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Celebrati i funerali di Peppino di Capri, icona della musica italiana scomparso ieri a ottantasei anni dopo una malattia.


CAPRI (NAPOLI)— L’isola azzurra si è stretta oggi in un abbraccio commosso e silenzioso per l’ultimo saluto a uno dei suoi figli più illustri e amati. Si sono svolti questo pomeriggio, domenica 12 luglio 2026, i funerali di Peppino di Capri, nella ex cattedrale di Santo Stefano, a pochissimi passi dalla celebre piazzetta che tante volte lo aveva visto protagonista. Il Maestro si è spento ieri, 11 luglio 2026, a Villa Castiglione, la sua storica dimora sull’isola, dopo aver combattuto a lungo contro una grave malattia che lo aveva colpito negli ultimi anni. Un declino, il suo, iniziato nel periodo successivo alla dolorosa scomparsa della seconda moglie, Giuliana Gagliardi, morta nel 2019. Il cantante, che lascia i tre figli Nico, Edoardo e Daria, avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 27 luglio.

IL CORDOGLIO DELL’ISOLA PER I FUNERALI DI PEPPINO DI CAPRI: PROCLAMATO IL LUTTO CITTADINO

Per l’intera giornata odierna il sindaco di Capri, Paolo Falco, interpretando il sentimento unanime di profonda riconoscenza della cittadinanza, ha disposto con una propria ordinanza la proclamazione del lutto cittadino. Bandiere a mezz’asta e saracinesche abbassate negli esercizi commerciali durante lo svolgimento delle esequie per rendere il dovuto omaggio a un artista che non ha mai reciso le proprie radici. «Oggi l’isola perde uno dei suoi figli più illustri e amati — si legge nella nota ufficiale diffusa dall’amministrazione comunale — una perdita immensa non solo per Capri, ma per l’intero panorama della musica italiana. Le sue canzoni, la sua eleganza e il suo talento hanno fatto conoscere nel mondo il nome di Capri, di cui era diventato ambasciatore della sua identità, della sua cultura e della sua anima più autentica».

DAGLI ESORDI DAVANTI AI SOLDATI ALLA CONSACRAZIONE

Giuseppe Faiella, questo il suo vero nome, era nato nell’isola nel 1939 in una famiglia dove la musica era di casa. Bambino prodigio, a soli quattro anni già suonava il pianoforte per intrattenere le truppe alleate di stanza a Capri durante la seconda guerra mondiale. Allontanato dalla sua severa insegnante di musica classica a Napoli per aver frequentato i night club di Capri e Ischia, Peppino abbracciò la rivoluzione del rock and roll d’importazione americana. Nel 1956 la prima vittoria televisiva a Primo applauso con Enzo Tortora, poi la nascita dei “Capri Boys” e l’esplosione nel 1958 con il contratto discografico e la nascita del mito: Peppino di Capri e i suoi Rockers. Da lì un successo travolgente con la rielaborazione in chiave moderna dei classici napoletani come Nun è peccato e Voce ‘e notte.

OTTANT’ANNI DI CARRIERA: DA “CHAMPAGNE” AI CONCERTI CON I BEATLES

Pianista raffinato e interprete straordinario, Peppino di Capri ha attraversato la storia del costume italiano. Negli anni Sessanta portò il twist in Italia con la memorabile versione di Let’s Twist Again, vendendo milioni di copie e conquistando le classifiche internazionali. Nel 1965 ebbe il privilegio di aprire le uniche e storiche date italiane dei Beatles. La sua carriera è costellata di pietre miliari: quindici partecipazioni al Festival di Sanremo con due vittorie sul podio più alto (Un grande amore e niente più nel 1973 e Non lo faccio più nel 1976). Ma è il 1973 l’anno della sua consacrazione planetaria con il lancio di Champagne, la ballata romantica diventata un inno senza tempo e la sua vera e propria canzone-simbolo nel mondo.

Nominato Commendatore della Repubblica nel 2005 dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, il Maestro ha continuato a produrre e a stupire anche in tarda età, collaborando persino con la scena rap moderna nel 2015 accanto a Gué Pequeno. Negli ultimi anni erano arrivati i tributi più grandi alla sua straordinaria carriera: il premio sul palco dell’Ariston nel 2023, la consegna ufficiale delle chiavi della città di Capri nel 2025 e la recente messa in onda su Rai 1 del film biografico a lui dedicato. Oggi, con la sua scomparsa, si chiude un capitolo indimenticabile della musica italiana, ma le note del suo pianoforte rimarranno per sempre scolpite tra i faraglioni della sua amata isola.

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