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Caso affidopoli lucana, il sindaco di Potenza riferisce in aula e cita un documento – fasullo – degli ex soci del mago “Diego”. Commesse di comunicazione spacciate per esperienze in materia di edilizia scolastica


POTENZA – La ditta degli ex soci del mago “Diego” avrebbe auto-dichiarato esperienze nel settore edile per ottenere dal Comune di Potenza i lavori sul tetto della palestra della scuola Sinisgalli. Peccato che le esperienze in questione nulla hanno a che vedere con caschetti e guaine impermeabilizzanti.

AFFIDOPOLI LUCANA, L’ENNESIMO FALSO ALLA LUCE

E’ un ennesimo falso quello venuto alla luce, ieri, lunedì primo dicembre, durante la risposta del sindaco Vincenzo Telesca sul filone potentino dell’inchiesta del Quotidiano del Sud sulla cosiddetta “affidopoli lucana”. Con poco meno di 30mila euro di lavori per il rifacimento della copertura di una palestra affidati a una ditta di comunicazione di Lamezia Terme, la Shake srls, riconducibile ad amici degli amici dello stesso primo cittadino.

IL SINDACO TELESCA RISPONDE ALLE INTERROGAZIONI

A rispondere alle interrogazioni presentate dalla minoranza dopo le prime rivelazioni del Quotidiano, agli inizi di ottobre, è stato Telesca in persona in sostituzione dell’assessore allo sport, Gerardo Nardiello. A dieci giorni di distanza dalle acquisizioni di atti in Municipio da parte dei finanzieri del Nucleo di Polizia Tribunaria. Sia a proposito della commessa alla Shake srls dei coniugi Pistocchi, a lungo in affari col santone guaritore calabrese “Fratello Diego”. Sia per le commesse a un’altra società di comunicazione potentina collegata al figlio dei Pistocchi, la Media srls di Antonio Postiglione, direttore di Radio Potenza Centrale e fratello di Giuseppe, fedelissimo del sindaco ed ex patron del Potenza calcio.

GLI INTERVENTI GESTIONALI

Il primo cittadino ha spiegato che trattandosi di un’interrogazione su «interventi gestionali» si sarebbe attenuto a quanto riferito dagli uffici competenti. Quindi ha letto le risposte formulate ai quesiti della minoranza, con la conferma che trattandosi di un affidamento diretto di modesta entità le verifiche si sono limitate alla presenza delle auto-dichiarazioni richieste.
Non è stata acquisita, insomma, una visura alla Camera di commercio della Shake srls, che avrebbe fatto emergere l’assenza di un’iscrizione al registro delle imprese per lavorazioni edilizie.
Quanto al possesso dei requisiti di idoneità professionale richiesti dal Codice degli appalti, il «civico di centrosinistra» Telesca ha riferito che Shake avrebbe indicato due esperienze analoghe all’oggetto della commessa. In particolare una commessa da 47.299 euro della Regione Basilicata, nel 2023, e una seconda commessa da 11.528 dell’Arpab, nel 2024.

LA DOPPIA BUFALA SMASCHERATA DAL QUOTIDIANO

Una doppia bufala che il Quotidiano è stato in grado di smascherare in tempo reale. Sarebbe bastato accedere a banche dati aperte come quella sui contratti pubblici dell’Anac e quella sui paganmenti della Regione Basilicata, infatti, per scoprire che i 47mila euro di via Verrastro fanno riferimento all’«acquisizione di servizi infopubblicitari finalizzati a promuovere le iniziative della Regione Basilicata». Mentre gli 11mila dell’Arpab a un non meglio precisato «servizio presstoday», che parrebbe una sofisticazione della più classica rassegna stampa.


Ultimata la lettura della relazione degli uffici Telesca ha aggiunto che comunque, «l’iter conoscitivo non è stato ultimato», perché l’ormai ex segretaria generale, Maria Grazia Fontana, avrebbe chiesto ulteriori dati – non ancora forniti – ai funzionari responsabili.
A seguire ha ringraziato l’opposizione e la «stampa» per aver posto la questione della correttezza di questo tipo di procedure, ma ha evidenziato la preminenza riconosciuta dal Codice degli appalti al «principio del risultato». Sicché una volta acquisiti i servizi richiesti, come in questo caso, tutto passerebbe in secondo piano.

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