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Sono in quarantena i camion per la raccolta rifiuti a Crotone, la  radioattività è stata rilevata prima di conferire a Ponticelli. Padula: «La causa probabile è lo smaltimento di rifiuti  sanitari negli Rsu».


LA raccolta dei rifiuti a Crotone sta vivendo giorni di forte criticità a causa del fermo in “quarantena” di alcuni automezzi dell’Akrea presso l’impianto regionale di Ponticelli. A spiegarlo nel dettaglio è il presidente di Akrea, Alberto Padula, che chiarisce come il problema non nasca dall’organizzazione del servizio, ma da conferimenti scorretti di materiali che non dovrebbero mai finire nei rifiuti solidi urbani.

Tutto parte dai controlli radiometrici obbligatori cui vengono sottoposti i camion quando arrivano a Ponticelli per lo scarico. «Ogni volta che noi portiamo un mezzo in scarica – illustra Padula  –  loro fanno le analisi. Se rilevano questo tipo di radioattività, al di là della composizione dei rifiuti, mettono in quarantena il camion fin quando non si abbassa il livello di radioattività». In pratica, il mezzo resta fermo all’impianto, pieno di rifiuti e inutilizzabile, fino a quando i valori non tornano nei limiti di legge.

CROTONE, RADIOATTIVITÀ SUI CAMION DEI RIFIUTI, L’ORIGINE DEL PROBLEMA: RIFIUTI SANITARI NELL’URBANO

Ma da cosa dipende l’innalzamento dei livelli radiometrici? «Presumibilmente   – spiega il presidente  – di Akrea –  si tratta che qualcuno sta smaltendo nei rifiuti solidi urbani qualche rifiuto di tipo  sanitario». Materiali che, per normativa, sono classificati come rifiuti speciali e devono seguire canali dedicati di raccolta e smaltimento, non finire nei sacchi dell’indifferenziato.

Padula sottolinea che, al di là dei casi singoli, «questa cosa ci sta creando problemi con i mezzi». Il blocco di due camion, già fermi «da un po’ di giorni», comporta conseguenze a catena: «Abbiamo difficoltà a pulire tutta la città sostanzialmente, perché abbiamo due mezzi fermi in quarantena» afferma il presidente. Meno automezzi disponibili significa turni più lunghi per quelli operativi, rallentamenti nella raccolta in diversi quartieri, possibili accumuli di rifiuti e disagi per i cittadini. «Adesso stiamo cercando soluzioni alternative d’accordo con loro» spiega riferendosi ai gestori dell’impianto di Ponticelli, ma i margini di manovra restano limitati finché i mezzi non vengono liberati.

SICUREZZA PUBBLICA E APPELLO ALLA RESPONSABILITÀ

Padula precisa che le procedure di quarantena «sono obbligatorie per legge» e hanno una finalità precisa: tutelare la salute pubblica, gli operatori e l’ambiente. Da qui, però, il doppio obiettivo del comunicato diffuso da Akrea: «Quel comunicato vale un po’ per avvertire la cittadinanza e un po’ per dire sostanzialmente: mi raccomando, stiamo attenti». In pratica,  pochi comportamenti irresponsabili, con  lo smaltimento “fai da te” di rifiuti sanitari nel sacco dell’indifferenziato,  possono bloccare un intero camion, con «gravi ripercussioni sull’efficacia del servizio e sul decoro urbano».

NCERTEZZA SUI TEMPI DI RIPRISTINO

Quanto ai tempi per tornare alla normalità, la risposta è amara: «Quando prevedete che si rientri? Prima possibile –  commenta – ma non siamo noi a decidere. Appena si abbassa il livello di radioattività si può fare questo». Nel frattempo, Akrea assicura «il massimo impegno supplementare» per limitare i disagi e chiede ai cittadini uno sforzo di responsabilità: conferire correttamente i rifiuti, rispettare le regole e non introdurre nel circuito urbano materiali pericolosi o sanitari. Solo così, è il messaggio di Padula, si può evitare che pochi gesti sbagliati mettano in crisi un servizio essenziale per l’intera città.

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