Antonio Filosa
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Vertici Stellantis e audizione Filosa, il destino dello stabilimento di Melfi tra cassa integrazione, nuovi modelli e timori per l’occupazione in Basilicata
Una settimana decisiva, forse cruciale, per ridisegnare i confini e il destino industriale della Basilicata. Il futuro dello stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi torna prepotentemente al centro dell’agenda politica e sindacale nazionale. L’intero comparto dell’automotive del Mezzogiorno si trova davanti a un doppio e imminente spartiacque istituzionale. Lunedì 15 giugno, a Roma, i vertici aziendali guidati da Emanuele Cappellano, responsabile del gruppo in Europa, incontreranno i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Due giorni dopo, mercoledì 17 giugno alle 13.45, i fari si sposteranno nell’Aula del Mappamondo a Montecitorio per l’attesissima audizione parlamentare del nuovo amministratore delegato del gruppo, Antonio Filosa.
STELLANTIS, STABILIMENTO DI MELFI, ATTESA PER IL VERTICE CON FILOSA
Il vertice romano di lunedì servirà a illustrare nel dettaglio le ricadute operative sul territorio italiano del piano strategico presentato a Detroit lo scorso 21 maggio. Per la Basilicata la posta in gioco è altissima. Lo stabilimento lucano, storicamente un pilastro occupazionale fondamentale del Sud Italia, vive da tempo una transizione complessa ed estenuante. I dati produttivi degli ultimi anni testimoniano la gravità della contrazione. Dalle oltre 170.000 unità sfornate nel 2023 si è passati alle circa 62.000 del 2024, fino a toccare il minimo storico di quasi 32.000 vetture nel 2025. Una parabola discendente che ha svuotato le linee e imposto una drastica riorganizzazione su 10 turni. Proprio l’utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali rappresenta la preoccupazione principale delle sigle sindacali lucane.
CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ IN SCADENZA
L’attuale Contratto di Solidarietà per i lavoratori di Melfi scadrà il prossimo 26 giugno. Il timore diffuso è che, senza impegni sui volumi e sulle tempistiche dei nuovi modelli, la cassa integrazione strutturale possa scivolare verso esuberi conclamati. A questo si aggiunge la emorragia costante del personale. Stellantis ha già avviato una nuova procedura di uscite incentivate volontarie che coinvolgerà altri 425 lavoratori entro la fine dell’anno, sommandosi agli oltre 500 addetti che hanno abbandonato la fabbrica nel corso dell’anno precedente. Sul fronte del Governo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha provato a lanciare messaggi di ottimismo dal Forum in Masseria di Manduria, assicurando che il “Piano Italia” siglato con Stellantis funziona e che non sono previste chiusure o licenziamenti collettivi nel Paese, a differenza di quanto sta accadendo nel resto d’Europa.
STELLANTIS, MELFI, PRODUZIONE AUTO E IL MINISTRO URSO
«La produzione di auto in Italia ha ripreso a crescere», ha ribadito il ministro, ma le tutele per l’indotto rimangono un nervo scoperto. Aziende della logistica e della componentistica dell’area di Melfi come Trasnova, Logitech e Teknoservice campano ormai quasi esclusivamente grazie alle proroghe delle casse integrazioni straordinarie. Le speranze del presidio industriale lucano si poggiano sui nuovi progetti legati alla piattaforma Stla Medium. Da giugno è previsto l’avvio produttivo del Suv premium DS7, che si affiancherà alla DS8 e alla Lancia Gamma. La svolta dipenderà però dall’assegnazione del quinto modello multi-energia annunciato dai vertici, che dovrebbe concretizzarsi nella seconda generazione dell’Alfa Romeo Tonale. I sindacati chiedono garanzie occupazionali a Cappellano, mentre mercoledì i parlamentari interrogheranno Filosa per capire se Stellantis intenda davvero mantenere l’Italia, e la Basilicata in testa, al centro delle sue strategie globali.
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