Il vescovo con la targa del Museo Diocesano di Nicotera
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Dopo 7 anni riapre il Museo Diocesano a Nicotera e sarà dedicato a monsignor Cortese che ha guidato la diocesi per 25 anni
NICOTERA – Da domani (7 luglio 2026) le porte del Museo Diocesano di Arte Sacra, chiuse da circa sette anni, saranno di nuovo aperte ai visitatori. “Sarà un grande giorno per Nicotera” questo il messaggio condiviso dai relatori presenti durante l’evento di presentazione del Museo Diocesano. Tra questi il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Attilio Nostro, il sindaco Giuseppe Marasco e l’archeologa Mariangela Preta. Il vescovo ha spiegato di aver voluto dedicare il museo a Mons. Cortese, “in quanto questo rappresenta il giusto tributo per aver guidato questa diocesi in maniera meravigliosa per 25 anni, era una persona solare una persona trasparente per cui sono contentissimo che questa targa simbolo di questa dedicazione in qualche modo porti onore e omaggio ad una persona che per questa diocesi ha fatto tanto”.
UNA DECISIONE UNANIME
“Questa dedicazione – ha precisato – è stata decisa da me ma poi ratificata e confermata all’unanimità da quattro organi consultivi della nostra diocesi”. Lo stesso ha ringraziato alcuni parenti della famiglia di Mons. Cortese”, presenti alla conferenza di presentazione. Il vescovo rivolgendosi alla dott.ssa Preta, ha sottolineato: “Mariangela Preta mi ha aiutato, supportato e confortato anche nei momenti più difficili e incerti, dandomi una direzione grazie proprio dalla sua enorme esperienza in questo campo. La diocesi – ha annunciato il presule – l’ha incaricata come direttrice pro tempore del Museo e ne rimarrà direttrice per mia volontà.
L’altra persona che mi ha aiutato – ha aggiunto – è stato il sindaco di Nicotera che si era adoperato sin dall’inizio insieme con tutta la sua Giunta per aiutarmi a portare avanti e realizzare questa cosa tutt’altro che facile. Il sindaco ci ha sostenuto con gli oneri concessori del comune, ha sostituire l’impianto d’allarme e l’impianto di videosorveglianza e ci ha dato la possibilità di riaprirlo al pubblico anche con la presenza dei ragazzi del Servizio Civile, che insieme ai volontari della comunità parrocchiale, guidati da don Salvatore Chindamo, ci hanno dato una grossa mano ad arrivare dove siamo qui, oggi”.
“RESTITUIRE ALLA COLLETTIVITA’ UN BENE DI QUESTA PORTATA”
A seguire è intervenuta la dott.ssa Preta, la quale ha esordito: “Oggi è un giorno di festa, perché restituire alla collettività un museo di questa portata ha un significato importantissimo recepire un bene culturale significa ridare a tutti la possibilità di fruire di un patrimonio che non è della diocesi, non è del singolo, ma appartiene a tutti. Il nostro obiettivo è proprio questo, far varcare la conoscenza di questo bene oltre i confini regionali e nazionali far conoscere quello che è un patrimonio straordinario custodito all’interno di un complesso architettonico già prezioso di per sé.
Perché – ha spiegato – siamo all’interno del un palazzo vescovile di fondazione trecentesca, quindi una struttura già importante di suo che custodisce opere d’arte di eccezionale valore culturale e artistico. Qui custodiamo uno dei crocifissi più importanti del 1400 del meridione d’Italia uno delle opere del maestro siciliano Covello di Jacopo, argenti provenienti dalla Cattedrale e da altre chiese di questa diocesi, paramenti sacri, ecc. Parliamo – ha ribadito Preta – di un complesso strutturato che darà la possibilità al visitatore di immergersi nella storia di questa diocesi, ma anche della città di Nicotera e non ci dimentichiamo anche del patrimonio archivistico e letterario che custodisce”.
APERTE AL PUBBLICO SOLO ALCUNE SEZIONI, A BREVE FRUIBILI TUTTE LE STANZE
Preta ha ringraziato il parroco Salvatore Chindamo, i Carabinieri del Nucleo Tutela che, insieme alla Soprintendenza, a partire dal primo maggio “sono stati qui con noi per verificare la consistenza del patrimonio e il suo stato di salute, il consigliere Pino Leone delegato alla cultura di questo comune che ci ha dato un grande supporto per la memoria storica di questo Museo”. La stessa ha precisato che il museo non sarà da subito tutto fruibile nelle sue 28 sale. Nello specifico, ha annunciato che apriranno subito al pubblico la parte dedicata ai documenti, alle pergamene, la stanza dei paramenti sacri e la sala degli argenti; a breve, comunque, renderanno fruibili anche le altre stanze. In conclusione, Preta ha annunciato che la propria missione nel comune di Nicotera non finisce qui, “in quanto a breve apriremo anche il Museo Civico Archeologico di questa comunità”.
Il sindaco nel ringraziare tutti i presenti ha affermato: “Avverto tutta la grande importanza che riveste l’apertura di questo museo per la comunità di Nicotera perché grazie soprattutto sua eccellenza che per anni ha lavorato in silenzio con l’obiettivo comune di arrivare ad oggi. Oltre a quello che abbiamo già fatto ci impegneremo più avanti a dare sempre il massimo per migliorare quella che è la fruibilità di questa realtà che, per la bellezza, oltre che, per una questione storica può rappresentare un ottimo bacino e di natura turistica e di conseguenza noi. Il mio impegno – ha dichiarato – è quello di attuare ogni risorsa possibile per farlo conoscere ai miei cittadini, perché sono certo che molti cittadini nicoteresi non conoscono questa bellissima realtà di cui tutti noi possiamo godere”.
UN PATTO DI AMICIZIA, COLLABORAZIONE E STIMA
“Tutto quello che è stato fatto – ha ripetuto – lo dobbiamo soprattutto al vescovo Nostro, perché ci sono state alcune persone che si sono adoperate a contestare quello che era operato dell’amministrazione e del vescovo, non sapendo che si lavorava in una situazione di difficoltà ereditata, ma non dal 2019, come spesso si sostiene, quando è stato chiuso il museo, ma già dal 2015 anno in cui la provincia di Vibo Valentia dichiarò il dissesto, e praticamente saltarono tutte le convenzioni che c’erano tra cui la conduzione di questo Museo”.
Le conclusioni sono andate al vescovo Attilio Nostro, il quale mostrando la targa con l’intitolazione del museo, ha esortato: Questa targa sta a testimoniare un patto d’amicizia, di collaborazione, di stima reciproca. Speriamo che questo sugelli una collaborazione che potrà aiutarci a rendere questo Museo “una perla per la nostra terra, per la nostra Calabria” e perché no, anche per l’Italia è al di fuori dei confini italiani. Spero che i turisti vedendo in questo museo dicono quanto è bella, non solo Nicotera, ma quanto è bella l’Italia e allora questo sarebbe anche un modo per dire quanto gli italiani ci tengano a questo straordinario patrimonio”.
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