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Due detenuti hanno appiccato un incendio nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi ad avellino: otto agenti intossicati. L’Uspp denuncia la carenza di sicurezza negli istituti.
SANT’ANGELO DEI LOMBARDI (AVELLINO) – Quello di ieri, 16 aprile 2026, è stato un pomeriggio fiamme all’interno della casa di reclusione irpina. Un gravissimo incendio doloso ha travolto una sezione detentiva del carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, provocando l’intossicazione del Comandante e di sette agenti della Polizia Penitenziaria, intervenuti per evitare una strage. Secondo quanto reso noto dal sindacato Uspp, la responsabilità del rogo è da addebitare «a due detenuti, non nuovi a episodi del genere, che hanno appiccato il fuoco alla propria cella: le fiamme si sono estese in tutta la sezione».
L’INTERVENTO E IL TRASPORTO IN OSPEDALE
Il comandante e gli agenti sono intervenuti per domare le fiamme e mettere in sicurezza la sezione detentiva: «solo grazie al coraggio e alla loro prontezza si è evitato il peggio», commenta il sindacato. Il comandante e un agente sono stati portati d’urgenza all’ospedale moscati di Avellino mentre gli altri cinque sono stati trasportati all’ospedali di Sant’Angelo ed Ariano Irpino.
DOPO L’INCENDIO NEL CARCERE DI AVELLINO: LA DENUNCIA DEL SINDACATO SULLA SICUREZZA NEGLI ISTITUTI
«È l’ennesimo episodio critico che evidenzia una situazione sempre più critica all’interno degli istituti – commentano il presidente dell’ Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio – in cui il personale opera quotidianamente in condizioni difficili, esposti a rischi crescenti, e spesso in situazioni di forti tensioni. Più volte, in passato, siamo intervenuti perché il carcere di Sant’ Angelo, è passato da carcere a vocazione trattamentale a ricettacolo di detenuti trasferiti per ordine e sicurezza malgrado i pochi agenti in pianta organica». L’ Uspp «plaude al coraggio e alla professionalità dimostrata dalla polizia penitenziaria di Sant’Angelo, che nonostante le critiche condizioni lavorative si riesce a mantenere l’ordine e la sicurezza interna».
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