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L’economia lucana si tinge di rosa. Gentile (Cgia): «Servono strumenti concreti per sostenere giovani e imprenditori».


Le imprese guidate da donne si confermano un pilastro insostituibile per la tenuta socio-economica della Basilicata, un territorio in cui la caparbietà femminile riesce a fare la differenza nonostante le storiche carenze infrastrutturali e i divari geografici. Il quadro emerge dal recente rapporto «Donne risorsa strategica dell’economia: imprese, lavoro e welfare», elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato Imprese.

I DATI DEL RAPPORTO CONFARTIGIANATO TRA POTENZA E MATERA

I dati, presentati a Roma durante la convention nazionale di «Donne Impresa Confartigianato», evidenziano una realtà lucana a due facce: da un lato una straordinaria capillarità sul territorio, dall’altro i primi preoccupanti segnali di una flessione che impone interventi immediati. In Basilicata sono circa 1.800 le imprese artigiane guidate da donne, pari al 18,6% del totale, mentre le imprese femminili complessive presenti nella regione superano quota 15 mila. Questo tessuto produttivo “in rosa” si distribuisce in modo differenziato tra i territories, riflettendo le specificità demografiche delle due province: di queste, circa 1.200 operano in provincia di Potenza e 600 in provincia di Matera. Si tratta di numeri significativi per una regione da tempo alle prese con lo spopolamento e la crisi demografica, in cui le microimprese artigiane rappresentano spesso l’unico vero presidio occupazionale e sociale per le piccole comunità delle aree interne.

Economia lucana: IL COMMENTO DI ROSA GENTILE SULLA FLESSIONE E SUI SERVIZI DI WELFARE

“I dati – commenta la componente dell’esecutivo nazionale, la lucana Rosa Gentile – confermano che le donne sono una componente strutturale e imprescindibile del nostro sistema economico. È un risultato che parla di competenze, determinazione e capacità di innovare. Allo stesso tempo, la recente flessione nel numero delle imprenditrici ci ricorda che non possiamo abbassare la guardia: servono strumenti concreti per sostenere chi fa impresa, favorire la conciliazione tra vita e lavoro e accompagnare le nuove generazioni verso percorsi imprenditoriali”. La sfida cruciale per il futuro della Basilicata risiede proprio nel potenziamento dei servizi di welfare aziendale e territoriale. “Dietro questi numeri – continua – ci sono storie di coraggio, professionalità e grande senso di responsabilità.

Le imprenditrici artigiane rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale, soprattutto nei servizi alla persona, dove il contributo femminile è decisivo. Tuttavia il calo registrato nell’ultimo anno ci impone di rafforzare le reti di sostegno, investire in formazione e favorire un contesto che renda davvero sostenibile la scelta di fare impresa. Oggi più che mai – ha concluso – occorre trasformare il valore della presenza femminile nell’economia in una leva stabile di crescita e coesione sociale”.

LA STORIA DI VITTORIA SCOTE E LE SFIDE DEL COMPARTO AGROALIMENTARE

Ma dalla Basilicata non tutti i giovani scappano. Al contrario, Vittoria Scote, che negli anni novanta era appena maggiorenne, si trasferì a Sarconi dalla provincia di Napoli. Oggi, sostenuta dai fratelli, guida un’impresa agricola specializzata nella trasformazione agroalimentare delle eccellenze lucane, prodotti che esporta in tutto il mondo. “Fare impresa oggi – sottolinea Scote – significa confrontarsi quotidianamente con un contesto sempre più impegnativo e competitivo, caratterizzato da sfide continue, congiunture economiche complesse e scenari in continua evoluzione. In questi anni le imprenditrici hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento, resilienza e visione. Regione e altri enti potrebbero certamente sostenere con maggiore incisività il comparto agroalimentare lucano attraverso programmi mirati, capaci di valorizzare un patrimonio ricco di tipicità e di prodotti certificati con marchi europei”.

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