Il soccorsi sul luogo della tragedia
4 minuti per la letturaUn operaio di 23 anni è morto a Mongrassano, stava svolgendo un lavoro di manutenzione nel parco eolico
MONGRASSANO (COSENZA) – Un operaio di 23 anni ha perso la vita in un incidente sul lavoro avvenuto a Mongrassano in provincia di Cosenza al parco eolico “Aria del vento”. Secondo le primissime informazioni, il giovane era impegnato in un’attività di manutenzione quando si è verificato l’infortunio mortale.
La dinamica dell’accaduto è ancora tuttavia in fase di accertamento. In base alle ricostruzioni finora fornite il giovane stava lavorando a un’altezza di circa settanta metri quando sarebbe rimasto fatalmente incastrato negli ingranaggi dei motori dell’impianto. Per il recupero della salma si è reso necessario l’intervento sul posto di una squadra speciale dei Vigili del fuoco appositamente equipaggiata per le operazioni in alta quota. Un altro operaio, che avrebbe assistito alla tragedia, si trova in stato di shock.
CORDOGLIO E RABBIA DEI SINDACATI
Sulla tragedia è intervenuta la Fillea Cgil Calabria, che attraverso il segretario Simone Celebre ha espresso profondo cordoglio per la morte del giovane lavoratore. «È appena arrivata la tragica notizia di un infortunio mortale sul lavoro a Mongrassano – afferma Celebre –. Una nuova, dolorosa tragedia che colpisce il mondo del lavoro e lascia sgomenti. Non si può morire così, non si può spezzare una giovane vita mentre si svolge il proprio lavoro».
Il sindacato ha rivolto un pensiero alla famiglia, agli amici e ai colleghi della vittima, sottolineando come sia necessario fare piena luce sulle cause dell’incidente. «In attesa di conoscere l’esatta dinamica dell’accaduto – conclude il segretario della Fillea Cgil Calabria – il nostro pensiero va ai familiari del giovane. Basta stragi sul lavoro».
«La tragica morte del giovane operaio di appena 23 anni, deceduto durante un intervento di manutenzione nel parco eolico “Aria del Vento” di Mongrassano, in provincia di Cosenza, rappresenta l’ennesima, intollerabile tragedia che colpisce il mondo del lavoro calabrese e l’intero Paese». Con queste parole il segretario generale della Feneal UIL Calabria, Giacomo Maccarone, esprime il più profondo cordoglio dell’organizzazione sindacale e la vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore, ai suoi colleghi e a quanti oggi sono colpiti da un dolore che lascia sgomenti.
«Morire sul lavoro a soli 23 anni significa interrompere una vita, spezzare sogni, affetti e progetti. È una ferita che colpisce l’intera comunità e che impone una riflessione seria sul valore che il nostro Paese attribuisce alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dietro ogni incidente mortale non ci sono soltanto numeri o statistiche, ma persone, famiglie e comunità che vedono il proprio futuro cambiare per sempre».
La FenealUIL Calabria sottolinea come ogni morte sul lavoro rappresenti una sconfitta dello Stato, del sistema produttivo e di tutti coloro che hanno il dovere di garantire il rispetto delle norme sulla salute e sulla sicurezza. È inaccettabile che nel 2026 si continui a perdere la vita mentre si svolge il proprio lavoro, in settori dove la prevenzione dovrebbe essere una condizione imprescindibile.
«Sarà la magistratura ad accertare le cause dell’incidente e ad individuare eventuali responsabilità. Abbiamo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, che dovranno chiarire la dinamica dei fatti e verificare il rispetto di tutte le procedure previste dalla normativa. Ma, al di là delle responsabilità che saranno accertate, questa tragedia ci richiama ancora una volta alla necessità di rafforzare il sistema della prevenzione».
Per la FenealUIL Calabria è indispensabile che la sicurezza diventi un investimento strutturale e non un semplice adempimento formale. Servono una formazione continua e qualificata, controlli più frequenti e rigorosi, una reale vigilanza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, il pieno rispetto dei protocolli di sicurezza e una maggiore qualificazione delle imprese che operano negli appalti pubblici e privati. È necessario che tutti – istituzioni, aziende, organizzazioni sindacali e organi di controllo – condividano la responsabilità di costruire una vera cultura della prevenzione.
«Da troppo tempo assistiamo a una drammatica sequenza di incidenti mortali. Non possiamo più limitarci all’indignazione o ai messaggi di cordoglio. È arrivato il momento di trasformare il dolore in azioni concrete, rafforzando gli organici degli ispettorati, aumentando gli investimenti in sicurezza, introducendo sistemi di controllo sempre più efficaci e promuovendo una formazione permanente che metta davvero al centro la tutela della vita umana».
La FenealUIL Calabria rinnova il proprio impegno affinché il tema della salute e della sicurezza sul lavoro resti una priorità assoluta nell’agenda politica e istituzionale. Ogni lavoratore ha il diritto di svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza e di fare ritorno a casa al termine della giornata.
«Non possiamo accettare che il lavoro, che dovrebbe rappresentare dignità, crescita e futuro, continui a trasformarsi in una condanna a morte. La sicurezza non è un costo – conclude Maccarone- ma un diritto fondamentale e un dovere morale che nessuno può permettersi di trascurare. Per questo continueremo a batterci con determinazione affinché tragedie come quella di Mongrassano non abbiano più a ripetersi».
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