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Operazione Smile dei Carabinieri a Gioia Tauro: 6 misure cautelari e 5 denunciati per traffico di droga, cocaina, hashish e marijuana tra Rosarno e Taurianova. Emerge un quadro di gravi intimidazioni per recuperare i debiti di spaccio.


GIOIA TAURO (RC) – Colpo al traffico di stupefacenti nella Piana di Gioia Tauro. I Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, con il supporto delle Compagnie di Rende e Taurianova e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone, quattro italiani e due stranieri, residenti tra Rosarno, Taurianova e Rose, nel Cosentino.

L’operazione, denominata “Smile”, è coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi, guidata dal procuratore Emanuele Crescenti, e ha portato all’emissione del provvedimento da parte del Gip del Tribunale di Palmi. Due indagati, padre e figlio ritenuti promotori dell’attività illecita, arrestati e condotti in carcere, mentre altri quattro componenti della rete sono stati posti agli arresti domiciliari. Altre cinque persone risultano indagati a piede libero, tra cui uno rimpatriato lo scorso febbraio.

DROGA, SEI ARRESTI NELLA PIANA TRA GIOIA TAURO, ROSARNO E CITTANOVA

Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa della Compagnia di Gioia Tauro e coordinate dal procuratore aggiunto Santo Melidona, hanno ricostruito una strutturata rete di spaccio attiva a Rosarno e nei centri limitrofi. Una vera e propria filiera della droga in grado di soddisfare una domanda costante di cocaina, hashish e marijuana.

Secondo quanto emerso, il principale indagato, con il supporto logistico del padre, era in grado di recuperare e distribuire lo stupefacente in tempi rapidissimi. La droga veniva nascosta in luoghi domestici improvvisati, come nel bagno o sui balconi, e consegnata direttamente ai clienti, spesso sotto casa o in punti di ritrovo come piazze e uffici postali.

Il Gip ha contestato complessivamente 225 capi d’imputazione legati a singole cessioni e detenzioni di droga. Le intercettazioni documentano oltre 260 episodi di spaccio e l’utilizzo di un linguaggio in codice per organizzare le vendite: termini come “sigarette”, “caffè” o “vino” sono utilizzati per indicare le diverse sostanze.

IL SISTEMA DI PAGAMENTI

Nel corso dell’indagine i Carabinieri sono intervenuti in 11 occasioni, sequestrando quantitativi di droga e arrestando in flagranza due persone. È emerso inoltre un sistema di pagamenti misto: non solo contanti, ma anche bonifici bancari e ricariche su carte Postepay, spesso intestate a prestanome.

LE INTIMIDAZIONI

Particolarmente grave il quadro emerso sul fronte delle intimidazioni. Gli investigatori hanno documentato episodi di forte pressione psicologica e violenza per il recupero dei crediti, culminati in un caso di estorsione: un debitore costretto a consegnare uno smartphone del valore di circa 600 euro come pagamento.

Le intercettazioni restituiscono un clima di minacce e aggressioni verbali, con intimidazioni anche di morte rivolte ai clienti insolventi.

LE MINACCE

 I vertici della rete, per costringere i clienti insolventi a saldare i debiti di droga, non esitavano a fare leva in modo subdolo sugli affetti familiari o a esplodere in aggressioni verbali spietate. Le frasi captate dagli investigatori restituiscono appieno la caratura criminale degli indagati: Guarda, 330 euro te li lasci – gli ho detto – non li voglio, te li regalo, credimi!… che nemmeno li calcolo questi… non mi guardare però – gli ho detto – che ti piglio e ti spacco tutte le ossa… con me tu hai finito – gli ho detto io – vai vai passeggia!. La pressione psicologica sfociava regolarmente in minacce di morte esplicite: Stasera ci devi dare i soldi sennò ti ammazziamo di botte […] e può venire anche il Padre Eterno… voglio i soldi stasera e basta!.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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