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Striscia di schiuma sul tratto di mare da Lamezia a Paola. Il consigliere comunale Giancarlo scrive al presidente della Regione Occhiuto
LAMEZIA TERME – Una striscia di schiuma chilometrica nel tratto di mare che va da Lamezia Terme sino a Paola, probabilmente sarà meno notata ora che siamo a novembre. Ma per il consigliere comunale Giancarlo Nicotera, (che ripropone l’istituzione di una task force che si occupi del mare per dodici mesi all’anno in maniera costante e permanente), che evidentemente ha notato la schiuma fotografandola, «va prestata la massima attenzione per il nostro mare per dodici mesi all’anno».
La lettera e le fotografie inviate a Occhiuto
E così ha scritto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, inviandogli le fotografie che riproducono la situazione attuale del nostro mare nel tratto che va da Lamezia Terme sino a Paola. «Anche in questo periodo l’attenzione, già manifestata e concretamente attuata – scrive Nicotera -so che saprà essere sempre massima. La striscia chilometrica che si presenta – aggiunge – mette in luce che, ancora oggi, mani e menti criminali cercano di depauperare e distruggere questa nostra inestimabile ricchezza».
Per Nicotera «il cammino intrapreso dalla nostra Regione – postasi anche come regia di una serie di forze e professionalità che hanno inteso agire e mettere in campo azioni reali e sinergiche per affrontare e risolvere tale atavico problema – va nella giusta direzione». E rimarca che «più in generale, le cause del mare sporco lungo le coste del Mar Tirreno calabrese sono molteplici. Il primo problema riguarda i depuratori, sia delle zone del litorale che di quelle collinari e montane, verso i quali ottime risposte sta dando la Regione e che devono dare sempre maggiori risultati».
I pozzi neri, gli scarichi illegali e i fiumi
Altra problematica – ricorda Nicotera – riguarda «i numerosissimi pozzi neri di singole abitazioni, di interi fabbricati, di stabilimenti e di strutture varie. Invero, gli scarichi di tali immobili anziché essere collegati al sistema fognario, riversano il tutto direttamente nel terreno, in mare o lungo fiumi e torrenti». Secondo Nicotera «è importante, pertanto, che vi sia un accurato controllo del territorio attraverso l’individuazione degli scarichi abusivi fissi e mobili. Gli stessi fiumi, fiumare e torrenti che difficilmente vengono monitorati, men che men vengono ripuliti e spesso si trasformano, in caso di pioggia insistente, in vere e proprie bombe ecologiche che riversano in mare di tutto e di più».
E per il consigliere comunale «un’altra questione da non sottovalutare è che molti Comuni tarano le loro fognature ed i connessi impianti di depurazione sulla popolazione e l’utenza residente in inverno. In verità, la popolazione d’estate in questi stessi centri a volte si triplica e si quadruplica, per cui è ovvio che le loro fognature ed i loro impianti vanno in tilt. E’ questo un comportamento criminale che alcuni amministratori locali tengono e che cagiona danni enormi al nostro ecosistema». E che «altre cause, altre ragioni ed altri responsabili ci sono e ci saranno e tutto ciò accade in un territorio vastissimo e lungo un tratto di litorale estesissimo».
Istituzione di una task force
Ecco perché «occorre creare una task-force che si occupi del nostro mare e della sua salute in maniera permanente e non solo all’arrivo o sul finire dell’estate».
Da qui ribadisce la proposta «che pongo da anni che è quella di istituire un task force che si occupi del nostro mare per dodici mesi all’anno in maniera costante e permanente». Un gruppo di lavoro, quindi, che possa coinvolgere le migliori menti, energie, competenze ed esperienze delle nostra regione e cioè i magistrati delle Procure della Repubblica di Paola, Lamezia Terme e Vibo Valentia, i Carabinieri del Noe, i tecnici e funzionari dell’Arpacal, le diverse Polizie provinciali, la Guardia costiera e le capitanerie di Porto, l’assessorato regionale all’Ambiente, i sindaci dei territori coinvolti, i volontari di Legambiente ed altre associazioni ambientaliste, nonché tecnici del settore.
«Tutto ciò – conclude affinché sotto un’unica cabina di regia, attraverso monitoraggi, indagini, interventi preventivi e di bonifica, studi, controlli, si pongano rimedi e soluzioni ad un problema non più rinviabile, che rischia di uccidere per sempre la nostra già debole economia ed una delle più belle risorse naturali calabresi, come il nostro amato mare».
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