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Elezioni a Reggio Calabria, presentati due ricorsi. Alternativa Popolare mette a rischio il seggio di Pazzano. Nella Lega scontro per un voto: Nucera chiede il riconteggio, Colica in bilico.


I meteorologi annunciano una spiacevole, prolungata, disagevole ondata di calore: siamo in luglio, è tempo suo, ma i gradi raggiunti dalla colonnina del mercurio indicano un clima alquanto complicato per un genere umano stressato dalla frenetica quotidianità. Ancor più caldo avvertiranno quanti, sulle carte d’avvocati e giudici, sono attori di quei ricorsi che, più o meno, sempre si materializzano all’indomani delle tornate elettorali, di qualsivoglia livello.

Accaldate, di certo, son le giornate di Saverio Pazzano che, a capo della lista “La Strada”, ha fatto il suo ingresso in consiglio comunale a discapito di Emiliano Imbalzano: inizialmente indicato quale secondo degli eletti tra le fila di Alternativa Popolare, è uscito dall’elenco dei nuovi consiglieri causa quei famosi sette voti che hanno consentito al candidato sindaco Pazzano, mentre era intento a raccogliere ciliegie, di ritrovarsi seduto su uno dei pochi scranni assegnati, dal popolo reggino, alla minoranza.

DOPO LE ELEZIONI, I GIOCHI DI SEGGI IN ALTERNATIVA POPOLARE, IL RICORSO AL TAR DI REGGIO CALABRIA E LE SFIDE COMPLESSE NELLA LEGA

Ora, poiché Massimo Ripepi, primo degli eletti e leader regionale di Alternativa Popolare, è stato chiamato dal sindaco Francesco Cannizzaro ad essere assessore, Emiliano Imbalzano in consiglio comunale c’è comunque ritornato, giacché il primo ingresso risale al 2014. Resta, però, il problema del secondo scranno: Alternativa Popolare, ritenendo che le spetti, ha iscritto a ruolo, presso il Tar reggino, il ricorso che, se vinto, dimostrerà che Saverio Pazzano non ha diritto ad usufruir della seggiola spettante al secondo (terzo, a volere essere pignoli, poiché il primo, nominato assessore, s’è dimesso dalla carica di consigliere comunale) degli eletti in Alternativa Popolare, che quindi porterebbe tra le fila della maggioranza anche Roberto Leo, lasciando l’opposizione a 8 seggi.

Tutto casalingo è, invece, il caldo che affligge le donne della Lega: Antonino Caridi, primo degli eletti (nel suo partito e in assoluto), scelto dal sindaco a far parte della giunta municipale, dimettendosi dal ruolo di consigliere comunale ha consegnato lo scranno al primo dei non eletti leghisti, ovvero Vanessa Colica. Fatto sta che il distacco, che divide la Colica dalla seconda dei non eletti, Maria Nucera, è pari ad un voto. Un solo voto.

LA RICHIESTA DI RICONTEGGIO E I TEMPI DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

Naturalmente Nucera pretende chiarezza e riconteggio: lo studio legale Morcavallo ha depositato, su mandato suo, il ricorso per verificar definitivamente a chi spetta quello scranno. Insomma, indipendentemente dalle meteorologiche previsioni, bollente, come fosse fatto con carboni ardenti, appare il sentiero che alcuni consiglieri comunali e altrettanti primi dei non eletti si troveranno a percorrere. Ma si sa, i tempi della giustizia sono lenti, complessi: fra notifiche, valutazione della fondatezza del ricorso, fissazione dell’udienza e sentenza potrebbero passar pure un paio di mesi. Non a caso il buon Tertulliano sosteneva che «la speranza è pazienza con la candela accesa»: viste le premesso, però, meglio tenere qualche candela in più a portata di mano.

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