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In Basilicata, l’azienda Ospedaliera San Carlo e l’Azienda sanitaria di Matera non aspettano l’ok dal Governo e procedono alla proroga dei contratti di 53 medici


POTENZA – «Garantire la prosecuzione delle attività assistenziali e scongiurare l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio».
Sono queste le motivazioni per cui nei giorni scorsi l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo e l’Azienda sanitaria di Matera hanno prorogato i contratti a 53 medici in pensione reclutati a partire dalla fine del 2020 per far fronte alle emergenze provocate dalla pandemia da covid 19.

Le delibere dei vertici delle due aziende sanitarie lucane, e di tante altre aziende sanitarie sparse in tutta Italia, sono arrivate malgrado l’assenza di una proroga per legge della facoltà di avvalersi di personale in quiescenza. In deroga al divieto previsto per le pubbliche amministrazioni. Proroga concessa negli anni passati ma assente nel decreto dedicato varato agli inizi di dicembre dal governo Meloni e convertito in legge il 30 dicembre.
A fronte del rischio di bloccare il funzionamento di alcuni reparti, insomma, si è deciso di procedere con la stipula di nuovi contratti «nelle more dell’adozione di provvedimenti nazionali o regionali in materia».

Anche nelle ultime ore, infatti, sarebbero proseguite le interlocuzioni a livello governativo per far fronte alle esigenze dell’intero sistema sanitario nazionale rispetto alla «grave carenza di personale medico» a cui gli ultimi concorsi banditi non hanno posto rimedio.
L’aspettativa, quindi, è di un provvedimento che rimetta in ordine la situazione legittimando la fuga in avanti delle aziende sanitarie e ospedaliere.

CONTRATTI PROROGATI PER 53 MEDICI DELL’AO SAN CARLO E DELLA AZIENDA SANITARIA DI MATERA

Al San Carlo, in particolare, hanno optato per la stipula di contratti di lavoro autonomo della durata di tre mesi al San Carlo. Mentre all’Asm si parla di contratti di collaborazione coordinata e continuativa per 4 mesi.

Nella delibera approvata lunedì dal commissario del San Carlo, Giuseppe Spera, si ribadisce che «il conferimento di incarichi di lavoro autonomo agli specialisti in quiescenza risulta l’extrema ratio per garantire la continuità assistenziale e scongiurare l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio in violazione dell’articolo 32 della Costituzione». Quindi si fa riferimento a una nota della direttrice sanitaria dell’azienda ospedaliera, Angela Bellettieri, in cui si segnala «la necessità di prorogare gli incarichi ai medici in quiescenza, per esigenze funzionali ed emergenziali, in particolare per fronteggiare le carenze in organico nelle aree ostetrico-ginecologiche, pediatriche, ortopediche, chirurgiche, anestesiologiche nonché in aree ambulatoriali per l’erogazione di prestazioni di III livello specialistico cui l’Azienda deve obbligatoriamente ottemperare per l’abbattimento delle liste di attesa».

Nel provvedimento a firma del direttore generale dell’Asm Maurizio Friolo, invece, si parla di medici in quiescenza in servizio nei reparti di Anatomia patologica, Gastroenterologia, Igiene, Oncologia, Psichiatria e Radiologia, e si evidenzia la necessità di adottare misure «necessarie ed urgenti a garanzia della continuità e sicurezza delle prestazioni esclusivamente di carattere sanitario». Ai 53 medici appena confermati al servizio di Asm e San Carlo verrà riconosciuta una retribuzione onnicomprensiva in base alle ore di lavoro effettivamente prestate.

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