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I ministri Roberto Gualtieri e Paola De Micheli

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Siamo al cortocircuito di tutti i poteri del Paese in un groviglio di ambiguità e di doppiopesismo. Siamo diventati il Paese dei Tridico e degli Arcuri, ma non possiamo più andare avanti con annunci di soldi che non arrivano, senza un disegno di politica industriale e una idea forte di politica economica. Si ricominci con il 40% delle risorse europee al Sud per sanità e infrastrutture

Siamo diventati il Paese dei Tridico e degli Arcuri dove puoi diventare una barzelletta mondiale, demolire la residua, minima, credibilità della macchina amministrativa pubblica, e invece di essere accompagnato alla porta con l’obbligo di risarcire i danni ti è perfino consentito di redarguire chi è vittima delle tue abnormi incapacità. Siamo da sempre il Paese della doppia morale che tocca la politica, il capitalismo di relazioni, la magistratura e il giornalismo intrecciati in un groviglio di ambiguità e di doppiopesismo dove i buoni stanno sempre da una parte e i cattivi sempre dall’altra.

Ovviamente non è vero e lo hanno capito tutti. La realtà è che non c’è più la certezza del diritto e prospera il diritto all’agguato mediatico-giudiziario. La verità che è più dura della menzogna alla fine vince ma deve lottare, impiega anni e anni per emergere, si scontra contro i muri dei luoghi comuni (vigliacchi) del partito trasversale della doppia morale, lede la dignità delle persone. Rende l’Italia un Paese poco attrattivo di investimenti esteri perché chi impiega capitali nel mondo è spaventato dal copione logoro della doppia morale che domina in casa nostra. Siamo il Paese dove la spartizione della cassa pubblica tra i rentiers della sanità e dell’autostrada sopravvive all’onda d’urto del Coronavirus e ai suoi obblighi etici che coincidono peraltro con quelli economici.

Siamo il Paese che chiude le attività di artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, albergatori, ristoratori e vuole cavarsela con qualche sconto fiscale perché quel poco che promette di liquidità o di aiuti pubblici compensativi trova sempre un modo per non erogarlo, ma allo stesso momento ha sempre una corsia privilegiata per favorire grandi capitali nazionali e internazionali da tempo fuori mercato e mettere sulle spalle di tutti noi nuovo fatale debito pubblico perché la garanzia dello Stato avuta in regalo quelle imprese decotte prima o poi chiederanno di attivarla. Siamo pronti a impiegare cento e passa miliardi, con la assicurazione della Sace che a sua volta è garantita dal Tesoro, per chi non ha cassa buona da sempre e soffre stabilmente sui mercati, ma siamo incapaci di proteggere l’economia sana che ha i fondamentali a posto e che paga oggi il conto delle decisioni di chiusura del governo che si muove nel solco storico italiano della doppia morale e della doppia cassa. Vorremmo che fosse chiaro a tutti che non ci divertiamo a scrivere cose così pesanti, ma chiudere gli occhi davanti a uno scempio così evidente e così ripetuto non è moralmente accettabile. Vorremmo che fosse chiaro a tutti che la Depressione mondiale non è una nostra invenzione e che la polveriera sociale che sta esplodendo in casa per questi comportamenti è sotto gli occhi di chiunque vuole vedere.

Vi consiglio di leggere l’articolo di Francesco Viviano sulle macerie morali del doppiopesismo di una parte della magistratura italiana e sull’urgenza inderogabile di molti passi indietro. Si può capire bene che nulla sarà più come prima e che le ipocrisie di prima e gli intrallazzi sottobanco di prima non sono più tollerabili.

La consapevolezza della criticità del caso italiano è diffusa fuori dall’Italia come non lo è mai stata in passato. Possiamo assicurare a tutti che il Recovery Fund europeo si rivolge ai singoli Paesi europei, ma è nato per salvare l’Italia che può affondare l’Europa intera. Possiamo inventarci tutti i nemici del mondo e continuare a ignorare che il nostro peggiore nemico siamo noi stessi, ma la realtà è che il Capo di Stato francese Macron e la Cancelliera tedesca Merkel si stanno dando un gran da fare perché temono che la bolla italiana esploda e travolga tutto. Loro e noi dobbiamo fare i conti con la più debole regia di politica economica italiana degli ultimi vent’anni e una macchina amministrativa sempre più divisa, frammentata, che vive in un mondo suo della irrealtà. Possibile che al ministro Gualtieri e al direttore Rivera non venga mai nemmeno un dubbio non di avere commesso un errore (chi non ne fa) ma di avere sbagliato tutto con sorprendente coazione a ripetere l’errore iniziale? Ho voluto ricordare le esperienze dei De Gasperi, dei Menichella, dei Pescatore, dei Pastore nel numero del lunedì interamente scritto da ventenni, perché sapessero chi sono gli autori del miracolo economico italiano e come fecero a realizzarlo.

Ministro Gualtieri, si svegli! Quella lezione vale anche per lei. Metta nero su bianco che che il 40% delle risorse europee sono destinate al Mezzogiorno per la sanità e per le infrastrutture e si doti di una macchina centrale di pochissimi uomini e molti poteri speciali che renda effettivi questi investimenti. Qualcuno dica alla “maestrina” della politica che guida il ministero dei Lavori Pubblici, Paola De Micheli, che la smetta di spacciare progetti, studi e pietre con la riapertura del cantiere infrastrutture nel Mezzogiorno depredato perché anche per lei, come direbbe il grande Totò, ogni limite ha un pazienza. Non possiamo andare avanti con i Tridico, gli Arcuri, le leggi da 400 e passa pagine, gli annunci di soldi che non arrivano, senza un disegno di politica industriale e senza un’idea forte di politica economica. La lira nella stagione d’oro italiana vinse l’oscar mondiale delle monete perché c’era un grande banchiere centrale (Menichella) ma c’era prima un indirizzo chiaro di politica economica che era tutto centrato sulla crescita e sul superamento del divario tra le due Italie. Neppure il più moroteo dei nostri Presidenti del Consiglio, quale si è rivelato essere Giuseppe Conte, che disinnesca a qualsiasi prezzo la mina di giornata, può sopravvivere all’insipienza di una politica economica prigioniera di un passato sepolto dalla storia e sottomessa ai ricatti degli uomini della doppia morale.

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