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Altra tegola sull’indotto Stellantis di San Nicola di Melfi, al via la procedura di licenziamento per 87 lavoratori. Il 20 gennaio incontro al Ministero del Lavoro. Uil e Fismic: «Intervenga la Regione»


Altro brutto colpo per l’indotto Stellantis a San Nicola di Melfi. L’Its -International Trading & Service-, è costretta a  fermarsi per mancanza di commesse: sono 87, come annunciato da Uil Trasporti,  i dipendenti avviati al licenziamento. «L’Its, azienda che svolge l’attività di sequenziamento e logistica nel polo automotive al servizio dello stabilimento Stellantis di Melfi – ha reso noto il segretario generale della Uil Trasporti Basilicata, Antonio Cefola – lo scorso 31 dicembre ha comunicato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per 87 lavoratori, per cessazione attività dovuta al mancato rinnovo del contratto di appalto con l’unico committente». Le difficoltà dell’azienda si sarebbero moltiplicate da quando Stellantis ha portato nel perimetro dello stabilimento l’attività di sequenziamento e trasporto di componenti che invece prima era svolta dall’indotto.

INDOTTO STELLANTIS DI MELFI: L’APPELLO DEI SINDACATI ALLA REGIONE BASILICATA Nel 2025

Nel 2025 l’Its ha perso l’ultima commessa, quella con Tiberina, altra azienda della lastratura (130 dipendenti) che è pure alle prese con la carenza di lavorazioni. Per Cefola, «la situazione disastrosa con perdita di posti di lavoro sta mettendo in ginocchio l’area industriale melfitana con gravi conseguenze per l’intero territorio lucano. Il Vulture-Melfese non può permetterselo, la Regione Basilicata non può permetterselo. Nel contempo – ha quindi aggiunto – chiediamo al presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, all’assessore lucano alle Attività produttive, Francesco Cupparo  e alla direzione dell’Its di avviare un confronto con le organizzazioni sindacali per verificare quanto sta accadendo e concordare eventuali azioni atte a garantire il mantenimento dell’organico complessivo. Saremo vigili e monitoreremo con continuità l’evolversi delle procedure», ha concluso Cefola.

SCADENZA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI E RICHIESTE DI RICONVERSIONE

Dal 7 novembre 2022 i lavoratori di ITS hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali: l’ultimo contratto di solidarietà, rinnovato a marzo, è scaduto proprio il 31 dicembre. La società si è detta disponibile a un confronto con i sindacati e gli altri soggetti interessati per l’esame della procedura.  Massimo Coviello, segretario del comparto Logistica di Fast Fismic Confsal, parla invece di «quadro allarmante che conferma il progressivo indebolimento del comparto logistico e, più in generale, dell’indotto industriale dell’area di Melfi».

E lancia richieste ben precise, come l’avvio immediato della consultazione sindacale e sospensione della procedura di licenziamento collettivo, «al fine di evitare danni irreparabili ai lavoratori e alle loro famiglie», l’attivazione urgente di politiche attive del lavoro, «indispensabili per la riqualificazione professionale dei lavoratori coinvolti, rendendoli competitivi rispetto a nuove sfide industriali», la definizione di piani strutturati di riqualificazione e riconversione industriale, «fondamentali per sostenere le aziende nel superamento delle attuali difficoltà e per favorire una ripresa produttiva anche in settori alternativi all’Automotive».

INTERVENTO ISTITUZIONALE E PROSSIMI INCONTRI AL MINISTERO

E poi ancora: «È necessario un intervento immediato e coordinato delle Istituzioni a tutti i livelli, territoriali, regionali e nazionali: la Regione Basilicata deve intervenire con urgenza per sospendere la procedura di licenziamento e attivare politiche attive per il lavoro, come già più volte richiesto per la zona industriale di Melfi.  Il Ministero del Lavoro è chiamato a garantire il necessario supporto, anche in termini di risorse economiche, per favorire la riqualificazione e la riconversione industriale delle aziende dell’area, intervenendo su costi energetici e pressione fiscale per tutte le imprese operanti nelle Aree di crisi industriale complessa.

Infine Come FAST Fismic Confsal, continueremo a lavorare con determinazione per tutelare i diritti dei lavoratori e delle loro famiglie», promuovendo «soluzioni concrete e contribuendo a individuare percorsi utili per uscire dalla profonda crisi industriale che sta colpendo l’Automotive e il suo indotto». Il vertice al Ministero del Lavoro su questa vertenza è stata convocata il 20 gennaio. Sei giorni prima a Roma si parlerà ancora di indotto Lucano, stavolta presso il Ministero delle imprese, dove  saranno esaminate le vertenze Pmc e Brose.

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