INDICE DEI CONTENUTI
- 1 BILANCIO REGIONE BASILICATA, LE RAGIONI DELL’ASSESSORE CICALA: MANCANZA DI CONFRONTO E RISPOSTE ECONOMICHE
- 2 CRITICHE AL METODO DI LAVORO E AUSPICIO DI MODIFICHE IN CONSIGLIO
- 3 BILANCIO REGIONE, CICALA, I PRECEDENTI E LA REAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA BASILICATA
- 4 VALUTAZIONI POLITICHE E RISCHI PER LA TENUTA DELLA MAGGIORANZA
- 5 GLI EQUILIBRI IN AULA E IL CONTESTO DELLE EMERGENZE ECONOMICHE
Sul bilancio della regione Basilicata, Cicala “scarica” Bardi: mancano i soldi promessi, e l’assessore meloniano all’agricoltura, nel mirino dei produttori, si smarca. Il governatore ventila: «Conseguenze politiche». Silenzio da Fdi.
POTENZA – Aveva chiesto 80 milioni per far fronte al «fabbisogno complessivo» del «settore agricolo, forestale e zootecnico». Poi avrebbe abbassato le pretese a 13 milioni. E quando ha visto che «nemmeno questa richiesta minima ha trovato accoglimento» si è chiamato fuori. E’ arrivato ieri sera lo “strappo” dell’assessore regionale all’Agricoltura Carmine Cicala. Col suo voto «non favorevole» in giunta al bilancio pre-consuntivo dell’esercizio 2025, che comprende la Legge di Stabilità 2026 e il bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028.
BILANCIO REGIONE BASILICATA, LE RAGIONI DELL’ASSESSORE CICALA: MANCANZA DI CONFRONTO E RISPOSTE ECONOMICHE
L’assessore meloniano ha spiegato le ragioni del suo gesto in una nota che ha chiesto di allegare al verbale della seduta di giunta. «Le modalità con cui si è giunti alla riunione di giunta odierna non hanno consentito un adeguato e necessario confronto, sia sul piano politico sia sotto l’aspetto strettamente tecnico, sull’adozione di atti di così rilevante importanza per l’azione di governo e per l’intera comunità regionale». Questa la premessa di Cicala, che nel merito ha sottolineato l’assenza di risposte alle richieste economiche avanzate,«riferite, in larga parte, a obblighi e fabbisogni certi». Pur essendo state già ridotte, «con spirito collaborativo e senso di responsabilità».
CRITICHE AL METODO DI LAVORO E AUSPICIO DI MODIFICHE IN CONSIGLIO
L’assessore ha parlato di un metodo che non garantirebbe «né la condivisione delle scelte né una coerente relazione tra programmazione e concreta capacità attuativa». Di qui la necessità «di riaffermare l’esigenza di un metodo di lavoro più strutturato e condiviso, condizione essenziale per assicurare efficacia, credibilità e stabilità all’azione amministrativa». Con l’auspicio «che, nella successiva fase di esame e approvazione in sede consiliare, le istanze rappresentate dal Dipartimento possano trovare adeguata considerazione». La mossa di Cicala, finito nel mirino delle associazioni dei produttori a causa delle problematiche irrisolte del settore, è arrivata dopo mesi di mal di pancia crescenti.
BILANCIO REGIONE, CICALA, I PRECEDENTI E LA REAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA BASILICATA
Solo il mese scorso, infatti, aveva fatto scalpore la sua presa di posizione durante la discussione sui mini-vitalizi appena istituiti per i consiglieri regionali. Con la sconfessione pubblica della linea della maggioranza regionale, e il tentativo dei suoi componenti di contenere il suo intervento. In un comunicato diffuso ieri in serata l’ufficio stampa della giunta regionale si parla di una «scelta personale» di Cicala non incide «sulla coesione della maggioranza».
VALUTAZIONI POLITICHE E RISCHI PER LA TENUTA DELLA MAGGIORANZA
«La compattezza del governo regionale è confermata dal voto favorevole del resto dell’esecutivo e dal sostegno espresso formalmente dai consiglieri di maggioranza, nessun gruppo escluso». Così ancora nel comunicato, in cui si aggiunge che «il voto contrario su una delibera fondamentale per l’azione di governo è ora oggetto di valutazione sotto il profilo delle conseguenti determinazioni politiche». Mentre «la giunta regionale conferma la propria linea di azione, orientata a garantire stabilità e capacità di programmazione in una fase che richiede coerenza e responsabilità verso i cittadini».
Spetterà insomma al governatore Vito Bardi e ai suoi referenti di Fratelli d’Italia in Basilicata e a Roma, rimasti in silenzio ieri sera ,valutare la permanenza o meno di Cicala in giunta. Con la consapevolezza che in caso di ritiro delle deleghe, per effetto della legge elettorale regionale, riprenderebbe posto nel parlamentino lucano a scapito del “supplente” Alessandro Galella.
GLI EQUILIBRI IN AULA E IL CONTESTO DELLE EMERGENZE ECONOMICHE
Se poi al suo posto in giunta dovesse essere nominato in giunta un altro esponente meloniano tipo il capogruppo Michele Napoli, che nei mesi scorsi aveva chiesto inutilmente una verifica all’interno della maggioranza, Galella rientrerebbe in aula, sì. Ma il rischio è che l’insofferenza del consigliere Cicala incroci quella dei calendiani Marcello Pittella e Nicola Morea. A quel punto il centrodestra allargato battezzato alle scorse elezioni regionali potrebbe trovarsi con appena 10 voti su 21 in aula. Meno della maggioranza che è anche il numero legale richiesto per garantire la validità della seduta. Nel comunicato diffuso ieri sera da via Verrastro, ad ogni modo, si ammette il «contesto complesso segnato da diverse emergenze economiche e sociali e dalla riduzione delle entrate legate al calo delle attività estrattive», in cui è maturato il bilancio pre-consuntivo.
«Ciononostante, in questo scenario, l’esecutivo ha operato con responsabilità e rigore per garantire la continuità dei servizi al cittadino, il mantenimento delle misure di sostegno già attive e sostenere crescita e investimenti per un ammontare di 4,3 miliardi di euro». Concludono dall’ufficio stampa della giunta, assicurando che «nel prossimo futuro saranno previsti ulteriori interventi a sostegno di sanità e agricoltura».
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