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Roma, 19 apr. (askanews) – Noi Moderati ritiene “necessario correggere” la norma del decreto sicurezza che prevede incentivi per gli avvocati che ottengono il rimpatrio volontario del proprio assistito e si impegna affinché “venga rivista ed eliminata” in un provvedimento successivo al decreto sicurezza che, essendo in scadenza, ha urgenza di essere convertito in legge. Lo afferma il responsabile Giustizia di Noi Moderati Gaetano Scalise.
“Come responsabile Giustizia di Noi Moderati – afferma – ritengo doveroso prendere una chiara distanza dall’emendamento in materia di rimpatri volontari assistiti. Si tratta di una forzatura normativa che rischia di incidere in modo improprio sull’assetto e sulla funzione costituzionale della difesa tecnica. Coinvolgere l’avvocatura – e addirittura il Consiglio Nazionale Forense – in un meccanismo che prevede un compenso subordinato all’esito della procedura (ossia all’effettivo rimpatrio) introduce una logica premiale incompatibile con i principi di autonomia, indipendenza e libertà della difesa. L’avvocato non può essere trasformato in un soggetto funzionale al raggiungimento di un obiettivo amministrativo dello Stato, né può vedere la propria attività condizionata da un incentivo economico legato al risultato. Un simile impianto rischia di alterare il rapporto fiduciario con il cliente e di compromettere il ruolo dell’avvocatura quale presidio di garanzia dei diritti”.
“Per queste ragioni, considerata l’urgenza della conversione del decreto, riteniamo necessario correggere questa previsione con un successivo intervento e, previo confronto con l’avvocatura istituzionale, ci impegneremo affinché tale previsione venga rivista ed eliminata così da salvaguardare i principi fondamentali dell’ordinamento e la dignità della funzione difensiva”, conclude.
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