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Riconversione Pmc e Brose, aziende dell’indotto Stellantis, confronto in atto: a giugno vertice al Mimit. Regione e Confindustria presenti


Per Pmc e Brose, aziende dell’indotto Stellantis, la data segnata in rosso sul calendario è l’8 giugno, giorno in cui si farà il punto a Roma, presso il Ministero delle Imprese, sul possibile percorso di riconversione industriale. Nel frattempo, in queste settimane, il confronto prosegue: «Dopo l’ultimo incontro al Mimit è ora aperto un confronto tra PMC, Brose e il nuovo imprenditore, con il coinvolgimento di Confindustria e della Regione Basilicata, per individuare il percorso di ammortizzatori sociali più idoneo ad accompagnare questa fase transitoria, necessaria a sostenere l’avvio e il completamento della riconversione industriale e delle nuove attività produttive, con l’obiettivo di assicurare la piena salvaguardia occupazionale» spiega Gerardo Evangelista, segretario generale della Fim Cisl lucana.

Il confronto proseguirà quindi al Mimit, in occasione della verifica sull’avanzamento del percorso e sugli impegni assunti nel precedente tavolo, «nel quale si è delineato, seppur ancora in maniera sommaria, un percorso finalizzato a chiarire le future produzioni e a garantire il pieno inserimento di tutti i lavoratori, sia della PMC sia della Brose», spiega ancora Evangelista. L’attesa, ovviamente, è per la fumata bianca. Il nome dell’investitore che si è proposto di compiere la riconversione – e di risolvere un problema occupazionale che riguarda 149 lavoratori – è venuto fuori nell’incontro del primo aprile al Mimit: si tratta della “Costruzioni Srl”, realtà potentina che lavora a livello nazionale su opere stradali, movimento terra e sistemazioni idrogeologiche, che rileverebbe lo stabilimento Pmc, società in fase di liquidazione, garantendo il progressivo riassorbimento dei lavoratori di Pmc che di Brose.

IL PIANO DI RICONVERSIONE INDUSTRIALE

L’azienda potentina fa capo all’imprenditore lucano Carmine Ciaglia. Il piano di riconversione industriale punta su una doppia azione: da un lato sull’installazione di un impianto di bitume e dall’altro su una piattaforma di recupero materiale (con raccolta e trattamento del PFU e del RAEE, cioè pneumatici esausti e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). Mentre per Pmc e Brose la possibilità di riconversione diventa mano a mano sempre più concreta, il resto dell’indotto di Stellantis guarda al 21 maggio, giorno in cui sarà presentato il nuovo piano strategico. Secondo indiscrezioni di Reuters il gruppo concentrerà la maggior parte degli investimenti su Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, privilegiando i brand con maggiori volumi e redditività: ipotesi che, se confermata, sarebbe preziosa per Melfi.

«Il marchio Jeep rappresenta una garanzia non solo sul piano europeo, ma a livello mondiale – spiega Evangelista – l’arrivo nel 2015 e nel 2016 ha rappresentato una nuova alba per il sito lucano, segnando una fase di rilancio e di forte riconoscibilità industriale». Intanto, nel confronto del 23 aprile con i sindacati Fim, Uilm, Fismic, Uglm e -AqcfR è stato annunciato che a Melfi sarà assegnato un quinto modello: ma è stata anche definita una intesa sulle uscite incentivate su base volontaria. Si tratta, secondo Fiom, di 425 esuberi, circa il 10% dei dipendenti del sito.

RESTANO LE CRITICITA’ DELL’INDOTTO

Oltre Pmc e Brose, le criticità dell’indotto, però, restano, tanto che l’orizzonte delle vertenze per molte aziende è corto, specialmente nella logistica. Sgl e Fdl – centocinquanta lavoratori – potrebbero veder scadere gli ammortizzatori in estate, Its a fine anno. Tiberina: secondo quanto rilevato nell’ultimo vertice al Ministero, i carichi di lavoro per DS7, DS8 e la prossima Lancia Gamma daranno occupazione a 30 full time equivalent, a fronte di personale attuale di 120 persone. I sindacati hanno quindi chiesto all’azienda un confronto sulle produzioni anche straniere, per comprendere se ci sia la possibilità di portare altre lavorazioni a Melfi: per questo motivo il Mimit convocherà un nuovo incontro dopo la presentazione del piano industriale del 21 maggio.

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