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Il sindaco Telesca in un momento dell’incontro di giovedì 18 giugno con i sindacati

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Potenza, caso Miccolis e trasporto pubblico, il sindaco Telesca non firmerà il contratto se la Regione non stanzierà 650.000 euro. La somma servirà come soluzione ponte e al momento non ci saranno licenziamenti


POTENZA – Fare presto. A dodici giorni dalla data ultima (30 giugno ndr.) per la firma del contratto con la Miccolis, fare presto è un imperativo categorico altrimenti dal prossimo primo luglio scatteranno 150 licenziamenti (tra personale amministrativo e autisti) e sarà blocco totale del trasporto pubblico urbano.
Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro che si è tenuto ieri mattina, giovedì 11 giugno 2026, nella Sala dell’Arco del Comune, tra il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil (Luigi Ditella, Leonardo Pace e Vito Lucia).
Dopo il duro scontro istituzionale tra Comune e Regione, che si è consumato tra martedì e mercoledì scorso anche ieri il sindaco di Potenza ha mantenuto il punto.

POTENZA, TRASPORTO PUBBLICO IL SINDACO MANTIENE IL PUNTO

Senza un ulteriore contributo regionale – al momento basterebbero 650.000 euro per procede alla firma del contratto (650.0000 euro che coprirebbero il semestre luglio-dicembre ndr.) – il primo cittadino del capoluogo, come già dichiarato più e più e più volte, non firmerà il contratto. E su questo è irremovibile, costi quel che costi. Per Telsca il costo del servizio è salito da 6,6 a 8,3 milioni di euro. Alla luce anche di quanto accaduto un abisso separa Comune e Regione. Regione che, di mettere sul piatto ulteriori fondi, proprio non ne vuol sapere anche alla luce dell’atto ufficiale inviato dal sindaco Telesca che ha comunicato che dal prossimo primo luglio il trasporto pubblico cittadino sarà in capo alla Regione.

LA REGIONE INTIMA ALLA FIRMA DEL CONTRATTO

Regione, che a sua volta, ha intimato al sindaco di procedere con la firma “pena” richiesta di risarcimenti non solo da parte della Miccolis ma anche dai vertici di via Anzio. Insomma al momento per il primo cittadino del capoluogo – accantonata l’ipotesi, che Telesca aveva anche paventato di affidare il servizio in house ad Acta perché impraticabile da un punto di vista operativo visto che il Comune può contare su un parco mezzi di sole 35 unità – l’unica soluzione per far partire il contratto è quella di ricevere dalla Regione almeno 650.000 euro. Una soluzione temporanea che servirebbe al Comune per approfondire l’analisi tecnica predisposta dall’assessorato regionale ai Trasporti.

CASO TRASPORTO PUBBLICO, LA DISTANZA TRA COMUNE E REGIONE

Ma anche sui numeri, relativi ai costi, al momento Comune e Regione sono distanti. La Cgil spera che la proposta del sindaco per la soluzione ponte si possa realizzare. Più dure Cisl e Uil che vedono la scure dei licenziamenti sempre più vicina. E 150 lavoratori in mezzo a una strada corrispondono a 150 famiglie che, per la maggior parte, rimarrebbero senza alcun reddito.
Inoltre il trasporto pubblico locale sarebbe spazzato via e i cittadini – a cui vanno aggiunti «i 40.000 pendolari che – come ha dichiarato sindaco Telesca – ogni giorno gravitano nel capoluogo».
Insomma l’incontro di ieri mattina si è concluso con un nulla di fatto. Ora bisognerà vedere se la Regione sarà disposta, soprattutto dopo l’atto di forza del sindaco Telesca di mercoledì scorso, a stanziare i 650.000 euro necessari alla firma del contratto che dovrà avvenire entro il prossimo 30 giugno.

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I PROBLEMI DI POTENZA NEL SETTORE TRASPORTO

Purtroppo il capoluogo di regione, dal dopo Santarsiero, con il trasporto pubblico locale ha avuto sempre più problemi visto che la Trotta bus, nonostante fior fior di soldi presi dal Comune non ha mai rispettato quanto previsto dal capitolato di gara e non ha mai provveduto alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti meccanizzati.
Non a caso a oggi, ricordiamo, che a Potenza per quanto riguarda gli impianti meccanizzati sono in tutto 56 le rampe di scale mobili. Di queste 56 solo 26 quelle in funzione. Per quanto riguarda il “Ponte attrezzato” sono 14 le rampe che collegano viale dell’Unicef a Santa Lucia e 10 quelle che uniscono viale dell’Unicef a via Tammone dove sono tre quelle rotte dallo scorso dicembre.

IL DATO DELLE SCALE MOBILI

Dal prossimo 22 giugno l’impianto di collegamento tra via Tammone e viale dell’Unicef sarà proprio chiuso per consentire lavori all’interno del cantiere di edilizia residenziale che ha completamente inglobato l’accesso all’impianto meccanizzato. Per quanto riguarda gli ascensori sul “Ponte attrezzato ce ne sono 4 e uno non è funzionate. Unico impianto a salvarsi è quello di via Armellini dove non si registrano problemi di sorta. L’impianto “Prima”, che collegava viale Marconi a piazza XVIII Agosto, è chiuso perché tutte le rampe sono giunte “a fine vita”. A piazza XVIII Agosto su 4 ascensori esistenti ne funzionano solo 2. Il totale degli ascensori è di 10 e in funzione ce ne sono 7. Nell’impianto che collega via Nazario Sauro alla stazione sono 3 le rampe ferme su un totale di 6.

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