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COSENZA – Procedono le indagini sul caso del bimbo lasciato isolato in classe in una scuola del Cosentino. Secondo quanto riferito dal Questore di Cosenza Giuseppe Cannizzaro c’è la conferma che la Procura dei minori di Catanzaro si è messa in contatto con la Divisione anticrimine di Cosenza per sviluppare un’indagine a tutto campo sugli eventi che hanno coinvolto il bimbo di 8 anni isolato nella sua scuola. Tra le persone ascoltate come informate sui fatti ci sono il dirigente scolastico, alcuni docenti e anche diversi genitori degli alunni coinvolti nel fatto.

Mentre si valuta se sono configurabili condotte penalmente perseguibili emergono altre criticità a carico del medesimo istituto scolastico. In particolare, sembra che nel corso della visita degli ispettori presso la scuola, dove sono stati sottoposti a verifica gli eventi denunciati dalla mamma del bambino, siano accidentalmente emerse altre anomalie che riguardano lo stesso istituto, come la composizione di classi di soli alunni maschi o altre in cui sono stati inseriti solo studenti stranieri.

La vicenda, che ieri era stata già attenzionata dal ministro Valditara (LEGGI), è stata oggi commentata anche dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha scritto sui social: «Ancora una vicenda che fa riflettere: si tratta di Francesco, un bambino lasciato solo dai compagni di classe, a Cosenza. La madre ha presentato denuncia e sono in corso accertamenti anche da parte del ministro Valditara. Francesco è iperattivo e da poco era stato inserito in una nuova sezione dove, per protesta dei genitori, tutti i bambini sono rimasti a casa da scuola. Immagino che i fatti verranno presto appurati, ma è necessario trasmettere sentimenti di tolleranza e di inclusione ai bambini, per crescere insieme, anche nelle difficoltà».

Per la federazione di Cosenza del sindacato Usb «episodi come questo, per fortuna divenuto pubblico, di discriminazione ed esclusione indignano e scuotono le coscienze di tutte e tutti, ancor di più se parliamo di coloro che nella scuola vivono e lavorano. – e ancora – Con ogni probabilità, se fosse rimasta “cosa cosentina” anche questa brutta vicenda sarebbe stata occultata da quel “porto delle nebbie” che caratterizza le scuole della nostra provincia, dove regna un silenzio tombale operato dall’Amministrazione scolastica con il silenzio tacito delle organizzazioni sindacali provinciali “maggiormente rappresentative”.»

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