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Si conclude a Cutro il progetto UniCal “Pedagogia dell’Antimafia”, gli studenti incontreranno il Prefetto di Crotone, Franca Ferraro. L’iniziativa ha formato i giovani per un civismo democratico, ribellandosi alla ‘ndrangheta con speranza e impegno.
CUTRO (CROTONE) – Si conclude domani, giovedì 29 maggio, il progetto “Pedagogia dell’Antimafia” a Cutro, un’iniziativa congiunta tra il Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria, il Comune di Cutro e l’I.I.S. Polo di Cutro. L’incontro finale, in programma alle ore 10 presso la Sala Falcone-Borsellino del Comune, vedrà la partecipazione del Prefetto di Crotone, Franca Ferraro.
Questo appuntamento rappresenta la quarta e conclusiva tappa di un percorso formativo innovativo. Il progetto Pedagogia dell’Antimafia inaugurato il 18 novembre 2024, ha coinvolto attivamente studenti e studentesse del Polo di Cutro. Dopo aver dialogato con figure di spicco come il Procuratore della D.D.A. di Catanzaro, Vincenzo Capomolla, Beniamino Fazio, Capo centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia per il Distretto di Catanzaro, e il Procuratore di Crotone, Domenico Guarascio, sarà il Prefetto Ferraro a chiudere questa prima edizione dell’esperienza di formazione civile antimafia. I saluti istituzionali saranno affidati al Sindaco di Cutro, Antonio Ceraso, e alla Dirigente scolastica dell’I.I.S. Polo, Annamaria Maltese. L’introduzione ai lavori sarà curata da Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia all’UniCal, mentre il coordinamento del seminario sarà a cura del giornalista e scrittore Antonio Anastasi.
ALL’UNICAL IL PROGETTO PEDAGOGIA ANTIMAFIA, L’OBIETTIVO: COSTRUIRE UN ALFABETO TRASFORMATIVO
L’iniziativa ha avuto come obiettivo primario la costruzione di un “alfabeto trasformativo” volto a ri-orientare le coscienze dei giovani verso un nuovo civismo democratico. Un intento che si inserisce nel più ampio processo di cambiamento intrapreso dalla comunità cutrese negli ultimi mesi, in una decisa ribellione al potere della ‘ndrangheta. L’alleanza tra Comune, scuola e università ha permesso di raccontare una diversa storia del territorio crotonese, improntata alla speranza e non alla rassegnazione. «Lo Stato siamo Noi» è l’orizzonte etico-culturale di questa narrazione del riscatto che da Cutro vuole muovere per farsi modello educativo di ri-territorializzazione civile e sociale.
La lotta alle mafie non può essere, come ha insegnato Paolo Borsellino, una mera azione repressiva ma un movimento culturale in grado di spezzare il puzzo del compromesso morale, della contiguità e della complicità con la cultura delle sudditanze. Non è più tempo di alibi ma di impegno condiviso e responsabile. Il Santo Padre, Francesco, sostiene giustamente che per cambiare il mondo dobbiamo cambiare l’educazione. E per farlo abbiamo la necessità di insegnare ai più giovani il valore inalienabile della libertà e della dignità.
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