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Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita

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La Regione Calabria conferma la revoca del finanziamento dei fondi Pru, il comune di Catanzaro deve restituire oltre 7,4 milioni. Riduzione dopo istruttoria Aterp, il sindaco Fiorita pronto a impugnare il decreto


CATANZARO – Una vicenda amministrativa lunga oltre vent’anni, fatta di opere pubbliche, finanziamenti regionali, rendicontazioni contestate e documentazione ritenuta insufficiente. È il caso del Programma di Recupero Urbano (Pru) di Catanzaro, tornato al centro dell’attenzione dopo il decreto con cui la Regione Calabria ha confermato la revoca del finanziamento e ordinato al Comune la restituzione di oltre 7,4 milioni di euro tra capitale e interessi.
La questione affonda le radici nei primi anni Duemila, quando la Regione selezionò il progetto presentato dal Comune di Catanzaro nell’ambito dei Programmi di Recupero Urbano, assegnando un finanziamento complessivo di oltre 10,3 milioni di euro per una serie di interventi di riqualificazione urbana. Nel 2005 arrivò la concessione definitiva del finanziamento per circa 9,7 milioni di euro.

CATANZARO E FONDI PRU, LA CRONOLOGIA DELLA VICENDA

Negli anni successivi, però, secondo quanto ricostruito dalla Regione nel decreto, il Comune non avrebbe trasmesso la documentazione tecnico-amministrativa necessaria a dimostrare lo stato di attuazione degli interventi e la corretta rendicontazione delle somme erogate. Dal 2014 in poi si sono susseguite richieste di chiarimenti, solleciti, diffide e convocazioni da parte degli uffici regionali, fino all’avvio del procedimento di revoca nel 2020 e al successivo decreto del 2024 che ha sancito la decadenza del finanziamento.


In origine la Regione aveva chiesto la restituzione di 6,55 milioni di euro di capitale, oltre agli interessi. Tuttavia, una successiva istruttoria dell’Aterp Calabria ha consentito di validare un intervento relativo al completamento della viabilità, delle opere di arredo urbano e della manutenzione della casa parcheggio di Germaneto per un importo di circa 786 mila euro. Per questo motivo il decreto del 1° giugno 2026 ha rideterminato la somma da recuperare, riducendo il capitale oggetto di revoca a circa 5,68 milioni di euro e fissando il conto complessivo, comprensivo di interessi, in 7.443.115 euro.

LA RIDUZIONE

Una riduzione che il sindaco Nicola Fiorita rivendica come il primo risultato ottenuto dall’attività di ricostruzione documentale avviata dall’amministrazione comunale.
«Non mi interessa esprimere giudizi su chi mi ha preceduto e nemmeno alimentare contrapposizioni con la Regione Calabria, con la quale stiamo continuando a dialogare. Quello che mi interessa sottolineare è che questa amministrazione si è trovata a gestire una questione molto complessa che per troppo tempo era rimasta irrisolta», afferma il primo cittadino.
Secondo Fiorita, il lavoro svolto dagli uffici comunali ha già consentito di ottenere una consistente riduzione della richiesta iniziale e potrebbe produrre ulteriori risultati.

CATANZARO, FONDI PRU REVOCATI, LA POSIZIONE DI FIORITA

«Abbiamo fatto quello che un’amministrazione seria deve fare: ci siamo messi a studiare le carte, abbiamo ricostruito la storia amministrativa del programma e avviato un confronto con gli uffici regionali. Grazie a questa attività siamo già riusciti a ottenere una significativa riduzione della richiesta iniziale e continuiamo a lavorare per ottenere ulteriori risultati».
L’amministrazione è infatti intenzionata a impugnare il decreto regionale.
«Impugneremo il provvedimento e siamo convinti che esistano margini per ottenere un ulteriore scorporo delle somme richieste. Alcune opere sono state realizzate, altre sono state rendicontate, altre ancora hanno subito modifiche che meritano una valutazione approfondita. Il nostro obiettivo è evitare che il Comune debba sostenere costi che non gli competono o che non tengano conto del lavoro effettivamente svolto».

LE PREOCCUPAZIONI PER LE RICADUTE SUL COMUNE

Il sindaco non nasconde però la preoccupazione per le possibili ricadute sui conti dell’ente.
«Non possiamo fare miracoli. È possibile che una parte delle somme debba comunque essere restituita e questo rappresenta un problema serio. Ma il nostro dovere è ridurre al minimo il danno per i cittadini».
Da qui la rivendicazione di quello che Fiorita definisce un lavoro di “buona amministrazione”, non limitato alla realizzazione di nuove opere ma esteso anche alla gestione delle criticità ereditate dal passato.
«La buona amministrazione significa affrontare problemi rimasti irrisolti per anni, recuperare patrimonio pubblico, mettere ordine nei conti e difendere gli interessi dell’ente. In questi anni abbiamo riaperto Palazzo Fazzari, recuperato il Centro Polivalente Rossi, riportato il parcheggio Sant’Agata nella piena disponibilità comunale e valorizzato beni pubblici che erano inutilizzati».
La partita, dunque, non è ancora chiusa»

«Il decreto regionale conferma la revoca del finanziamento e la richiesta di restituzione delle somme, ma Palazzo De Nobili è pronto a proseguire il confronto istituzionale e la battaglia amministrativa e giudiziaria per cercare di ridurre ulteriormente il peso economico di una vicenda che continua a produrre effetti a distanza di oltre vent’anni dalla sua origine.

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