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GIÀ rappresentato a Roma con successo, “Coppia aperta…quasi spalancata”  approda  il prossimo 23 novembre al teatro “La piccola”  – sipario alle 21 – di Rionero    e il 24, alle 18, nella sede dell’associazione Chauta. I due appuntamenti sono stati organizzati  per rendere all’autrice Franca Rame un omaggio rispettoso ed originale rappresentando ancora, esattamente trent’anni dopo, un’opera tra le più divertenti e significative delle dinamiche dei sentimenti, della profondità dell’animo femminile e di quello maschile.
narra le vicissitudini di una coppia in esaurimento.
Lui, impenitente donnaiolo, cerca di convincere Antonia, sua moglie, sui vantaggi della coppia, che accetta e programma la libertà sessuale dei partner.
Antonia una moglie sola e trascurata.
Fin tanto che sarà lui ad approfittare di tale libertà si sentirà appagato e disinvolto ma cosa gli accadrà quando Antonia, superate le iniziali resistenze, deciderà, anche lei, di provare a trasgredire?
Il sessismo di lui fa da padrone nel voler spingere a questa prospettiva Antonia, mentre il romanticismo di lei e il suo affanno per riconquistare le attenzioni di lui ci divertono. Quest’anno, infatti, ricorrono i trent’anni della commedia di Dario Fo e Franca Rame, rappresentata appunto, per la prima volta, nel 1983. Quest’anno fatalmente ci ha anche lasciato la grande mente, autrice e protagonista dell’opera: Franca Rame.
In occasione della sua commemorazione il compagno di sempre, Dario Fo, ha ammesso che la vera autrice ed unica mente di “Coppia aperta” è Franca Rame. Effettivamente la scrittura della commedia ruota intorno alla protagonista femminile, che Franca Rame ha inizialmente anche interpretato, vessata dalle richieste del marito di rinnovare il rapporto aprendo la coppia ad altri partner. Il tutto è vissuto soprattutto attraverso il racconto di lei che esprime le sue angosce e commenta le sue evoluzioni come donna. Un’opera che mette a confronto i diversi modi maschile e femminile di intendere la sessualità e il rapporto di coppia con lo stile della commedia brillante che sembra rivolgersi direttamente al pubblico. 
La versione diretta con brillantezza, ritmo incalzante e gli arguti interventi registici di Mario Di Lonardo (anche interprete del personaggio del marito) e con la vibrante interpretazione di Francesca Di Nicola amplifica la dimensione da cabaret della commedia originale restituendo anche la riflessione sociale per un divertimento pieno di contenuto.
«Non potevo – Mario Di Lonardo, protagonista e regista – ha detto non entusiasmarmi all’idea di dirigere “Coppia aperta, quasi spalancata” scritto a quattro mani da due grandi del teatro italiano, Dario Fo e Franca Rame, che attraverso questa storia ci parlano delle difficoltà di una coppia, del loro diverso modo di intendere il valore della fedeltà e della libertà sessuale. Sono passati numerosi anni dalla prima rappresentazione di questo testo che mette a nudo il luogo comune per eccellenza della contestazione antiborghese: quello della teorica libertà nei comportamenti sessuali della coppia. Uno spettacolo per far ridere e anche per far riflettere sulle differenze che caratterizzano il mondo femminile e quello maschile».

GIÀ rappresentato a Roma con successo, “Coppia aperta…quasi spalancata”  approda  il prossimo 23 novembre al teatro “La piccola”  – sipario alle 21 – di Rionero    e il 24, alle 18, nella sede dell’associazione Chauta. I due appuntamenti sono stati organizzati  per rendere all’autrice Franca Rame un omaggio rispettoso ed originale rappresentando ancora, esattamente trent’anni dopo, un’opera tra le più divertenti e significative delle dinamiche dei sentimenti, della profondità dell’animo femminile e di quello maschile.narra le vicissitudini di una coppia in esaurimento.

Lui, impenitente donnaiolo, cerca di convincere Antonia, sua moglie, sui vantaggi della coppia, che accetta e programma la libertà sessuale dei partner.Antonia una moglie sola e trascurata. Fin tanto che sarà lui ad approfittare di tale libertà si sentirà appagato e disinvolto ma cosa gli accadrà quando Antonia, superate le iniziali resistenze, deciderà, anche lei, di provare a trasgredire?

Il sessismo di lui fa da padrone nel voler spingere a questa prospettiva Antonia, mentre il romanticismo di lei e il suo affanno per riconquistare le attenzioni di lui ci divertono. Quest’anno, infatti, ricorrono i trent’anni della commedia di Dario Fo e Franca Rame, rappresentata appunto, per la prima volta, nel 1983. Quest’anno fatalmente ci ha anche lasciato la grande mente, autrice e protagonista dell’opera: Franca Rame.In occasione della sua commemorazione il compagno di sempre, Dario Fo, ha ammesso che la vera autrice ed unica mente di “Coppia aperta” è Franca Rame. 

Effettivamente la scrittura della commedia ruota intorno alla protagonista femminile, che Franca Rame ha inizialmente anche interpretato, vessata dalle richieste del marito di rinnovare il rapporto aprendo la coppia ad altri partner. Il tutto è vissuto soprattutto attraverso il racconto di lei che esprime le sue angosce e commenta le sue evoluzioni come donna. Un’opera che mette a confronto i diversi modi maschile e femminile di intendere la sessualità e il rapporto di coppia con lo stile della commedia brillante che sembra rivolgersi direttamente al pubblico. 

La versione diretta con brillantezza, ritmo incalzante e gli arguti interventi registici di Mario Di Lonardo (anche interprete del personaggio del marito) e con la vibrante interpretazione di Francesca Di Nicola amplifica la dimensione da cabaret della commedia originale restituendo anche la riflessione sociale per un divertimento pieno di contenuto.«Non potevo – Mario Di Lonardo, protagonista e regista – ha detto non entusiasmarmi all’idea di dirigere “Coppia aperta, quasi spalancata” scritto a quattro mani da due grandi del teatro italiano, Dario Fo e Franca Rame, che attraverso questa storia ci parlano delle difficoltà di una coppia, del loro diverso modo di intendere il valore della fedeltà e della libertà sessuale. Sono passati numerosi anni dalla prima rappresentazione di questo testo che mette a nudo il luogo comune per eccellenza della contestazione antiborghese: quello della teorica libertà nei comportamenti sessuali della coppia. Uno spettacolo per far ridere e anche per far riflettere sulle differenze che caratterizzano il mondo femminile e quello maschile».

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