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Operazione Passepartout, Luigi Incarnato si difende

«Accuse risibili, chiederò di essere ascoltato dal pm»

Calabria
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Luigi Incarnato
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CATANZARO - Coinvolto nell'operazione Passepartout (SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL'OPERAZIONE PASSEPARTOUT) assieme a Mario Oliverio e Mario Occhiuto, Luigi Incarnato ha voluto prendere posizione sostenendo: «Apprendo di essere indagato, insieme ad altre 19 persone, dalla Procura di Catanzaro con l'accusa di traffico di influenze illecite. Mi si contesta nello specifico che da consigliere della Regione Calabria, a febbraio 2016, avrei contattato 10 consiglieri comunali di Cosenza per convincerli a firmare la sfiducia del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. In cambio avrei avuto dal presidente della Regione Mario Oliverio, con l’influenza di Nicola Adamo, la nomina di commissario liquidatore della Sorical». 

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Incarnato precisa che «è noto a tutti che non sono consigliere regionale; che, invece, sono un esponente politico e segretario regionale del Psi e di aver sostenuto convintamente Mario Oliverio alla vittoria elettorale del 2015; che l’iter amministrativo relativo alla mia nomina in Sorical risale e molti mesi prima ai fatti delle dimissioni, quando a Cosenza non era in atto alcuna crisi politica; che ero già consulente per il settore idrico del presidente della giunta regionale e che la mia nomina attiene alle competenze acquisite nei 5 anni dal 2005 al 2010 in cui ho ricoperto l’incarico di assessore regionale ai Lavori Pubblici. Di fronte ad accuse risibili e infondate - conclude Incarnato - chiederò, attraverso il mio legale Franz Caruso, di essere sentito per chiarire la vicenda».

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