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La rivoluzione di Arrical nella gestione dei rifiuti della Calabria: obiettivo 80% di raccolta differenziata entro il 2030, porta a porta in tutti i Comuni, tariffa puntuale e investimenti


La Calabria cambia il modello di gestione dei rifiuti. Il Consiglio direttivo di Arrical, l’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria, guidato dal sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, ha approvato il Piano d’Ambito, il documento che traduce operativamente la riforma regionale del settore e disegna il nuovo assetto del ciclo integrato dei rifiuti per i prossimi vent’anni.

L’approvazione del Piano rappresenta uno dei passaggi più rilevanti della riorganizzazione del sistema regionale, avviata con l’istituzione di Arrical e con il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti. L’obiettivo dichiarato è superare l’attuale frammentazione della gestione comunale attraverso un modello industriale unitario, fondato su tre macroaree territoriali omogenee – Nord, Centro e Sud – ciascuna affidata, tramite gara pubblica europea, a un unico concessionario responsabile dell’intero ciclo dei rifiuti, dalla raccolta al trattamento fino al recupero finale.

La concessione avrà una durata di vent’anni e un valore complessivo stimato in 8,12 miliardi di euro, suddivisi tra area Nord (3,13 miliardi), Centro (2,86 miliardi) e Sud (2,12 miliardi).
Il traguardo principale fissato dal documento è il raggiungimento di una raccolta differenziata media regionale dell’80,23% entro il 2030, rispetto all’attuale 57,54%, accompagnata da una drastica riduzione del rifiuto indifferenziato e dalla chiusura del ciclo dei rifiuti all’interno dei confini regionali.

RIFIUTI IN CALABRIA, ECCO IL PIANO ARRICAL

Per conseguire questi risultati il Piano prevede: l’estensione del porta a porta in tutti i 404 Comuni calabresi, con il progressivo superamento del sistema dei cassonetti stradali; la realizzazione di 159 nuovi Centri di raccolta, che porteranno il totale a 313, e di 68 nuovi Centri del riuso, per un totale di 80 strutture regionali; la riconversione degli attuali impianti di Trattamento meccanico Biologico in Ecodistretti e la costruzione di nuovi impianti pubblici dedicati al trattamento dell’organico, delle frazioni secche e del vetro; il recupero energetico del rifiuto residuo attraverso il termovalorizzatore di Gioia Tauro, con una produzione stimata di 672 mila MWh di energia elettrica l’anno.

Uno degli elementi qualificanti del nuovo sistema sarà inoltre l’introduzione della tariffa puntuale, basata sul principio europeo del “chi inquina paga”. Attraverso mastelli georeferenziati e sistemi RFID – (Radio Frequency Identification) è un microchip elettronico inserito nel mastello – sarà possibile misurare i conferimenti e premiare i comportamenti più virtuosi dei cittadini.
Secondo le proiezioni elaborate da Arrical, il nuovo modello consentirà una progressiva riduzione del costo medio del servizio, che dovrebbe passare dagli attuali 247,94 euro a 218,84 euro pro capite, riportando la Calabria in linea con la media nazionale.

SEMPLIFICAZIONE DEGLI ADEMPIMENTI DEI COMUNI

Il Piano punta inoltre a semplificare gli adempimenti dei Comuni, trasferendo al concessionario unico la gestione della tariffa, della riscossione e del contenzioso, oltre a eliminare il peso dei Piani economico-finanziari dai bilanci comunali.
Sul fronte occupazionale viene prevista la piena applicazione della clausola sociale, con l’obbligo per i nuovi concessionari di riassorbire integralmente il personale attualmente impiegato nel servizio, stimato in circa 3.700 addetti.

L’iter entrerà ora nella fase operativa con la predisposizione dei progetti dei servizi e la pubblicazione delle gare d’ambito nel biennio 2026-2027, mentre l’entrata a regime del nuovo sistema è prevista progressivamente fino al 2047.
Per l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, il via libera rappresenta il passaggio che rende concreta la riforma del settore. «Il Piano d’Ambito dei rifiuti adottato oggi dal Consiglio direttivo di Arrical dà attuazione operativa alla riforma voluta dalla Regione Calabria. Oggi quella visione trova il suo strumento attuativo a livello di ambito territoriale», ha dichiarato. Montuoro ha evidenziato come il Piano preveda il superamento della gestione comunale frammentata attraverso tre gestori unici individuati con gare pubbliche europee, sottolineando anche i benefici economici attesi per i cittadini. «Con questo passaggio – ha concluso – diamo attuazione a un modello industriale e pubblico che colloca la Calabria tra le regioni più avanzate nella gestione del ciclo dei rifiuti».

IL VOTO CONTRARIO DEL SINDACO DI CORIGLIANO-ROSSANO

L’unico voto contrario è stato quello del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che ha motivato la propria posizione parlando di una valutazione esclusivamente di merito. «Non è un voto contro i colleghi sindaci o contro il presidente Nicola Fiorita – ha spiegato – ma contro un Piano che considero il frutto delle scelte della Giunta regionale e non di un vero organismo di autogoverno dei sindaci».

Secondo Stasi, il documento «ripropone sostanzialmente il vecchio Piano rifiuti, senza introdurre strategie realmente innovative per abbattere i costi del sistema», sostenendo che i risparmi prospettati sarebbero limitati e subordinati al raggiungimento di obiettivi particolarmente ambiziosi, mentre negli ultimi anni i costi di conferimento sono aumentati in modo significativo.
Il sindaco critica inoltre l’assenza di misure strutturali per premiare i Comuni virtuosi nella raccolta differenziata, chiede chiarimenti sulle risorse destinate alla realizzazione dei nuovi impianti e denuncia il rischio che il nuovo assetto possa concentrare la gestione del servizio in pochi grandi concessionari privati, con ulteriori ricadute economiche sulle comunità locali.

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