Una scena di "Glass boy" girata in Sila

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RENDE (COSENZA) – La Sila con il suo paesaggio da paese delle meraviglie fa da sfondo al  film “Glass Boy”  le cui riprese termineranno in questi giorni a Cosenza. Il film è ispirato al romanzo di Fabrizio Silei “Il bambino di vetro” successo editoriale e vincitore del Premio Andersen 2012. Diretto da Samuele Rossi e prodotto da Emanuele Nespeca il film si inserisce nel filone cinema per ragazzi e si ispira alla cinematografia degli anni Ottanta di Steven Spielberg e Robert Zemeckis che ha lanciato messaggi universali anche per un pubblico adulto.

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Glass Boy è una storia che parla di libertà, paura, crescita. Di rapporti tra ragazzini e adulti e lo fa anche attraverso suggestioni fiabesche ambientate in Calabria e in Sila in particolare. «Abbiamo girato tanto per trovare le location giuste per il film – racconta il regista Samuele Rossi –  Fare cinema di un certo tipo non è semplice ed è importante trovare il posto giusto che poi racconterà una storia. La Calabria ci ha dato subito quello che volevamo, e cioè un mix di fiaba e realtà dove creare la nostra storia, una sorta di terra di mezzo. Devo dire che i luoghi, gli orizzonti dei boschi della Sila e tutto il paesaggio mi ha subito affascinato, emozionato e coinvolto».

«È stata una scoperta, – continua il regista – perché se uno pensa alla Calabria erroneamente pensa al mare non certo ai monti, e invece abbiamo visitato delle zone che hanno avuto su di me e su di noi un impatto veramente forte, tanto da convincerci che la Sila potesse diventare un elemento importante del film».

Il film è stato presentato ieri a Rende, all’incontro hanno partecipato: il presidente della Calabria Film Commission, Giuseppe Citrigno, il regista  Samuele Rossi, il produttore di Solaria film Emanuele Nespeca, il piccolo protagonista Andrea Arru e Alessandro Gordano, produttore esecutivo-Lago film.

Ci sono voluti dieci mesi di casting per scegliere i 5 ragazzi tra i dieci e i tredici anni protagonisti del film, «tutti con un talento straordinario, hanno avuto una grande  capacità di emozionare durante le riprese e sul set hanno creato una vera magia» dice il regista. Al centro di questo mondo di bambini c’è Andrea Arru che interpreta il protagonista, un personaggio complesso che passa dalla fragilità alla consapevolezza delle sue possibilità «è stata un’esperienza lunga, intensa – racconta il giovane Andrea –  e il rapporto tra noi ragazzi è stato molto bello».

«Il film è molto complesso perché mette insieme numerose risorse nazionali, europee e territori diversi – aggiunge il produttore Nespeca – girato tra Italia e Austria. Abbiamo messo insieme più location.  In Italia, abbiamo coinvolto Lazio, Liguria, Toscana e Calabria. In particolare, questa terra, ci ha ispirato per il Parco della Sila e i suoi boschi che ricordano anche le grandi foreste americane.  Abbiamo deciso di girare la nostra  favola coinvolgendo più territori e girando in ogni regione con le maestranze del luogo».

Il film è realizzato con il contributo della Calabria Film Commission. «Con Solaria film si è creata una bella collaborazione – afferma il presidente Citrigno – dopo l’esperienza di White Flower, presentato proprio qualche settimana fa, in anteprima a Cosenza, Emanuele Nespeca torna con un altro importante progetto cinematografico. Si tratta di opere che ci offrono la possibilità di mostrare come in Calabria si possa girare un cinema nuovo e di qualità. Grazie alla nuova legge cinema e all’impegno della Regione Calabria, stiamo investendo ingenti risorse per formare le nostre maestranze».

Nel cast anche Loretta Goggi, l’attore calabrese Massimo Di Lorenzo, Giorgia Wurth, David Paryla, Pascal Ulli, Giorgio Colangeli, e il giovane Andrea Arru nei panni del protagonista Pino. La storia racconta dell’undicenne Pino che non può uscire di casa perché la sua salute non glielo permette, correrebbe troppi rischi. Ma il colorato luna park della sua camera non basta più e Pino sfida la sua fragilità, le paure dei genitori, per salvare da una pericolosa trappola della gang avversaria, il gruppo di 4 stravaganti ragazzini uniti per la pelle che osserva fin da piccolo.

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