3 minuti per la lettura
L’inchiesta sulla Regione Calabria che coinvolge anche il presidente Roberto Occhiuto, si allarga, decine gli indagati tra politici e funzionari
CATANZARO – Nell’inchiesta della Procura di Catanzaro su diversi settori della Regione Calabria sale il numero degli indagati. Sono decine le persone indiziate tra pubblici funzionari, politici, collaboratori politici, professionisti e imprenditori del comparto della sanità privata e non solo. Si allarga, dunque, la vicenda giudiziaria che si è abbattuta sulla Cittadella, in cui è rimasto coinvolto pure il governatore Roberto Occhiuto, su cui grava un’ipotesi di corruzione, contestata nell’ambito di uno dei filoni del maxi-fascicolo, quello in cui sono coindagati due manager, uno dei quali ex socio del presidente della Regione in un’azienda privata.
Di tale inchiesta, portata avanti dalla procura di Catanzaro, il primo a darne notizia è stato proprio lo stesso Occhiuto, con un video social trasmesso lo scorso 11 giugno. Cinque giorni prima, il governatore aveva ricevuto una comunicazione dell’inchiesta in corso, ovvero un avviso di proroga delle indagini preliminari. Tale filone investigativo, ha avuto una battuta d’arresto, per effetto della decisione del Tdl, che ha detto sì al ricorso di uno dei due manager indiziati e contestualmente perquisiti, con relativo sequestro dei telefonini: il Riesame accogliendo l’istanza degli avvocati difensori, ha annullato il sequestro e restituito gli smartphone all’indiziato, scalfendo, con le motivazioni addotte, l’impianto accusatorio.
INCHIESTA ALLA REGIONE CALABRIA, COINVOLTI POLITICI E DIRIGENTI, OCCHIUTO SENTITO DAI PM
Nell’ambito del medesimo ramo d’inchiesta, una settimana fa a seguito di sua esplicita richiesta, Occhiuto è stato interrogato dai pm in ordine al reato di corruzione contestatogli. Al termine delle quattro ore di faccia a faccia con i magistrati, il presidente ha dichiarato di aver “risposto a tutte le domande” auspicando una “celere archiviazione” della sua posizione. Prima ancora dell’interrogatorio, però, precisamente il 3 e 4 luglio scorsi, era scattato il blitz della Gdf nella Cittadella regionale, con le Fiamme gialle, che in due giorni perquisivano alcuni uffici del terzo, dell’ottavo e del decimo piano del Palazzo della Regione ubicato a Germaneto di Catanzaro.
Tale attività investigativa era disposta dagli inquirenti con apposito decreto, che in alto alla prima pagina, mostrava identico R.G.N.R (2070/2024) di quello che un mese prima era apparso sul decreto di perquisizione, attuato nei confronti dei due summenzionati manager. Si capiva allora che l’indagine era composta da più filoni e che aveva più indiziati e più reati ipotizzati, rispetto alla corruzione di cui si era saputo i primi di giugno.
LA MOSSA DELLA PROCURA
Ma c’è un dettaglio, trapelato proprio il giorno dell’interrogatorio di Occhiuto, che non è passato inosservato e che il Quotidiano ha potuto verificare carte alla mano. La procura catanzarese, diretta da Salvatore Curcio, subito dopo il blitz della Finanza in Regione, alcuni giorni prima dell’interrogatorio del presidente, ha sdoppiato il maxi-fascicolo, operando uno stralcio da cui è nato un secondo procedimento penale con diverso R.G.N.R. Tale nuovo fascicolo si differenzia dal filone della corruzione, contestato a Occhiuto e agli altri due manager che è rimasto con numero 2070/2024. Sugli atti del secondo fascicolo formato dopo il 4 luglio compare la dicitura: “procedimento penale 2546/2025 R.G.N.R. (già p.p. 2070/2024)”.
In tale procedimento giudiziario sono stati convogliati tutti gli esiti delle perquisizioni eseguite i primi di luglio, nei confronti di determinati funzionari, ma anche nei confronti della segretaria particolare del governatore Occhiuto. Lo sdoppiamento del fascicolo iniziale è stata una mossa della procura, che implica una prima conseguenza: si potrebbe arrivare alla definizione e/o archiviazione del primo filone, indipendentemente dagli eventuali sviluppi del secondo e più corposo troncone investigativo. Un’altra conseguenza, sta nel fatto che ad Occhiuto in occasione dell’interrogato – rio il pubblico ministero ha potuto fornire atti propedeutici e far domande solo in relazione al fascicolo numero 2070/2024.
LEGGI ANCHE: Terremoto Occhiuto: «Mi dimetto e mi ricandido, tra qualche mese decideranno i calabresi»
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA
