Il carcere di Castrovillari
2 minuti per la letturaA Cariati un 33enne ha sfondato la porta di casa dell’ex compagna, nell’auto aveva una pistola e tre pugnali
CARIATI (COSENZA) – Nel primo pomeriggio del 17 giugno i carabinieri delle Stazioni di Mandatoriccio e Cariati del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano, con il coordinamento investigativo della Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal procuratore capo Alessandro D’Alessio, hanno arrestato un incensurato 33enne, gravemente indiziato dei reati di «porto in luogo pubblico di arma clandestina» e «porto abusivo di armi proprie».
LA RICHIESTA DI AIUTO DELLA DONNA
La vicenda nasce con la richiesta di aiuto di una donna che, in preda al panico e al culmine dell’ennesima discussione con il suo ex convivente, ha contattato la centrale operativa del Reparto Territoriale. Una telefonata disperata, perché la donna ha subito rappresentato che il giovane con il quale aveva condiviso una lunga convivenza, senza più freni inibitori, stava sfondando una portafinestra per accedere all’appartamento, dove lei si trovava da sola.
Una volta raggiunta non avrebbe avuto modo di difendersi dalla furia di quell’uomo che non accettava la fine della loro relazione. L’operatore ha compreso che l’intervento doveva essere immediato e, per questa ragione, ha fatto convergere nel centro di riferimento le pattuglie delle Stazioni di Mandatoriccio e Cariati.
L’INTERVENTO DEI CARABINIERI
I militari sul posto hanno trovato l’uomo all’interno dell’abitazione e la porta dalla quale aveva avuto accesso con i segni chiari dell’effrazione effettuata immediatamente prima. Per fortuna i Carabinieri sono arrivati prima che il giovane potesse infierire sulla ex compagna. I carabinieri hanno quindi proceduto alla perquisizione dell’uomo e dell’auto. Le operazioni di ricerca effettuate hanno permesso di recuperare una pistola con la matricola abrasa e tre pugnali, ovviamente tutti del genere per cui sussiste il divieto del porto in luogo pubblico.
L’uomo è stato arrestato e ristretto presso il carcere di Castrovillari, dove rimarrà a disposizione dei magistrati. Un intervento provvidenziale che ha consentito di proteggere una donna che in quel momento era gravemente esposta al pericolo, anche perché le armi che il giovane si era procurato sicuramente rappresentavano per la vittima un grave e sussistente rischio per la sua vita.
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