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LA GARANZIA dello Stato alle banche deve essere al 100%. Anzi, il decreto deve chiarire a caratteri cubitali che hanno diritto a tre mesi di fatturato le imprese che hanno esposizioni in Npl (non performing loans, sofferenze) o in Forborne e, cioè, oggetto di misure di tolleranza, tipo crediti ristrutturati o rifinanziati, esposizioni scadute, e così via. Questo il decreto deve chiarirlo senza se e senza ma. Altrimenti metà Italia è fuori dal finanziamento bancario. Metà Italia non prende lo stipendio. Metà Italia esplode con la forza che può avere l’eruzione del Vesuvio davanti all’ultimo azzeccagarbugli di filiale che si sente ancora schiavo e non riesce a credere che è uscito dalla gabbia perché è stato liberato.

Il versamento deve avvenire a strettissimo giro tramite bonifico sui conti correnti delle aziende che devono girare le somme ai loro dipendenti in tempo reale. Questo devono pretendere le imprese italiane esattamente come quelle francesi e tedesche invece di piagnucolare una riapertura all’istante delle fabbriche per produrre qualcosa da vendere a un mondo che ora ha chiuso e che, quindi, ora non può comprare nulla. Nemmeno le loro elucubrazioni mentali. Trump ha ordinato alla General Motors di produrre respiratori non macchine e la Volkswagen ha chiuso tutte le sue fabbriche in Europa e in America. Di grazia a chi li vogliamo vendere questi freni della bergamasca o i nostri tesori dell’automotive del bresciano? Non ci bastano i lazzaretti che la Pandemia ci ha portato in casa e quelli che abbiamo fabbricato con le nostre mani in Lombardia costringendo in uno stato di fermo l’intero Paese?

Siamo di fronte alla nuova Grande Depressione Mondiale e viviamo tempi da economia di guerra. I motori cinese, americano e europeo, i tre motori della terra, sono spenti. Hanno paura i cinesi. Hanno paura i giapponesi. Hanno paura gli americani. Hanno paura i sudamericani. Anche olandesi e tedeschi hanno capito che non stanno in Paradiso ma sulla terra insieme a tutti gli altri. Hanno paura anche loro. Possibile che solo noi non abbiamo paura di nulla e vogliamo riaprire le nostre fabbrichette domani mattina? Basta arroganza, incoscienza e dilettantismo! Dobbiamo contenere il virus (covid 19) che ha sgretolato i muri della propaganda sovranista di Trump e Johnson (sono oltre il ridicolo) e dobbiamo garantire la sopravvivenza facendo debito. L’obiettivo è arrivare in forma e preparati alla Ricostruzione economica italiana appena possibile e partecipare in prima fila alla rifondazione dell’Europa in uno scenario globale di Grandi Indebitati e di forti diseguaglianze.

Per fare tutto ciò non servono in Italia i comitatoni dove più gente coinvolgiamo e meno sono riconoscibili le nostre responsabilità perché qui o i soldi arrivano o va tutto per aria. Non servono le cabine di regia dove integriamo tutti – opposizioni, Regioni, Anci, Confindustria, Confapi e così via – per non integrare nessuno e aggiungere confusione alla paralisi decisionale centrale e agli obbrobri regionali lombardi. Tutti sanno dove sono i tappi delle burocrazie ministeriali, locali e bancarie, ma nessuno vuole che questi saltino perché ognuno vuole essere il padrone di quel singolo tappo che deve rispondere a lui politicamente. Invece bisogna fare saltare i tappi sostituendoli con persone che risolvono i problemi e non hanno padroni politici. Servono la tecnica, la competenza, gli uomini di guerra che non hanno nulla da chiedere in cambio come i Messina, i Cattaneo, gli Scannapieco che invochiamo da un mese.

Non aiutano gli Arcuri che vogliono fare le mascherine con la filiera della moda, i Tridico che mandano in tilt l’Inps e non chiedono nemmeno scusa, i Gallera e la sorpresa di una macchina politico-amministrativa scassata (si chiama Lombardia) che vanno messi in riga per impedire che – di errore in errore tutti nascosti – l’ecatombe del Nord diventi strage di un intero Paese. Il problema di oggi non è garantire ma erogare liquidità attraverso trasferimenti pubblici per almeno 200 miliardi evitando che le burocrazie ministeriali e bancarie usino questi soldi per sistemare i debiti delle ASL e non rispondere ai bisogni dei cittadini e delle imprese. Che sono il lavoro della nuova Italia. Non servono decreti, ma soldi e non si deve avere il timore di chiedere al risparmio privato italiano di investire sui titoli sovrani del loro Paese che dimostra di avere un progetto serio di rinascita e di averlo affidato a uomini capaci.

L’Europa ha molte colpe, ma è più avanti di quel che appare e più avanti di noi. Il bazooka Bce spara i suoi colpi ogni giorno. La Banca Europea degli Investimenti (Bei) ha preparato la costruzione migliore perché una possente leva finanziaria trasferisca liquidità direttamente alle imprese dell’eurogruppo per affrontare le emergenze sanitaria e economica. Un maxi-fondo per la cassa integrazione europea (vecchia proposta italiana) e un meccanismo europeo di stabilità senza condizionalità da usare per ciò che ti serve e per ciò che ti conviene non per tutto.

Arriverà anche il fondo europeo francese, che è quello italiano, e arriveranno i coronabonds, che ne sono la bandiera, perché le dimensioni della tragedia sono quelle della Grande Depressione mondiale e hanno il peso di macigni che fanno rotolare anche le teste più dure. Sono tre e sono tutte tedesche. Si danno tutte e tre un gran da fare, vogliono essere decisive a modo loro e, per questo, preoccupano. La prima è quella del potentissimo Kraus Regling, alla guida del Meccanismo europeo di stabilità, un rapporto diretto con l’ex cancelliere socialdemocratico Gerhard Schröder. La seconda appartiene al presidente della Bei, Werner Hoyer, politico tedesco di lungo corso del partito liberale. La terza è l’ultima arrivata e è quella della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che è espressione della cancelliera Merkel e del partito popolare. La cosa che deve essere chiara a tutti è che la risposta dell’Europa al Coronavirus e alla grande Depressione mondiale non può essere la stanza di compensazione dei tre interessi politici storici tedeschi e degli strumenti di potere che sono nelle loro mani. Sarà un caso, ma a chiedere i coronabonds sono stati i Verdi tedeschi che sono in grande ascesa e sono anche l’unica famiglia politica che non ha posizioni di potere nella vecchia Europa.

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