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Nuovo pentito tra i clan di ‘ndrangheta del Cosentino: un altro imputato del processo “Reset” si affaccia, infatti, sulla scena dei collaboratori di giustizia, o presunti tali

COSENZA – Un altro imputato del processo “Reset” si affaccia sulla scena dei collaboratori di giustizia, o presunti tali. Si tratta di Gianluca Maestri, classe ’78, che la Dda annovera tra gli affiliati del gruppo riconducibile a Francesco Patitucci. La notizia non ha ricevuto conferma ufficiale da parte della Procura antimafia, tuttavia sono diversi gli elementi che lasciano supporre che Maestri abbia deciso di “saltare il fosso”.

Il primo indizio è che i suoi legali di fiducia, gli avvocati Rossana Cribari e Renato Tocci, non riescono a contattarlo da inizio dicembre: dal carcere di Genova, dove fino a quel momento era stato destinato, hanno fatto sapere che il loro assistito non si trova più lì, ma sarebbe stato trasferito a Roma al carcere Rebibbia. Nessuna comunicazione o revoca dell’incarico è pervenuta nel contempo da parte del diretto interessato, che alle udienze del processo in abbreviato non ha mai partecipato.

Fonti vicine ad ambienti investigativi riferiscono che Maestri si troverebbe al momento in un sito protetto, e questo sarebbe il secondo indizio del fatto che, probabilmente, l’attendibilità delle sue dichiarazioni è al vaglio degli inquirenti. Dal proprio canto, tuttavia, i pubblici ministeri della Dda, Corrado Cubellotti e Vito Valerio – che nei suoi confronti hanno invocato la condanna a 20 anni di carcere -, nel corso dell’udienza celebrata ieri mattina nell’aula bunker di Catanzaro non hanno smentito né confermato la circostanza, limitandosi a dire che “nell’ambito di questo procedimento Maestri non è un collaboratore di giustizia”. Maestri, infatti, è coinvolto anche nell’inchiesta “Athena” contro gli “zingari” della Sibaritide. Per intanto l’avvocato Cribari, che ieri avrebbe dovuto discutere la sua posizione, ha inteso rinunciare al proprio mandato difensivo.

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