L'uliveto distrutto dalle fiamme
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SCANDALE – In una domenica di fuoco, è andato quasi interamente distrutto l’uliveto giovane dell’azienda agricola Rota. Stavolta i titolari non sono riusciti a salvare dalle fiamme, alimentate dal forte vento, un terreno su cui si produce un’olio di eccellenza. L’“Olio La Valle”. Una settimana prima un incendio, divampato dalla contrada Margherita di Crotone, si era propagato in direzione di Scandale e aveva lambito l’azienda. Ma il proprietario, Salvatore Rota, e i suoi dipendenti sono riusciti a scongiurare il peggio, con lanci di secchi d’acqua, e il 90 per cento del terreno non è stato contagiato dal fuoco. Distrutti, invece, bosco e seminativi. Rota non è rimasto con le mani in mano e ha fatto predisporre delle fasce antifuoco attorno all’uliveto realizzato otto anni fa. Ma è stato inutile. Dopo sette giorni le fiamme sono partite dall’altra parte e hanno travolto tutto nel giro di un’ora. Un inferno. Nulla hanno potuto i vigili del fuoco, intervenuti anche due canadair.
ROTA E I DANNI INGENTI DEGLI INCENDI ALL’ULIVETO
La conferma viene dalla viva voce di Rota. «Avevamo lasciato l’uliveto alle 12.30 – dice al Quotidiano – Quando c’è vento siamo sempre in allerta. Ma subito dopo, quando non eravamo più sul posto, l’incendio è stato così potente da distruggere ogni cosa. Dovrà passare qualche giorno per verificare se possiamo recuperare alcune piante e trovare una soluzione. Ma i danni – precisa Rota – sembrano ingenti. Il calore ha danneggiato fortemente anche le piante rimaste in piedi».
ROTA: PREVENZIONE INCENDI INELUDIBILE
Rota tende a escludere che sia un’azione mirata, ordita da qualcuno che abbia inteso colpire la sua azienda. Perché non ci sono state avvisaglie di intimidazioni. Anche se il dubbio resta. Cosa fare? «L’iniziativa del presidente Occhiuto sembra una buona soluzione. Ma bisognerebbe potenziare la vigilanza con i droni. Inoltre bisogna agire sul fronte della prevenzione, soprattutto diffondendo una nuova cultura tra i più giovani e agendo di concerto con le istituzioni. Perché persiste una mentalità ormai superata. Non si possono pulire i terreni d’estate dando fuoco alle sterpaglie».
LA PRODUZIONE PROSEGUE
Intanto, l’imprenditore sporgerà formale denuncia contro ignoti ai carabinieri, già informati e intervenuti in entrambe le circostanze. L’attività dell’azienda però non si ferma. «Fortunatamente il nostro uliveto secolare di San Mauro Marchesato è stato risparmiato dall’emergenza incendi, altrimenti il danno sarebbe stato enorme per l’azienda e anche per i clienti: commercializziamo i nostri prodotti di eccellenza – spiega Rota non solo in Italia ma anche in Germania, Svezia, Finlandia, Usa e abbiamo avviato contatti con gli Emirati Arabi». La produzione prosegue senza sosta. Ma la prevenzione resta un pilastro ineludibile.
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