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Il coordinatore regionale M5s, Arnaldo Lomuti

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I 5 Stelle rilanciano e spunta fuori la rosa dei nomi per la candidatura alla carica di governatore della Basilicata alle prossime elezioni regionali


POTENZA – Ci sono anche il presidente vicario della Corte d’appello di Potenza, Alberto Iannuzzi, e il presidente dell’Ordine dei medici di Potenza, Rocco Paternò, tra i nomi individuati dal Movimento 5 stelle per la candidatura a governatore alle prossime elezioni regionali della Basilicata. Alla guida di un “fronte progressista” capace di contendere al centrodestra la guida della Regione Basilicata.
Ad accendere un turbinio di indiscrezioni, ieri pomeriggio, è stato il sito Angeloma.it, inserendo Iannuzzi e l’ex direttore generale dell’Azienda sanitaria di Potenza nella “rosa” di nomi di estrazione civica che i pentastellati intendono sottoporre ai possibili alleati, in primis il Partito democratico, per provare a costruire la più ampia coalizione possibile in vista del voto del 21 e del 22 aprile. Un tentativo, quello dei pentastellati, per rimediare alla spaccatura aperta dalla discesa in campo del re delle coop bianche lucane, Angelo Chiorazzo. Lui che ha raccolto subito il sostegno dei laici cattolici di Basilicata casa comune e del Pd, ma anche una serie di “no” del resto dei possibili alleati.
Di qui lo stallo provocato dal tentativo dei democratici di tenere ancora in piedi la candidatura dell’imprenditore di Senise. Recuperando l’idea di indire delle primarie di coalizione, che in origine era stata scartata a favore di una designazione per acclamazione. E che anche 5 stelle, Azione, Sinistra italiana e Basilicata possibile avevano bocciato sollecitando un’intesa su un nome condiviso.

La composizione della “rosa” dei papabili individuati dai pentastellati sarebbe stata mantenuta riservata per un po’ dai vertici del Movimento lucano. Con l’obiettivo di contenere il rischio che i sostenitori di Chiorazzo provassero a “bruciarli” anzitempo. E consentire ai democratici di valutare se sacrificare l’intesa giallo-rossa per restare al fianco di una personalità alquanto indigesto alla base “grillina”. Vuoi per gli affari milionari con la Regione Basilicata della sua cooperativa, Auxilium. Vuoi per l’evidente richiamo a una tradizione politica, quella della Democrazia cristiana, e ad alcune personalità come Giulio Andreotti e Gianni Letta, assai lontane dal firmamento M5s.
La comparsa in rete delle prime notizie poche ore dopo la comunicazione dei nomi dal coordinatore regionale M5s, Arnaldo Lomuti, al segretario regionale Pd, Gianni Lettieri, insomma, non avrebbe destato grande sorpresa. D’altronde erano settimane che l’argomento principale dei sostenitori del re delle coop, era proprio l’assenza di candidature alternative. Su tutti l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, Mentre adesso ci sarebbe l’imbarazzo delle scelta.
L’ultima dimostrazione della determinazione della maggioranza del Pd lucano sul sostegno a Chiorazzo è arrivata ieri in serata. Da un post pubblicato sulla bacheca Facebook di Lettieri. Nonostante l’invito della segretaria nazionale dem, Elly Schlein, a cercare «testardamente» l’intesa con i 5 stelle.

Il segretario regionale dem ha preso spunto da un comunicato con cui proprio ieri il capo politico del Movimento, Giuseppe Conte, ha aperto, in via eccezionale, alle primarie per la scelta del candidato sindaco di coalizione a Bari, in vista del voto dell’8 e del 9 giugno. Assecondando la disponibilità in tal senso offerta dalla personalità, di estrazione civica, già individuata dal Movimento per guidare la coalizione. Ovvero l’avvocato Michele Laforgia.
«In Basilicata abbiamo avanzato questa proposta tempo fa per tenere unito il centro sinistra e vincere le elezioni senza ricevere risposta». Così il post comparso sulla bacheca Facebook di Lettieri. Che in realtà da dicembre si è sentito ripetere in più occasioni da 5 stelle, Azione, Sinistra italiana e Basilicata possibile l’indisponibilità a consultazioni di questo tipo. Anche per il rischio di manovre capaci di pilotarne l’esito, a scapito di personalità realmente civiche, menzionato ieri da Conte. «Perché l’esperienza insegna – ha spiegato l’ex premier – che, a parte il tema della trasparenza, questo strumento finisce quasi sempre per premiare il candidato espresso dal partito meglio organizzato sul territorio».

Lettieri si è spinto persino oltre riproponendo l’idea di primarie da realizzarsi alla velocità della luce. Data la scadenza del 22 marzo per la presentazione delle liste in Tribunale. Tanto che qualcuno ha pensato a una vera e propria provocazione. O a una manovra con l’unico obiettivo di non restare «con il cerino in mano».
«Siamo ancora in tempo per farle, il Partito democratico Basilicata è disponibile ed è pronto». Ha concluso il suo post il segretario regionale Pd. «Perché non farle subito anche in Basilicata?»
La presentazione ufficiale della rosa dei candidati governatori individuati dai 5 stelle ai vertici di una possibile coalizione progressista era prevista per questa mattina: In occasione dell’incontro convocato da Basilicata possibile, Psi e Sinistra italiana per fare il punto sulla situazione dopo la decisione di lunedì del governatore uscente, Vito Bardi, che ha fissato il voto la terza domenica di aprile.
Per attendere indicazioni utili dalle elezioni di domenica in Sardegna, però, si è deciso di posticipare l’appuntamento all’indomani dello scrutinio. Quindi lunedì, o martedì al massimo.

Ieri (23 febbraio 2024) in serata, nel rincorrersi delle indiscrezioni a fronte del silenzio dei vertici lucani M5s, la lista dei papabili candidati pentastellati si è andata allungando sempre più. Con l’aggiunta di personalità di vario tipo. Come l’economista Pietro De Sarlo e il primario di chirurgia vascolare del San Camillo di Roma, Nicola Mangialardi, a quelle venute fuori per prime. Vale a dire Paternò e Bochicchio. Entrambi di estrazione molto simile a quella di Chiorazzo, data la comune militanza nel laicato cattolico e l’amicizia con l’ex ministro Speranza. E soprattutto Iannuzzi, noto alle cronache nazionali per le inchieste di cui si è occupato a Potenza come gip. Su tutte quelle su Vittorio Emanuele di Savoia e Fabrizio Corona.
Sempre ieri è tornato a farsi sentire anche il dissenso interno al Partito democratico con l’ex presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza. Lui ha ribadito la richiesta di una nuova convocazione della direzione regionale per ridiscutere il sostegno offerto a Chiorazzo. Prendendo atto del fallimento del tentativo di costruire un’alleanza competitiva attorno alla sua candidautra a governatore.
Contattato dal Quotidiano del Sud, Iannuzzi, che dovrebbe andare in pensione nei prossimi giorni, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

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