X
<
>

Il luogo del naufragio di Cutro

2 minuti per la lettura

Nel processo d’Appello chieste pene più pesanti per i tre scafisti condannati col rito ordinario per il naufragio di Cutro


CROTONE – Un aggravio di pene per i tre presunti scafisti condannati in primo grado per la morte di un centinaio di migranti nel naufragio avvenuto a Steccato di Cutro nella gelida alba del 26 febbraio 2023. Lo ha proposto il procuratore generale Salvatore Di Maio nel processo che si sta celebrando davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro. In primo grado, il Tribunale penale di Crotone inflisse 16 anni di reclusione ciascuno a Hasab Hussein, il pakistano dichiaratosi inizialmente minorenne ma poi smascherato, e al turco Sami Fuat. Undici anni, un mese e dieci giorni fu la pena per il pakistano Khalid Arslan. Il pg chiede ora 12 anni per quest’ultimo e 17 anni a testa per gli altri due.

La requisitoria del pg

I tre in primo grado furono condannati per omicidio colposo plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Furono però assolti dall’accusa di naufragio, perché, secondo i giudici di prime cure, l’affondamento del caicco “Summer Love” fu determinato dagli imputati che erano al timone e hanno scelto il rito abbreviato. Ma il pg chiede la condanna anche per questo reato e multe da 3 a 4 milioni ciascuno per gli imputati.  

Le parti civili

Alle richieste del pg si sono associati gli avvocati di parte civile Gianfranco D’Ettoris, Salvatore Rossi, Roberto Stricagnoli, Barbara Ventura, Francesco Verri, Pietro Vitale, che chiedono risarcimenti per i familiari delle vittime e i superstiti. Si sono associati anche la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell’Interno e la Regione Calabria, che chiedono risarcimenti per il danno morale e d’immagine.

LEGGI ANCHE: Naufragio di Cutro, ecco le motivazioni delle condanne per gli scafisti – Il Quotidiano del Sud

L’inchiesta

Il pg ha ripercorso, nella sua requisitoria, le principali risultanze dell’inchiesta. Determinante fu l’incidente probatorio durante il quale furono cristallizzate le testimonianze di una quindicina di migranti di differenti nazionalità che riconobbero gli imputati. Da quelle testimonianze sono emerse indicazioni sul ruolo dei pakistani, ritenuti facilitatori dello sbarco, e del turco, giunto per il trasbordo con la seconda imbarcazione, dopo che la prima, denominata “Luxury 2”, aveva avuto un guasto al motore.

LEGGI ANCHE: Naufragio di Cutro, l’ammiraglio: «Che vi costava chiamare per chiedere se c’era bisogno di aiuto?»

La difesa

La discussione delle difese è prevista il 14 ottobre prossimo. Interverranno gli avvocati Teresa Paladini, che assiste Fuat, e Salvatore Perri, difensore dei due pakistani. Altri due scafisti sono stati condannati col rito abbreviato. Mentre il processo per gli omessi soccorsi a carico di sei ufficiali prosegue a ritmo serrato davanti al Tribunale penale di Crotone.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA