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Rosa Vespa con il marito Aqua Moses

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COSENZA – Ha già lasciato il carcere di Castrovillari Rosa Vespa, 52 anni, la donna che il 21 gennaio scorso ha rapito la piccola Sofia Cavoto, di appena pochi giorni, dalla Clinica Sacro Cuore di Cosenza. Il tribunale di Cosenza, infatti, ha accolto il ricorso presentato dalla legale della donna, l’avvocato Teresa Gallucci, e le ha concesso gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

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Già nelle scorse settimane era stato disposto il giudizio immediato per la donna e l’udienza è stata fissata per il 25 settembre. I magistrati avevano anche chiesto una perizia psichiatrica sull’indagata per accertare se la donna, che per nove mesi ha finto una gravidanza e poi un parto, al momento del rapimento era capace di intendere e di volere. 

La sera dello scorso 21 gennaio Rosa Vespa, con il marito Acqua Moses che l’aspettava nell’atrio della clinica, si fece consegnare la neonata dalla madre spacciandosi per una puericultrice. Una volta fuori, i due si diressero verso la loro casa di Castrolibero dove ad attenderli c’erano i familiari e amici della coppia, ignari di tutto, convinti di dover accogliere e festeggiare il piccolo Ansel, il bambino che Rosa disse a tutti di aver partorito qualche giorno prima. L’arrivo immediato della Polizia pose fine alla messinscena di Rosa era piccola Sofia fu riportata nelle braccia della sua vera mamma.

Inizialmente fu arrestato anche il marito Moses, poi scarcerato dal gip. Il 43enne nigeriano si è sempre professato innocente dicendo che la moglie ha fatto tutto da sola. Infatti, la sua posizione è stata stralciata e potrebbe essere archiviata.

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