Il Poliambulatorio di Matera dove si dovrebbero effettuare le visite di dermatologia
INDICE DEI CONTENUTI
Dermatologia, impossibile prenotare visite al Poliambulatorio di Matera; inutile la sigla prioritaria. Non serve chiamare il Cup regionale e recarsi in ospedale dalle 7 alle 8 del mattino
MATERA – L’ambulatorio di Dermatologia del Poliambulatorio di Matera è un luogo impenetrabile. Nessuno, negli ultimi tempi, è riuscito infatti a scardinare “l’agenda” per prenotare una visita. È la realtà che consegna un ulteriore pezzo della sanità che costringe a rivolgersi al privato o, nella peggiore delle ipotesi, a rinunciare alle cure. E la situazione non migliora per chi, immaginando che il codice di priorità velocizzi la prenotazione, è costretto a lunghe code telefoniche solo dalle 7 alle 8 del mattino o a recarsi, alla stessa ora, alle casse dell’ospedale Madonna delle Grazie.
DERMATOLOGIA, A MATERA NON SI PRENOTANO VISITE, IL GIALLO DELL’AGENDA
Il viaggio ai confini della realtà comincia, se si preferisce questo metodo, con la coda telefonica con il Cup regionale: nella migliore delle ipotesi all’apertura del servizio, alle 7 del mattino, vi ha già confinati nella migliore delle ipotesi al 30mo posto in lista.
Il segreto è essere a disposizione di tutte le informazioni necessarie: nome e cognome, data di nascita, numero della ricetta. Informazioni necessarie ma non utili perchè, nonostante il tentativo, la risposta è: «Non ci sono date in agenda». Accade così almeno nelle ultime due settimane ma voci insistenti sostengono che anche i mesi precedenti non siano stati migliori.
INUTILE TELEFONARE AL CUP O RECARSI SUL POSTO
E allora vengono in mente le vecchiette che osserviamo nei paesini delle province italiane e, ovviamente, anche di quella materana: in estate sedute davanti alla porta di casa, in inverno spesso nell’ambulatorio del medico di famiglia, ammesso che in quel paese ce ne sia ancora uno. Quelle stesse vecchiette ogni giorno si occupano della casa, escono per fare quattro passi e, altrettanto spesso, affrontano problemi di salute. Difficile pensare che possano attaccarsi al telefono alle 7 di mattina o, peggio ancora, recarsi alle casse del Madonna delle Grazie di Matera.
Per loro non esistono molte alternative: rinunciare alle cure o ingrossare le fila degli specialisti privati.
IL PROBLEMA DELLE LISTE D’ATTESA
Una soluzione che, di fatto, non risolve il problema delle liste d’attesa che non vengono affrontate del tutto, in mancanza totale di disponibilità di date.
Secondo i dati dell’Istat del 2024 l’indice di vecchiaia in Basilicata è pari a 230 anziani ogni 100 giovani. Il Piano di Riparto previsto dal Governo per la non autosufficienza ha stanziato, nel 2026, 934 milioni che il prossimo anno passeranno a 1,1 miliardi.
Risorse che potrebbero intervenire in quel meccanismo virtuoso che dovrebbe condurre a risolvere i problemi delle terza età ma che, al momento, lasciano le regioni ai margini mentre il territorio affronta cambiamenti provocati in primis dallo spopolamento e poi da una medicina territoriale che stenta a decollare.
Basterà il numero unico di prenotazione? La caparbietà di chi ogni giorno continua a chiamarlo per ottenere una data per una visita, sarà premiata?
C’è un solo modo per scoprirlo. Aprire una volta per tutte il forziere che custodisce questo prezioso documento e cominciare a riempire le date di nomi e prestazioni.
Sarebbe un inizio promettente.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA