.

Rilievi sui quali Cittadinanzattiva – da sempre impegnata sul fronte scuole – accende ancora una volta i riflettori e lo fa in occasione della XXI Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, promossa inviando a circa 16mila scuole una SmartBox (sulla sicurezza a scuola, sul rischio sismico e alluvione e sul piano comunale per la gestione delle emergenze a scuola) e tre podcast dedicati ai temi del rischio sismico, dell’alluvione e del cambiamento climatico (reperibili a questo link). L’evento nazionale si è tenuto ad Ostia la scorsa settimana presso i licei Anco Marzio e Labriola di Ostia, con la partecipazione di 300 studenti – che hanno voluto ricordare anche Giulia e tutte le vittime di femminicidio – ed i rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile nazionale e di Roma. Grande partecipazione da parte dei ragazzi e delle ragazze che ieri hanno anche ricordato Giulia e le vittime di femminicidio, urlando il loro grido di dolore e di protesta.

“Le nostre scuole hanno gravi problemi di manutenzione, oltre al fatto di essere ospitate in vecchi edifici spesso risalenti, a prima del 1976. Per questo è essenziale garantire indagini ed interventi tempestivi su soffitti, solai e controsoffitti oltre che una manutenzione ordinaria degli edifici. Gli interventi del PNRR sono importanti ma insufficienti. È necessario garantire una programmazione triennale degli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza. Parallelamente molto di più dovrebbe esser fatto sul fronte della cultura della prevenzione e della formazione ed informazione, della popolazione studentesca, dei docenti delle famiglie, sui rischi naturali e non del nostro territorio”, dichiara Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva. Se la gran parte delle scuole organizza le prove di emergenza legate al rischio sismico ed incendio, ben poche sono quelle che le effettuano sul rischio alluvione. Andrebbe prevista una norma ad hoc che renda obbligatorie nelle scuole le prove di emergenza legate al rischio alluvione, molto più diffuso dell’incendio.

“Con amarezza constatiamo come il Ministero dell’Istruzione e del Merito abbia totalmente ignorato la Giornata della sicurezza nelle scuole – promossa per onorare le 39 vittime dell’insicurezza delle scuole e promuovere la conoscenza e l’adozione di comportamenti adeguati ai rischi – e continui a non convocare l’Osservatorio nazionale sulla edilizia scolastica che non si riunisce da due anni affinché eserciti le sue funzioni istituzionali di indirizzo e coordinamento nell’edilizia scolastica, sia in relazione ai fondi del PNRR che per la programmazione triennale ordinaria degli interventi, oltre che nella diffusione della cultura della sicurezza”.


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