INDICE DEI CONTENUTI
- 1 IL PROGETTO BILLDING: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DELLE PMI
- 2 PINÒ SURACE SCELTO DA FORBES TRA I 100 TALENTI UNDER 30: COME È NATA L’IDEA E L’ASPETTO SOCIALE DEL SERVIZIO
- 3 DALLA CALABRIA ALLA FINLANDIA: IL PERCORSO DI PINÒ SURACE
- 4 IL RITORNO IN PATRIA E IL FUTURO DELLA STARTUP
- 5 SACRIFICI E PASSIONE: I COMPROMESSI PER RAGGIUNGERE IL SUCCESSO DI PINÒ SURACE SCELTO DA FORBES TRA I 100 TALENTI UNDER 30
Melito Porto Salvo, la storia di Pinò Surace scelto da Forbes tra i 100 talenti under 30: «Viaggio spesso ma riesco comunque a gestire tutto dalla Calabria».
Forbes Italia ha di recente redatto un elenco di 100 giovani under 30 cui si prefigura un futuro alla guida dell’Italia. Tra questi, un nostro conterraneo, Pinò (con l’accento, e ne scopriremo il motivo) Surace, ventinovenne nativo di Melito Porto Salvo. La sua famiglia, da parte di padre, è originaria di Lazzaro di Motta San Giovanni, a un tiro di schioppo da Reggio. Elemento importante, perché è proprio dal nonno paterno, molto conosciuto in paese anche grazie a questo, ha preso il particolare e identitario nome di battesimo. In sostanza, Pasquale Surace era emigrato in Francia, dove veniva chiamato Pinò (da Pasquale a Pinò, chissà perché). Rientrato in paese, tutti continuarono a chiamarlo in quel modo e, come da tradizione, il nipote prese, con grande felicità del papà, il nome del nonno morto pochi mesi prima.
IL PROGETTO BILLDING: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DELLE PMI
Svelato questo mistero, veniamo al motivo per cui Surace, laureato al Politecnico di Milano in ingegneria informatica, ha avuto la grande soddisfazione della quale abbiamo detto. Egli è stato cofondatore (insieme a Alessandro Ferraro e Nicolò Sozzi, ai quali si è unito dopo Daniele Pareyson) di un’azienda, la Billding (gioco di parole tra bill, bolletta, e building, edificio), che si presenta sul suo sito come “l’alleato digitale delle PMI”. Surace la descrive così: «una startup che si occupa di gestione e monitoraggio delle utenze (luce, gas, internet e telefono) attraverso l’intelligenza artificiale. In due parole, analizzando la bolletta riusciamo a capire se l’offerta è allineata al mercato, se è buona o ce ne sono migliori sul mercato».
L’attività di Billding comprende una prima fase nella quale, dopo l’analisi, si propone al cliente un nuovo fornitore o una nuova tariffa, seguendo anche la parte burocratica. E una seconda nella quale viene effettuato un monitoraggio continuo: «Analizziamo il mercato – ci dice l’ingegnere Surace – e, strada facendo, avvisiamo l’utente quando l’offerta non va più bene, e proponiamo altro». Questo lavoro «è sicuramente importante per le famiglie, ma ancor di più per le aziende molto energivore come bar, pizzerie e ristoranti, che possono ottenere risparmi davvero significativi».
Billding, pur essendo una start up, ha all’incirca 20.000 clienti e uffici a Milano, Bologna e Catania. Secondo Pinò Surace, il risparmio complessivo per famiglie e imprese è stato finora di 15 milioni di euro.
PINÒ SURACE SCELTO DA FORBES TRA I 100 TALENTI UNDER 30: COME È NATA L’IDEA E L’ASPETTO SOCIALE DEL SERVIZIO
Gli chiediamo come e da dove è scaturita l’idea di partenza: «Nicolò Sozzi era manager di Amazon. Veniva trasferito da una città all’altra, con frequenza pressoché semestrale, quando c’erano da realizzare nuovi magazzini di stoccaggio, per le merci da trasportare, e da assumere personale. In ogni luogo doveva prendere casa, aprire le utenze, per poi chiuderle e spostarsi ancora. Da lì è nata questa idea, ma serviva la parte tecnica, da ingegnere informatico, che mi hanno chiamato a realizzare».
Come si accede ai vostri servizi?
«Da Instagram, Facebook, Linkedin. L’applicazione è altresì accessibile sia dal Play Store dello smartphone, sia direttamente dal browser cercando billding.it. Dalla landing page si può già provare il servizio, che per i privati è assolutamente gratuito».
«Sì, assolutamente. Alla fine, la nostra non è una vendita. In sostanza io ti dico: guarda e se vuoi utilizza il nostro servizio. Se risparmi bene, altrimenti pazienza. Noi prendiamo una provvigione dal provider».
