L'ospedale di Villa d'Agri

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POTENZA – Un altro contagio in provincia di Potenza, mentre tutti guardavano con terrore a Matera, dopo il risultato dei test sul tampone salivare prelevato a un’infermiera di Montescaglioso in servizio nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Madonna delle Grazie.

E’ il focolaio individuato dalle autorità sanitarie campane nel Vallo di Diano il fronte caldo dell’emergenza coronavirus in Basilicata, a una settimana dal decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che ha esteso all’Italia intera la sorveglianza speciale.

L’allerta è suonata ieri sera con l’esito della seconda batteria di test sui tamponi arrivati in giornata nei laboratori di microbiologia del San Carlo di Potenza. Nemmeno il tempo un sospiro di sollievo dopo che sono risultati negativi al Covid 19 familiari e colleghi (9 in tutto) dell’infermiera del Madonna delle Grazie (tuttora sotto sorveglianza domiciliare a Montescaglioso), infatti, che è arrivata la doccia fredda di un nuovo positivo in provincia di Potenza. Un’insegnante di 57anni di Moliterno che avrebbe accusato un dolore a una spalla che ha insospettito il marito, medico in servizio all’ospedale di Villa d’Agri. Di qui i controlli che hanno evidenziato la presenza di una brutta polmonite e il trasporto con un’ambulanza del 118 al San Carlo di Potenza, dove è stata ricoverata nel reparto di malattie infettive e sottoposta al test risultato positivo.

Se per l’infermiera di Montescaglioso l’origine del contagio, stando a quanto dichiarato dalla donna, è stata fatta risalire a un viaggio di piacere in centro Italia nelle scorse settimane, la possibile catena epidemiologica in cui inquadrare il caso dell’insegnante di Moliterno si è illuminata poco dopo l’annuncio della sua positività. Da Napoli, infatti, è intervenuto con un’ordinanza il governatore Vincenzo De Luca disponendo la quarantena in 4 paesi confinanti con la Basilicata: Sala Consilina, Polla, Caggiano e Atena Lucana. Centri del Vallo di Diano collegati da relazioni fortissime coi paesi lucani frontalieri come Sant’Angelo Le Fratte, Savoia di Lucania, Vietri, e Brienza, che è anche la porta per la Val d’Agri dove si trova Moliterno. Come pure Lagonegro, dopo l’accorpamento del Tribunale di Sala Consilina. Non per niente un primo campanello d’allarme era già suonato venerdì, con la notizia della positività di un cancelliere della procura della Repubblica di Lagonegro residente proprio a Polla.

Nell’ordinanza di De Luca si cita un report del Dipartimento prevenzione dell’Asl di Salerno che avrebbe evidenziato la presenza nei 4 comuni in questione di 17 contagiati (11 dei quali a Sala Consilina), che avrebbero avuto «contatti di caso stretti» con un numero «rilevantissimo» di soggetti, «tra i quali almeno 45 nel comune di Sala Consilina, 20 nel comune di Caggiano, 10 nel comune di Polla, 8 nel comune di Atena Lucana». Anche se non viene citato nessun «contatto» con residenti nei vicini paesi lucani, quindi, il rischio che nei prossimi giorni il numero di positivi nella zona aumenti è considerevole. Specie se dovessero ripetersi «episodi di irresponsabilità e di mancato rispetto delle disposizioni previste per contenere la diffusione del contagio da Covid-19», come quelli già rilevati dalla presidenza della Regione Campania nei 4 centri finiti in quarantena. Di qui la decisione di chiuderne i confini impedendo a chiunque, che non sia un sanitario, di entrare e uscire dal loro territorio.

Sono già riprese regolarmente, invece, le attività nel reparto di terapia intensiva del Madonna delle Grazie di Matera, dopo le attività di sanificazione del reparto avviate nella serata di sabato, poche ore dopo l’ufficializzazione dell’esito degli esami sull’infermiera di Montescaglioso. Per questo dei tre pazienti che erano ricoverati i due non affetti da Covid 19 sono stati trasferiti: uno nel reparto di chirurgia dello stesso ospedale e un altro nella terapia intensiva del San Carlo di Potenza. Mentre il terzo, l’anziano padre della guida turistica che a fine febbraio aveva condotto nei Sassi una comitiva di turisti proveniente dal Nord Italia, è rimasto lì a combattere contro la malattia.

Ieri sul caso dell’infermiera è intervenuto dalla sua bacheca Facebook anche il sindaco di Montescaglioso, Vincenzo Zito, lanciando un messaggio alla cittadinanza perché stia accanto alla sua famiglia, evitando la caccia all’untore che si è scatenata nei giorni scorsi a Genzano come a Potenza. Zito ha annunciato di aver presentato una protesta formale contro i vertici della Regione Basilicata per essere stato informato in ritardo dell’esito del test sulla sua concittadina. Quando la notizia circolava già sui social e alcuni mezzi d’informazione.

Quanto a lei, l’infermiera, e a chi le ha rimproverato pubblicamente di essere andata in settimana bianca, il primo cittadino leghista ha voluto evidenziare come il contagio possa «capitare a chiunque», e ha escluso che sia andata «tranquillamente in ferie da qualche parte mettendo a rischio la comunità».

Oggi in mattinata, comunque, dovrebbero essere resi noti gli esiti dei test effettuati su almeno un’altra decina di tamponi salivari prelevati da altrettanti pazienti sospetti in tutta la Regione. Ieri, tra questi, è finito anche un camionista morto a Policoro mezz’ora dopo il ricovero in ospedale con una grave insufficienza respiratoria. Un caso particolarmente delicato.

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