Occhiuto sigla il protocollo d’intesa con le università calabresi sul reddito di merito
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«ELITARIA» e «propagandistica». Rifondazione Comunista bolla così il reddito di merito, la misura voluta dal presidente della Regione Roberto Occhiuto (unica in Italia – come ha tenuto a sottolineare – e seconda in Europa solo alla Danimarca) e destinata agli iscritti degli atenei calabresi in regola con gli esami e con una media dal 27 in su. Tre diverse quote – 500, 750 e mille euro – a seconda che la carriera si attesti sul 27, 28 o 29. Comporterà un investimento, per il primo anno, di 15 milioni di euro, presi dai fondi europei.
«ELITARIA» e «propagandistica». Rifondazione Comunista bolla così il reddito di merito, la misura voluta dal presidente della Regione Roberto Occhiuto (unica in Italia – come ha tenuto a sottolineare – e seconda in Europa solo alla Danimarca) e destinata agli iscritti degli atenei calabresi in regola con gli esami e con una media dal 27 in su. Tre diverse quote – 500, 750 e mille euro – a seconda che la carriera si attesti sul 27, 28 o 29. Comporterà un investimento, per il primo anno, di 15 milioni di euro, presi dai fondi europei.
REDDITO DI MERITO, L’ATTACCO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
La polemica aperta da Rifondazione si accompagna a osservazioni dal tono analogo lette in questi giorni nel dibattito sui social e che incrociano due questioni: il «merito» come tema di destra e la sua correlazione con le condizioni socio-economiche di provenienza. «Il presidente Occhiuto non ha evidentemente tenuto in considerazione tutta una platea di giovani studenti e studentesse che hanno difficoltà a pagare le tasse e a essere in regola con gli esami, perché impegnati sia a lavorare che a studiare – scrivono Laura Gigliotti e Caterina Muraca (Rifondazione Comunista Cosenza) – Tant’è che, secondo le stime, questo incentivo riguarderà il 7-8% degli studenti, un numero che già di per sé rivela l’esclusività della misura».
«NON LIMITERÀ LA FUGA DI CERVELLI»
«Riteniamo che un provvedimento del genere non sia affatto sufficiente per limitare la “fuga dei cervelli” perché si configura come una misura elitaria – proseguono – riservata a chi ha già una situazione economica vantaggiosa alle spalle. Inoltre, come riportato dagli stessi firmatari, il finanziamento di questo reddito in futuro sarà soggetto ad un’analisi statistica sul “comportamento di docenti e studenti”, rendendo di fatto l’attuazione un’incognita di anno in anno. Dunque è possibile immaginare che si tratti solo di un provvedimento di natura temporanea, e che non agirà in alcun modo sulle condizioni di svantaggio sistemico che obbligano i giovani e le giovani a partire».
«MISURA PROPAGANDISTICA»
«Non possiamo non ribadire che la mancanza di una programmazione a lungo termine che garantisca la possibilità non solo di restare a studiare in Calabria, ma anche di rimanervi a lavorare, fa di queste misure una mossa essenzialmente propagandistica. Il reale benessere degli studenti e delle studentesse passa in secondo piano, e soprattutto si ripropone l’idea che solo attraverso l’impegno personale si possano ottenere dei risultati, quando in realtà è chiarissimo che le condizioni di partenza sono decisive in tal senso, e che una condizione svantaggiosa tende a condizionare il futuro percorso di studi, senza possibilità reale di emancipazione».
IL REDDITO DI MERITO LASCIA INDIETRO STUDENTI CON NEURODIVERGENZE O DIFFICOLTÀ COGNITIVE
La misura, aggiungono, lascia indietro anche «le studentesse e e gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, neurodivergenze o altre difficoltà cognitive e/o psicologiche, per i quali il percorso universitario richiede spesso tempi e modalità differenti».
È giusto, insomma, slegare il contributo – questo uno dei punti sollevati – da qualunque riferimento al reddito? Facciamo un passo indietro. La misura istituita dalla Regione non punta a colmare divari ma ha un focus diverso: l’idea è quella di incentivare gli studenti ‘eccellenti’ a restare in Calabria per l’università, con la speranza che restino anche dopo per lavorare. È una delle ragioni che hanno portato ad estendere la misura a tutti gli iscritti per intercettare anche chi dopo la triennale è alle prese con la scelta della magistrale. I dati degli atenei dicono che la ‘fuga’ si concentra soprattutto lì.
REDDITO DI MERITO, LA NATURA DEL PROVVEDIMENTO
Resta però un per nulla trascurabile problema – tanto più in Calabria – che è proprio quello legato alle condizioni di partenza. Il luogo in cui nasci, la famiglia in cui nasci non è ininfluente rispetto alla tua riuscita personale. Un tema che la Cittadella, stando alle dichiarazioni di Occhiuto, avrebbe comunque presente. «Il merito è merito – ha detto nelle scorse ore, dialogando con i follower il presidente – Faremo altre misure in base all’Isee, sto ragionando su un pacchetto di misure per quanti versano in una situazione di difficoltà economiche. Lo presenteremo nelle prossime settimane».
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