DALLA CALABRIA ALLA FINLANDIA: IL PERCORSO DI PINÒ SURACE
Proviamo a conoscere un po’ anche la vita di questo ragazzo, che, tra l’altro, è tornato a vivere a Melito, e quando si affaccia al balcone ha davanti lo Jonio.
«Sono nato a Reggio però ho sempre vissuto a Melito dove ho fatto elementari e medie, poi a Reggio il liceo scientifico e un anno al tecnico per geometri. Quindi mi sono trasferito a Milano. All’ultimo anno della triennale sono andato in Finlandia per l’Erasmus, mi sono un po’ innamorato dell’ambiente (e non solo, n.d.r.) e ho deciso di continuare lì i miei studi. Quindi ho fatto la specialistica e ho iniziato a fare un po’ di ricerca. Lì ci sono tantissime opportunità, perciò già mentre studi puoi lavorare. Dopo circa un anno, quando stavo per concludere gli studi, ho iniziato a lavorare alla Nokia, dove sono rimasto tre anni e mezzo, fino a quando ho deciso di rientrare in Calabria. E poi è arrivata Billding».
Hai sempre avuto la passione per le materie scientifiche?
“Per matematica e fisica, fin da piccolo. Ho pure fatto le Olimpiadi di fisica, nazionali eccetera. Ho sempre fatto queste cose. Poi, quando dovevo scegliere l’università, ero indeciso tra matematica e fisica. Alla fine ho scelto informatica perché mi sembrava più facile trovare lavoro, ma in realtà non ne ero appassionato».
IL RITORNO IN PATRIA E IL FUTURO DELLA STARTUP
Dunque ora sei in lavoro agile, o smart working che dir si voglia, e vivi a Melito. Come ti trovi?
«All’inizio ero rientrato per sostenere, su spinta di mio padre (dirigente scolastico) un concorso per insegnare nella scuola. L’ho vinto, primo in Calabria. Ma dopo un anno, con sommo dispiacere di mio padre, mi sono licenziato e ho deciso di continuare il mio percorso. Era stata più che altro una scommessa. Mio padre aveva detto di provarci e io l’avevo accontentato; tra l’altro, avevo trovato pure una cattedra vicino a casa. Ma poi era difficile tenere tante cose insieme, anche perché spesso devo viaggiare».
Hai ancora qualche legame con il paese di tuo padre, ci vai?
«Ogni tanto, perché ho i miei parenti, non spessissimo. Talvolta, in realtà, faccio un salto in una casetta che era di mio nonno, a Sant’Antonio, sopra Motta San Giovanni. Salgo a fare un giro nei boschi col mio cagnolino».
Da quanto tempo sei tornato a Melito?
«Circa tre anni e mezzo, più o meno durante il Covid».
Una domanda canonica: quali sono i tuoi programmi per il futuro?
«Se mi avessi chiesto 6 mesi fa ero ancora orientato a spostarmi, in questo periodo più a rimanere, anche in base alle opportunità che ci sono. Non è facilissimo. Per ora viaggio, vado spesso a Milano, però riesco a gestire tutto da qua, mi piace, sto nella casa al mare. Però magari i miei soci a Milano hanno più opportunità di fare conoscenze importanti, che io posso perdermi».
SACRIFICI E PASSIONE: I COMPROMESSI PER RAGGIUNGERE IL SUCCESSO DI PINÒ SURACE SCELTO DA FORBES TRA I 100 TALENTI UNDER 30
Hai qualche hobby?
«Lavoro 12 ore al giorno, sabato e domenica inclusi; qua è bello e sto bene, però non c’è tempo per nient’altro».
Non giochi a pallone, a tennis? Quindi sei proprio un nerd…
«No, niente, niente. Se chiedi in giro nessuno mi ha mai visto, non mi conosce nessuno. Sono chiuso in casa, e anche per questo non mi cambia molto tra Melito e Milano, tanto sono sempre dentro. Sì, sono davanti al mare, quindi ogni tanto faccio una passeggiata».
Ma la musica ti piace?
«Mi piace tutto. Il problema è, come puoi capire, che fare startup in Italia non è semplice. È una frase già detta mille volte, però ti posso assicurare che è stato molto complicato: nottate a lavorare, ed è ancora così. Stiamo andando bene, siamo finiti su Forbes, ma non è semplice far andare la macchina. Specialmente gli ultimi 3, 4 anni sono stati molto pesanti».
E bravo il nostro Pinò. E quanto è bello raccontare storie come questa! Assaporare il valore dei nostri ragazzi, ma anche la loro semplicità, l’amore per la terra natia affiancato dalla voglia di aprirsi, di conoscere luoghi e persone diversi. Ne crescano tanti altri come Pinò Surace. Dobbiamo puntare su persone come lui per ambire a crescere anche noi come comunità.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA