Fonte: Comune di Quarto
2 minuti per la letturaIl sindaco di Quarto, Antonio Sabino, ha denunciato minacce social ricevute dopo la demolizione dell’ex cementificio confiscato alla camorra.
QUARTO (NAPOLI) – Una pioggia di insulti, ma soprattutto di minacce arrivate via social network al sindaco di Quarto. Il destinatario è dunque Antonio Sabino, sindaco del comune alle porte di Napoli da tempo in prima linea nella complessa attività di contrasto alla criminalità organizzata attraverso il riutilizzo sociale del patrimonio sottratto ai clan.
L’escalation di violenza verbale è esplosa dopo la pubblicazione di una nota stampa istituzionale con cui l’amministrazione comunale celebrava un traguardo storico: la demolizione dei vecchi silos dell’ex cementificio. Struttura confiscato dalla procura antimafia al clan Nuvoletta-Polverino. L’area è ora tra il patrimonio indisponibile del Comune che ha come obiettivo di trasformarla in un moderno centro polivalente culturale completo di teatro all’aperto e aree dedicate al fitness.
I MESSAGGI SHOCK: «TI METTO DENTRO AI MURI»
I commenti sarebbero apparsi sotto il post del Comune. Tra epiteti ingiuriosi e provocazioni, spiccano frasi inquietanti: «Morta una camorra se ne fa un’altra», «Pupazzo», «Pupazzi» e «Ti metto dentro ai muri».
LA REAZIONE DEL SINDACO DI QUARTO ALLE MINACCE VIA SOCIAL: «RILANCIAMO CON DUE NUOVI BANDI»
«Si tratta di messaggi molto gravi, per i quali presenterò formale denuncia ai carabinieri della Tenenza di Quarto», ha commentato sui propri social il sindaco Antonio Sabino, intenzionato ad andare fino in fondo per fare chiarezza sulla paternità di quegli account. «Saranno adesso gli organi inquirenti e la Procura antimafia a valutare e indagare». Il sindaco ha poi analizzato il movente che si cela dietro questa improvvisa reazione violenta, leggendovi la conferma dell’efficacia del lavoro svolto finora.
«È evidente che, dopo 34 anni, il recupero di quest’area per trasformarla in un bene comune dà molto fastidio alla camorra. Ma noi andiamo avanti e non ci lasceremo intimidire, perché sappiamo bene che la stragrande maggioranza dei cittadini di Quarto sostiene la nostra azione di recupero di oltre 70 beni confiscati». Lungi dal fare un passo indietro, la risposta dell’amministrazione sarà di natura puramente fattuale. Sabino ha infatti annunciato una decisa contromisura temporale: «Abbiamo dato risposte sociali ai bisogni collettivi grazie ai beni confiscati e non ci fermiamo. Proseguiamo con l’accelerazione dei lavori per l’inaugurazione del nuovo parco nell’ex cementificio e con due nuovi bandi, entro fine giugno, per assegnare altri cinque beni confiscati».
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