Lucania Film Fest, immagini dall’edizione 2025 che ha riunito come sempre espressioni del cinema, della musica e della cultura da tutto il mondo
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Per il quarto anno il Lucania Film fest non ottiene finanziamenti dal Mic. Il fondatore Calandriello: «Ci sentiamo umiliati dal metodo tossico che va avanti da anni»
Per il quarto anno consecutivo il Lucania Film festival di Pisticci viene escluso dai contributi del Mic- Cinema Promozione Festival. Il clima difficile che vive il Ministero e che, dopo l’esclusione del finanziamento al film su Giulio Regeni ha portato alle dimissioni di Massimo Galimberti, Paolo Mereghetti e Ginella Vocca, mostra i suoi effetti anche nei territori e apre un dibattito pubblico inevitabile. La scelta di non assegnare finanziamenti a una rassegna arrivata ormai alla 27ma edizione, apre una riflessione non solo legata a una realtà che rappresenta un ampio e qualificato sguardo sul cinema italiano, indipendente e internazionale, ma anche su meccanismi che mostrano falle aperte.
LUCANIA FILM FEST, IL PARADOSSO DEI FINANZIAMENTI
A commentare quello che a tutti gli effetti segnala un paradosso, è Rocco Calandriello, fondatore del festival e consulente che lancia un grido d’allarme. «Il modus operandi per giungere ai riconoscimenti dei finanziamenti – spiega – richiama alcune riflessioni anche alla luce delle dimissioni dei componenti della giuria anche per il caso-Regeni. Si tratta di commissioni diverse ma che portano a esaminare il metodo che viene utilizzato. Anche l’Anica (Associazione Nazionale industrie cinematografiche audiovisive e digitali) si è espressa, denunciando le modalità di individuazione e azione delle commissioni per le quali chiede di stilare un albo professionale per individuare le commissioni. L’allarme che abbiamo lanciato qualche anno fa, oggi è un nodo che arriva al pettine e riguarda l’intero settore – aggiunge – e ci fa sentire avviliti, umiliati perché bocciati su dati oggettivi».
I PARAMETRI LEGATI ALLA GRADUATORIA
Il tema legato ai parametri che conducono alla graduatoria finale mostra più di un problema come ha sottolineato anche la Cna nazionale. «Non entro nel merito della insindacabilità dei giudizi dei commissari e sul fatto che i finanziamenti non debbano essere assegnati ogni anno per forza ma- prosegue Calandriello – c’è molto da dire sui criteri; vorremmo comprendere meglio cosa intende il Ministero. Se parliamo di storicità, il Lucania Film Festival che è al 27mo anno, è fra i più longevi del Sud Italia; in quanto all’ente organizzatore, poi, l’associazione Allelammie ha 30 anni di storia alle spalle. Il nostro voto dovrebbe essere mediamente alto, invece è stato zero. Il Ministero impone di lavorare nelle aree interne – precisa ancora Calandriello – anche per la premialità ma anche in questo caso, la nostra realtà non viene presa in considerazione».
IL PIANO OLIVETTI
Tra i criteri c’è anche quello di rispettare il “Piano Olivetti” soprattutto in tema di dialogo, rapporti interculturali con Africa e Mediterraneo: «Abbiamo programmato un focus con l’Algeria mentre ricordo che lo scorso anno Mohsen Makhmalbaf, regista di ‘Viaggio a Kanfahar’, ha diretto la sezione “Secret program” e Hana Makhmalbaf è stata direttore artistico del festival». Le collaborazioni? Il Lucania Film festival non ha nulla da invidiare alle rassegne più blasonate nel mondo.
CALANDRIELLO, LUCANIA FILM FEST: «FATECI GIOCARE LA PARTITA»
«Lavoriamo con il Sundance Festival, con il Museo del Cinema di Torino e altre realtà importanti – aggiunge Calandriello che lancia un appello, sulla base del fatto che ogni criterio di valutazione nel caso della rassegna nata e cresciuta a Pisticci ma conosciuta nel mondo, risulti nullo – Fateci giocare la partita, o inseriteci in un altro girone, ma chiarite le regole del gioco. Siamo professionisti, comprendiamo anche le linee politiche ma vogliamo conoscere quali sono gli elementi di confronto e eventualmente anche i festival di riferimento. A tutt’oggi se dovessimo farlo, dovremmo svolgere meno attività in considerazione di quella che è la graduatoria. Il Biografilm Festival di Bologna, ad esempio, è un nostro riferimento ma è esonerato. Qual è dunque il modello con cui confrontarci?».
I CASI ECLATANTI
I casi eclatanti in Basilicata e nel Materano, ci sarebbero e questo rende più amaro l’esito per il Lucania Film Festival e più allarmata l’analisi. «Le attività collaterali durante l’anno? – ricorda ancora – Sono appena cominciate le ‘Cinepasseggiate’, poi ‘Il cinema ad alta voce’; siamo il primo festival in Europa a lavorare con i non vedenti, con l’Unione Italiana Ciechi nazionale e da poco con un’intesa su questo con Tetouan e anche alla voce accessibilità, il nostro punteggio è stato zero».
LA SENSAZIONE DI UNA DOMANDA LETTA SENZA APPROFONDIRE
«La mia vaga sensazione è che la commissione abbia letto in modo leggero o forse non abbia approfondito del tutto la nostra domanda, perché il punteggio è uguale a quello dell’anno scorso e per molti festival sembra accada lo stesso. Sono un garantista e voglio pensare sia solo una mia personale valutazione ma non si può negare che ci sia un processo tossico, ormai da anni. Sui criteri, vogliamo una garanzia: il gioco deve avere regole certe e condizioni per migliorare».
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