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di PIERO QUARTO

MATERA – «Una replica». Così il segretario cittadino della Lega, l’ex senatore Tito Di Maggio ha bollato la nuova stazione centrale delle Fal.
«Domani andiamo a inaugurare una replica di quella che sta al portello di Milano, peccato però che non si tratta dello stesso studio di architetti ma di un’archistar che ci ha fatto pagare una copia 380mila euro di progetto.
C’è persino il cavallo nella piazza in posa uguale a quello di Matera, cambia solo il colore. Non mi sembra una cosa di buon gusto farsi prendere in giro» accusa Di Maggio che poi aggiunge.

Il centro commerciale del portello a Milano del 2005

«Il progetto originale è stato inaugurato nel 2005, riproduciamo in questa città un progetto su un’area che a Matera ha grandi aspettative. Poi c’è anche da aggiungere che questa stazione la pensiamo per Matera 2019 ma la inauguriamo quando Matera 2019 è ormai quasi finita, non ottemperando nemmeno i tempi previsti. Spesi 7 milioni di fondi europei per riqualificare un’area su cui la città non sa nulla, il tutto nel momento in cui si discute del regolamento urbanistico. Nessuno sa cosa si vuol fare. Noi sappiamo che per esempio i vecchi progetti sul sottosuolo non sono stati considerati, lì dovrebbero andarci, servirebbero almeno 3000 posti auto per le necessità che ci sono in quella zona e se non si vuole continuare anche per il futuro a rischiare l’immobilismo nel centro della città nelle giornate di maggiori presenze bisogna prevederli».

Di Maggio ricorda poi di aver avanzato una serie di segnalazioni senza risposta. «A giugno 2018 scrivevo al presidente Anac dell’epoca Cantone e il procuratore capo Argentino segnalando le procedure per l’assegnazione del bando in contrapposizione a direttive dell’Anac. Ma non ho ricevuto alcuna risposta. Il presidente della Regione e l’assessore ne tengano conto, non partecipino solo alle passerelle».
E tra i critici si schiera evidentemente anche Enzo Acito. Il consigliere regionale dice: «io non ci sarò all’inaugurazione, Matera meritava un’opera originale di cui non discuto la qualità ma di certo meritava che quantomeno fosse originale. Questa città per la sua storia unica merita opere uniche ed esclusive, a prescindere dalle dimensioni e dagli investimenti. “Non entro nel merito della qualità progettuale, dell’estetica, della funzionalità che, a parer mio, sono anche di livello elevato. Mi interessa invece il tema dell’unicità, dell’originalità del simbolo di questa che è l’unica opera infrastrutturale realizzata per connotare l’anno 2019 e che sarà, nei ricordi delle prossime generazioni».
Ma Acito affonda il colpo soprattutto con riferimento all’opportunità di fare questo tipo di intervento e non magari un miglioramento della linea. «Matera ha bisogno di intermodalità, collegamenti veloci con Bari Centrale e Palese, collegamenti garantiti con la Stazione di Ferrandina, avrebbe eventualmente bisogno anche di un servizio di metropolitana cittadino a trazione esclusivamente elettrica, che viene invece delegato al tratto urbano servito dalle FAL a trazione gasolio». Quanto ai servizi il consigliere regionale aggiunge: «occorre che Fal non sia più in regime di monopolio nel servizio su gomma, occorre che si garantiscano le risorse per i servizi metropolitani ma magari a prezzi diversi da quelli che vengono imposti. Mi preoccuperò di affrontare queste questioni che aprano il campo alla concorrenza nel settore quando analizzeremo il prossimo piano del trasporto regionale».
La stazione centrale deve essere ancora inaugurata ma la polemica appare già scatenata.

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