X
<
>

4 minuti per la lettura

Sono nove le opere ancora incompiute in Basilicata che si aggiudica il primato dei cantieri fermi: sette sono in provincia di Potenza e due nel Materano


In Basilicata i cantieri fermi sono aumentati. Le cause? La mancanza di fondi, problemi tecnici, fallimenti delle imprese e la scarsa volontà di completamento da parte delle stazioni appaltanti. A fare da compagnia alla regione lucana ci sono Lazio, Lombardia, Abruzzo ed Emilia-Romagna. È quanto emerge dall’ultimo rapporto del Centro Studi Enti Locali. Le infrastrutture costituiscono una delle principali criticità della Basilicata, un gap dal quale conseguono, per il territorio lucano, rilevanti penalizzazioni e mancate opportunità, sia in termini di competitività e sviluppo del sistema produttivo e socioeconomico, sia di integrazione ed inclusione armonica delle aree più interne rispetto a quelle con maggiori opportunità.

La sfavorevole situazione infrastrutturale costituisce ulteriore fattore negativo in considerazione del ruolo chiave che la Basilicata, per la propria posizione geografica, è in grado di esercitare nel Mezzogiorno, quale “regione cerniera” rispetto alle principali direttrici di sviluppo che, in relazione con le regioni limitrofe, si articolano verso il bacino Mediterraneo e l’area Balcanica.

NOVE LE OPERE INCOMPIUTE IN BASILICATA: 7 CANTIERI FERMI NEL POTENTINO, 2 NEL MATERANO

Sono nove le opere incompiute, sette in provincia di Potenza e due nel Materano. Dopo la cancellazione dall’anagrafe gestita dall’Osservatorio regionale dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture del collegamento ferroviario Matera-Ferrandina, che dovrebbe essere ultimato nel 2026, il più oneroso dei cantieri in ritardo si conferma quello del presidio ospedaliero di Villa d’Agri, dove è prevista la ristrutturazione e l’adeguamento funzionale e impiantistico. Per ultimarlo, infatti, occorrono 10 milioni di euro ma, da tre anni, non c’è stato alcun avanzamento. Al nosocomio valdagrino si è affiancato, per onerosità, l’ultimo arrivato nella grande famiglia delle incompiute lucane che è la “Circumvallazione dei comuni di Banzi e Palazzo San Gervasio”, con lavori realizzati soltanto per il 2,3%. Anche qui, infatti, occorrerebbero 10 milioni di euro per il taglio del nastro. A seguire ci sono due opere nel territorio del Comune di Lavello.

La prima è rappresentata dagli interventi di urbanizzazione primaria in zona “Pals”, interrotti a metà a causa di un lungo contenzioso con la ditta che si era aggiudicata l’appalto, risoltosi ormai una quindicina di anni fa. Lavori che per essere completati necessiterebbero di altri 4 milioni di euro. La seconda è l’edificio polifunzionale in contrada Pupoli, destinato a ospitare la sede del Comune. Anche in questo caso i lavori risultano realizzati per metà ed è necessario di reperire altri due milioni per il completamento.
A Matera restano bloccati i lavori di ristrutturazione e adeguamento funzionale e impiantistico dell’immobile che ospitava il centro di medicina sociale per l’apparato respiratorio dell’Azienda sanitaria in via Battisti. Qui i lavori realizzati non arrivano al 20%e per completarli occorrerebbero altri 740mila euro.

LA STIMA: CONSIDEREVOLE RIALZO DELL’IMPORTO NECESSARIO A CONCLUDERE LE OPERE

Fermi da anni anche i lavori per la realizzazione di un edificio polivalente da adibire a liceo scientifico a Laurenzana, realizzati per il 19,8% con una spesa 1.766.000 euro.
Il Sistema Informatico di Monitoraggio delle Opere Incompiute (Simoi) riporta una significativa correzione al rialzo dell’importo che viene considerato necessario per ultimare le opere, schizzato da un milione a due milioni e mezzo di euro. Da capire, quindi, ci sarebbe la fattibilità complessiva dell’opera, a questi costi. Specie se si considera che era stata classificata fin da principio tra i «lavori di realizzazione, avviati», che «risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi».

Tutto bloccato, poi, a Pietragalla, dove i lavori per la demolizione e ricostruzione della palestra scolastica della media hanno raggiunto soltanto il 28,53% e mancherebbero 541.702 euro per completare l’opera. Idem a Craco dove i lavori per il nuovo cimitero in località Peschiera sono stati eseguiti per meno di un quarto, e andrebbero reperiti altri 819mila euro.
In controtendenza, invece, il cantiere del primo lotto dei “lavori di costruzione della strada di collegamento diga Acerenza – Forenza – Statale 658 “Potenza Melfi”. A marzo dello scorso anno, infatti, il sindaco di Acerenza, Fernando Scattone, ha festeggiato al riapertura del cantiere abbandonato con 23,1% di opere già realizzate. In attesa di reperire 4 milioni di euro per la loro realizzazione.

Complessivamente sarebbe pari a 34milioni di euro la provvista economica necessaria per ultimare tutte e 9 le incompiute censite, mettendo a frutto i 10 milioni di euro già spesi per l’avvio dei relativi cantieri.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA