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Domenico Furgiuele, deputato della Lega e segretario della commissione parlamentare Trasporti

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Alta velocità e rincari esorbitanti sul progetto, intervista a Domenico Furgiuele, deputato della Lega e segretario della commissione parlamentare Trasporti

IN POCO più di due anni il costo previsto per la Nuova Alta Velocità Salerno-Reggio – nel tratto da Battipaglia a Tarsia (ora Paola) più il raddoppio delle Gallerie Santomarco e il progetto di fattibilità dell’intero itinerario – è aumentato del 26%. È la stagione dei rincari, bellezza. E così, aumenta là e rosicchia qui, la coperta si è fatta sempre più corta e un’opera che era finanziata fino a Tarsia ora non arriverebbe neppure a Praia.

«Le previsioni contabili, come lei sa, sono soggette ad oscillazioni imprevedibili e spesso anche improvvise. La cosa più importante è l’ineluttabilità del progetto, che è strategico e irrinunciabile. Non solo per questo governo, ma per quelli che verranno in futuro» dice Domenico Furgiuele, deputato della Lega e segretario della commissione parlamentare Trasporti a proposito di Alta Velocità.

Onorevole Furgiuele, dalla relazione finale del dibattito pubblico sul tratto di Alta velocità Romagnano-Praia si ricava che il lotto – passato da una previsione di spesa di 4,3 miliardi a un costo presunto di 8,8 – non è interamente finanziato. Qual è la disponibilità al momento?

«Per i lotti che riguardano la tratta Romagnano-Praia sono disponibili 6,3 miliardi nel contratto di programma di Rfi. Il progetto di fattibilità tecnico-economica è una realtà che ha superato il vaglio severo del Consiglio superiore dei lavori pubblici, stiamo parlando della massima autorità nazionale nel settore, questo va detto anche per tamponare qualche inesattezza circolata. Ora comunque siamo in attesa della conclusione dell’iter autorizzativo per avere contezza del costo definitivo».

C’è l’intenzione e la possibilità di finanziare in tempi rapidi la conclusione del lotto fino a Praia e poi il lotto 2, quello che a questo punto dovrebbe arrivare fino a Paola?

«Ovviamente l’intenzione è quella di finanziare tutti i lotti, anche se scontiamo gli effetti di scelte di tracciato fatte in passato che oggi dimostrano tutte le loro criticità, anche con riferimento all’Av Salerno-Reggio. I finanziamenti mancanti saranno resi disponibili progressivamente in linea con l’effettivo avanzamento degli iter autorizzativi delle tratte successive, come di consueto nella programmazione e realizzazione di grandi reti infrastrutturali».

I lavori del Romagnano-Praia si concluderanno entro il 2031, nei limiti dei finanziamenti disponibili. Il lotto 2 è in fase di studio, tutti gli altri fino a Reggio in fase di progettazione preliminare. Quindi è presumibile che i lavori, se inizieranno, termineranno dopo il 2031. Senatore Furgiuele, avremo prima il Ponte della nuova alta velocità?

«I lavori dei lotti finanziati si prevede che si concluderanno entro il 2031, quindi in linea con le attuali previsioni di completamento del Ponte sullo Stretto (2032). Tali lotti porteranno singolarmente già dei benefici effettivi in termini di percorrenza sull’itinerario Roma-Reggio Calabria e progressivamente l’inserimento delle successive tratte andrà ad incrementare ulteriormente la riduzione dei tempi complessivi».

Sarà possibile assumere l’impegno a concludere tutta l’opera, fino a Reggio, entro una data certa?

«La lievitazione dei costi non è il capriccio di una autorità, che decide una mattina di aumentare a dismisura prezzi di beni e servizi. È un fenomeno, ahinoi, di dimensioni mondiali, che investe tutte le economie e che è figlio di un quadro internazionale che definire critico appare addirittura eufemistico. Il portato di una conflittualità bellica particolarmente virulenta in questi anni ha condotto all’aumento esponenziale delle materie prime, le quali adesso costeranno ancora di più per via della situazione di Suez. Ciò detto l’impegno sull’opera non si ferma perché l’Alta velocità è un bene strategico sul quale il nostro governo non intende arretrare. I tempi sono quelli previsti dalle norme, dai procedimenti ma anche dal buon senso insito, per esempio, nel dibattito pubblico che, al pari delle tratte di cui abbiamo parlato, interesserà anche i lotti a sud, fino a Reggio. Un dibattito che peraltro ha nel coordinatore nazionale, il professor Roberto Zucchetti un fattore di moderazione e di composizione dei conflitti di grande statura. Occorre dire una cosa a cui tengo particolarmente».

Quale?

«Noi calabresi dobbiamo partecipare alla realizzazione dell’alta velocità e delle sue opere, non dobbiamo attendere o subire, ma essere protagonisti del processo, come lo sono state agli inizi degli anni 2000 le comunità del centro nord. Per noi alta velocità significa servizi, turismo, significa dotare il futuro ponte di una connessione diretta e veloce appunto. Rfi non può fare tutto, lo Stato centrale non può fare tutto, le ferrovie ci mettono i binari, ma i sindaci, le comunità locali ci devono mettere la coesione, bandendo eventuali beceri campanilismi. Se vogliamo i treni, dobbiamo prenderli, dobbiamo agevolarne l’utilizzo attraverso politiche locali che vadano verso il comune obiettivo. Sono fiducioso».

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