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La diga del Monte Cotugno

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Emergenza idrica in Basilicata, agricoltori sul piede di guerra: «L’acqua è mancata, punto» e il Comitato agricoltori del Metapontino chiede le dimissioni dell’assessore Cicala


Acqua a singhiozzo e campi in sofferenza: mentre la crisi idrica continua ad assediare le colture oggi, 21 luglio 2025, alle 15 si terrà il consiglio regionale straordinario dedicato all’emergenza acqua. Gli agricoltori, esasperati, protesteranno fuori dal palazzo: la risorsa razionata e l’assenza di certezze sui volumi assegnati e l’impossibilità di programmare rendono tutto difficile.

«Nel Metapontino, l’acqua è mancata. Punto. E i danni alle colture ortive e arboree sono sotto gli occhi di tutti», spiega Francesco Ligorio, del Comitato Spontaneo Agricoltori del Metapontino. «In particolare, gli agrumi, per l’assenza della risorsa nella fase più delicata o per la sua erogazione discontinua, con volumi insufficienti e turnazioni inadeguate (in alcune zone ogni 6-9 giorni), hanno subito una cascola massiccia dei frutticini». In molti casi, «la situazione di panico, che da anni si ripresenta puntualmente in questo periodo, ha spinto ad irrigare in eccesso nei pochi momenti concessi, aggravando lo stress delle piante. Non parliamo poi di uva, kiwi, kaki, fichi e frutticole stagionali a maturazione tardiva: tutte compromesse. Gravissimo anche il caso dei fragoleti: nemmeno il tempo di terminare la raccolta che i contatori sono stati disattivati».

E poi: «In questo momento di totale incertezza sulla disponibilità idrica, noi agricoltori non siamo nelle condizioni di pianificare la prossima stagione. Non sappiamo quando potremo iniziare la preparazione dei terreni, né quanti ettari poter programmare. Senza una visione chiara sulle portate e sui volumi assegnati, ogni investimento rischia di trasformarsi in un fallimento».

Ligorio spiega poi che «noi agricoltori non possiamo agire senza visione e pianificazione. Emblematici i casi di Montalbano e Bernalda, dove interi frutteti sono ormai allo stremo, irrigati col contagocce da settimane. Anche se ora arrivasse l’acqua, non sarebbe sufficiente per ottenere frutti con standard adeguati al mercato. Ci fa piacere, si fa per dire, sentire che c’è ancora chi tiene fede alla parola data, ricambiando però con il disatteso impegno del ripristino della condotta dalla diga di San Giuliano alla Puglia. E cosa fanno l’Assessore Cicala e il Consorzio di Bonifica? Da “buoni padri di famiglia”, lasciano morire di sete i propri figli pur di recuperare volumi e andare in soccorso al Tarantino».

E poi: «Pretendiamo numeri chiari. Vogliamo sapere quanta acqua è presente negli invasi lucani; quanta ne sarà destinata alla Puglia oltre gli accordi di programma; e soprattutto come si intende programmare il futuro». Nel frattempo, diversi Comuni del Metapontino e la Provincia di Matera hanno richiesto lo stato di emergenza idrica.

«L’Assessore Cicala, però, nega che esistano i presupposti. Per lui, “non risultano danni”. Se per l’Assessore e il Consorzio di Bonifica è normale irrigare le frutticole o ancor più le ortive ogni 6 o più giorni, di agricoltura non capiscono nulla. Inaccettabile. Siamo stanchi della politica regionale che ci ignora – continua Ligorio – stanchi di un Consorzio di Bonifica inefficiente e lontano dagli agricoltori; stanchi delle associazioni di categoria che non rappresentano più i produttori ma solo interessi politici ed economici».

«Per tutto questo, anche noi del Comitato Spontaneo Agricoltori del Metapontino chiediamo le dimissioni dell’Assessore Cicala; l’avvio della procedura per il riconoscimento dello stato di emergenza idrica in Basilicata, la nomina di un Commissario per il Consorzio di Bonifica, visto il perdurare di una gestione che ha prodotto solo disservizi e sprechi.
Noi Agricoltori del Metapontino non siamo più disposti a subire decisioni calate dall’alto. Vogliamo risposte concrete e scelte che ci tutelino. Ora. Perché domani sarà troppo tardi».

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