L’ingresso dell’impianto di via Tammone inglobato nel cantiere
INDICE DEI CONTENUTI
- 1 SCALE MOBILI A POTENZA, L’INTERVENTO DELLA CISL TRASPORTI
- 2 LA CONSTESTAZIONE PER LA CHIUSURA DELL’IMPIANTO
- 3 LE SPIEGAZIONI DEL SINDACO TELESCA
- 4 COLUCCI, CISL TRASPORTI, «LE RAMPE CHIUSE NON SONO DUE MA TRE»
- 5 SCALE MOBILI A POTENZA, LA CISL CHIEDE AL SINDACO DI CHIARIRE SUL TRASPORTO PUBBLICO
- 6 56 LE RAMPE DI POTENZA, SOLO 26 IN FUNZIONE
- 7 GLI IMPIANTI CHIUSI
Caso scale mobili a Potenza, Colucci (Cisl trasporti) parla della chiusura della stazione di via Tammone. «Tre e non due le rampe rotte dallo scorso dicembre. Non va meglio sugli altri impianti»
POTENZA – «Forse qualcuno dovrebbe far presente al sindaco Telesca che il tratto delle scale mobili che collega via Tammone a viale dell’Unicef non conta soltanto di due rampe ma bensì dieci: cinque in salita e cinque in discesa». Così il segretario regionale della Cisl trasporti, Sebastiano Colucci all’indomani delle dichiarazioni, rilasciate al “Quotidiano della Basilicata”, dal primo cittadino in merito alla vicenda della chiusura, a partire dal prossimo 22 giugno, del tratto di Ponte attrezzato che collega, in salita e in discesa, viale dell’Unicef con via Tammone.
SCALE MOBILI A POTENZA, L’INTERVENTO DELLA CISL TRASPORTI
Una chiusura, ricordiamo, dovuta al fatto che l’ingresso dell’impianto è ormai stato “inglobato” nel cantiere dove si sta realizzando, in attuazione del “Programma integrato aggiornato (Pia) per la riqualificazione del settore occidentale dell’abitato di Potenza”, il nuovo complesso residenziale (in capo al “Consorzio Potenza 90).
E proprio per consentire all’impresa di effettuare uno scavo per realizzare una piazza sopraelevata che l’amministrazione comunale ha deciso di chiudere l’impianto visto che «non è stato possibile – così Telesca nell’articolo pubblicato ieri – creare un percorso alternativo che consentisse ai cittadini l’accesso all’impianto».
LA CONSTESTAZIONE PER LA CHIUSURA DELL’IMPIANTO
Una decisione, quella di chiudere l’impianto, già contestata duramente dal segretario regionale della Cisl trasporti.
Per Colucci, in sintesi, la decisione del Comune è stata assunta «esclusivamente per agevolare l’impresa» e questo è «inaccettabile visto che un servizio pubblico essenziale sarà interrotto per favorire dei privati scaricando l’intero peso economico e sociale della vicenda sulla cittadinanza e su sei lavoratori».
LE SPIEGAZIONI DEL SINDACO TELESCA
Dal suo canto il sindaco aveva spiegato che la chiusura, per due mesi, avrebbe consentito all’amministrazione comunale di «procede con dei lavori di manutenzione su due rampe dell’impianto».
«Peccato – ha detto Colucci che le rampe non sono due ma tre: due in discesa e una in salita». Non solo. «Le tre rampe non hanno bisogno di manutenzione bensì di essere proprio riparate visto che sono ferme dallo scorso dicembre».
COLUCCI, CISL TRASPORTI, «LE RAMPE CHIUSE NON SONO DUE MA TRE»
Insomma in «questi 7 mesi il Comune non ha fatto nulla mentre ora, caso vuole, che la chiusura sarà utile per sistemare le tre, e ribadisco tre e non due, scale mobili». Come se non bastasse «i cittadini non potranno usufruire neanche di un servizio navette sostitutivo così come per la chiusura dell’impianto “Prima”», ovvero quello che collegava viale Marconi a piazza XVIII Agosto. A tutto questo si deve aggiungere la spada di Damocle «che pende sul trasporto pubblico urbano visto che entro il 30 giugno o si firma il contratto con Miccolis o sarà la paralisi».
Insomma una «serie di errori di valutazione che si riflettono, purtroppo, su una gestione più ampia del comparto dei trasporti che desta forte preoccupazione».
SCALE MOBILI A POTENZA, LA CISL CHIEDE AL SINDACO DI CHIARIRE SUL TRASPORTO PUBBLICO
Per Colucci è «giunto davvero il momento che il sindaco chiarisca quale sia la reale considerazione della sua amministrazione nei confronti dei lavoratori del trasporto pubblico urbano e anche dei cittadini che ne usufruiscono». Ad oggi, infatti, «si registra una totale assenza di segnali di comprensione o di interventi concreti volti a risolvere le problematiche del settore. Criticità che, inevitabilmente, gravano proprio sulle spalle del personale in servizio» e «ripetere una narrazione dei fatti distorta non serve a trasformarla in realtà. I cittadini e i lavoratori attendono risposte concrete, non imprecisioni o silenzi istituzionali».
Alla luce di ciò bisogna anche dire «qual è lo stato generale in cui versano gli impianti meccanizzati del capoluogo».
56 LE RAMPE DI POTENZA, SOLO 26 IN FUNZIONE
A Potenza sono in tutto 56 le rampe. «Di queste 56 – sono solo 26 quelle in funzione». Per quanto riguarda il “Ponte attrezzato” «sono 14 le rampe che collegano viale dell’Unicef a Santa Lucia e 10 quelle che uniscono viale dell’Unicef a via Tammone dove sono tre quelle rotte dallo scorso dicembre». Su 4 ascensori presenti «uno – ha spiegato Coolucci – è fermo». Unico impianto «a salvarsi è quello di via Armellini dove tutto è funzionante».
GLI IMPIANTI CHIUSI
L’impianto “Prima”, come detto, è chiuso perché «tutte le rampe sono giunte a fine vita». A piazza XVIII Agosto «su 4 ascensori ne funzionano 2». Il totale degli ascensori «è di dieci e in funzione ce ne sono sette». Nell’impianto che collega via Nazario Sauro alla stazione sono «tre le rampe ferme su un totale di sei» e ora ci «sarà anche il fermo di sette rampe (dieci in tutto ndr.) visto che tre erano già ferme dallo scorso dicembre, di collegamento tra via Tammone e viale dell’Unicef» e tutto «perché l’amministrazione ha concesso a un’impresa privata di potere eseguire i suoi lavori a scapito della cittadinanza».
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