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Il planetario Giovan Battista Amico

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In viaggio, con il naso all’insù. Dal nostro cielo a quello dell’emisfero australe, dalla volta stellata che ammiriamo oggi a quella che si mostrava ai nostri antenati. È lo spettacolo (o meglio, uno degli spettacoli) che il Planetario “Giovan Battista Amico” di Cosenza offrirà ai suoi visitatori. Per il taglio del nastro – previsto per oggi, sabato 6 aprile, alle 19:30 – è ormai tutto pronto: a salutare l’inaugurazione di un’opera attesa da circa vent’anni sarà uno spettacolo dedicato all’Universo e ai corpi celesti, con una dedica speciale alla Luna, nel cinquantesimo anniversario dello sbarco.

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IL PLANETARIO

Il cuore della struttura, oggi visitata in anteprima dalla stampa, è il proiettore ottico Starmaster della Zeiss. La macchina calcola e ricostruisce il cielo così come si presenta in un determinato luogo o momento, per poi proiettarlo sullo schermo rappresentato dalla cupola. Lì appariranno le stelle e le costellazioni, ma anche il Sole, la Luna ¬ attraverso le sue diverse fasi – e i pianeti. Dei motori permettono poi al proiettore di ruotare attorno a diversi assi, simulando il moto orario della volta celeste, il moto annuo del Sole attraverso le costellazioni, l’effetto della precessione degli equinozi. Capace di proiettare fino a 4mila stelle, lo Starmaster di Zeiss è unico in Italia e tra i più avanzati in Europa: da maggio sarà affiancato da 6 proiettori digitali per spettacoli full dome e immersivi. La cupola interna, dal diametro di 15 metri, è seconda per dimensioni solo al planetario di Milano ed è arredata con 113 poltrone basculanti e roteanti. La sala che ospita il proiettore è stata concepita dai progettisti dello studio Monestiroli associati all’interno di un cubo finestrato, destinato a ospitare il Museo della Scienza e che è stato allestito con modelli dei pianeti.

LO SPETTACOLO

Acrobati, danzatori, musica e la magia dei fuochi pirotecnici. Il Planetario sarà festeggiato con uno spettacolo curato da Parente Fireworks Group – azienda di pirotecnia ed effetti speciali, protagonista della chiusura del Modena Park di Vasco e della cerimonia conclusiva di Expo Milano 2015 – e dalla Compagnia dei Folli, visti di recente al Circo Massimo, a Capodanno, e all’evento d’apertura di Matera 2019. La cerimonia per il Planetario inizierà alle 19 e 30: l’area sarà interdetta alle auto e si consiglia di raggiungerla a piedi dal ponte di Calatrava (uno dei punti d’osservazione segnalati per lo spettacolo) e dal ponte Europa. Al termine della cerimonia sarà possibile visitare – fino a tarda serata o comunque fin quando ci saranno spettatori – il Planetario.

L’APERTURA

L’inaugurazione non coincide (del tutto) con l’apertura al pubblico della struttura. Nel corso del mese di aprile sarà possibile assistere a un primo ciclo di conferenze scientifiche (si inizia il 12 aprile con “Il cielo sopra Cosenza”, a cura di Franco Piperno e Angela Zavaglia). Da giugno il Planetario sarà aperto e potrà essere visitato, previa prenotazione. L’avvio delle iniziative dedicate alle scuole è previsto per settembre. Le attività sono a cura del dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria, in collaborazione con Fisicittà e i gruppi astrofili di Cosenza.

CHI ERA GIOVAN BATTISTA AMICO

Il Planetario rende omaggio all’astronomo Giovan Battista Amico, nato a Cosenza nel 1512 (o secondo alcuni nel 1511) e assassinato in un vicolo di Padova nel 1538 “da un ignoto sicario – secondo l’iscrizione apposta sulla sua toma – per invidia, come si ritiene, delle lettere e della virtù”. Due anni prima Amico aveva pubblicato a Venezia la sua opera sui moti dei corpi celesti, spiegati e descritti secondo la tradizione aristotelica: De motibus corporum coelestium iuxta principia peripatetica sine eccentricis et epicyclis. Un testo in cui Amico confuta il sistema tolemaico e il suo ricorso ad artifici matematici come gli epicicli e gli eccentrici per spiegare i moti celesti, recuperando e innovando invece la teoria delle sfere omocentriche, più coerente con la fisica aristotelica. L’opera di Amico ha conosciuto un successo fulminante (tre edizioni nel giro di pochi anni), ma breve, perché nel 1543 sarebbe apparso il De revolutionibus orbium coelestium di Copernico con l’esposizione del sistema eliocentrico. Tuttavia l’opera di Amico “introduce un metodo che da lì a poco – si legge in un testo dell’astrofisico Franco Piperno – si rivelerà dirimente: l’unificazione delle due astronomie prima separate, la philosophica e la mathematica. E questa unificazione verrà proposta come criterio di verità; nel senso che la teoria è vera se, da una parte, descrive come stanno realmente le cose del mondo, ma, d’altro canto, è in grado di formulare previsioni verificabili (…). Da questo punto di vista, il merito maggiore del giovane cosentino è di aver anticipato, di oltre mezzo secolo e sia pure in lingua aristotelica, il realismo, fisico-matematico ma tutt’altro che peripatetico, del Galilei”.

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