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Un bus urbano

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La proposta di riforma dei trasporti pubblici in Calabria approdata in Consiglio regionale cancella Art-Cal e crea Amcal e arriva alla vigilia della prima gara per l’affidamento del servizio


È destinata a occupare un posto centrale nell’agenda di Cittadella e Consiglio regionale in questa calda estate 2026. Parliamo della riforma del servizio di trasporto pubblico, da poco depositata in Consiglio regionale a firma dell’azzurro Sergio Ferrari. Una proposta di legge che riscrive la normativa fin qui in vigore (la legge 35 del 2015) e che accompagna l’aggiornamento del piano trasporti regionale, dossier da oltre 700 pagine al momento allo studio della commissione regionale Trasporti.

La proposta di legge Ferrari – che ieri vi abbiamo raccontato sull’AltraVoce Il Quotidiano – ha lasciato in realtà spiazzato più di un addetto ai lavori. Perché il testo prevede la soppressione di Art-Cal, l’Autorità regionale dei trasporti, che sarà sostituita da Amcal, l’Agenzia per la mobilità della regione Calabria. Una società per azioni, a capitale totalmente pubblico, che sostituisce un ente pubblico. Nelle scorse settimane, tuttavia, non c’erano state particolari avvisaglie di questa “rivoluzione”. Anzi, c’è chi fa notare che nella bozza del nuovo piano trasporti Art-Cal è presente. Anzi, per lei si prevede un «potenziamento del ruolo» con l’introduzione «di un insieme di regole aggiornate».

LE FUNZIONI DELLA NUOVA AGENZIA

La riforma Ferrari spinge molto più sull’acceleratore. La nuova Agenzia che nascerà sulle ceneri di Art-Cal non si limita a un rafforzamento del ruolo dell’autorità. Su Amcal si accentrano una serie di funzioni: a quelle di regia e programmazione che erano proprie di Art-Cal si aggiungono quelle che avrebbe dovuto esercitare l’Agenzia per le reti e la mobilità già prevista nella legge del 2015, sempre in forma di società per azioni, ma che non ha mai visto la luce. E va anche oltre, in realtà: ad Amcal vengono attribuiti compiti che fin qui erano della Giunta regionale, ovvero la definizione degli standard minimi di servizio. La spinta, insomma, è verso una governance più centralizzata. Un’impressione che si ricava anche da un altro aspetto della riforma.

VIA I SOTTOAMBITI TERRITORIALI NATI NEI MESI SCORSI

La proposta di legge Ferrari conferma, rispetto all’impianto del 2015, il bacino unico regionale come base per l’organizzazione dei servizi. Tuttavia, la normativa finora in vigore prevedeva anche la possibilità di istituire dei sottoambiti (area urbana, area vasta, area a domanda debole), ciascuno con un proprio comitato d’ambito, al quale erano delegate funzioni per la definizione dei programmi d’esercizio. Questi livelli intermedi ora scompaiono.

E quei sottoambiti che pure a fatica e dopo anni erano nati – è il caso di quello costituito dai Comuni dell’area urbana di Cosenza non più tardi di qualche mese fa – spariranno. «Senza nessun confronto, senza alcuna concertazione» sussurra qualcuno.

A FINE ANNO SCADONO GLI AFFIDAMENTI (E L’ULTIMA PROROGA)

Si dirà: per confrontarsi c’è tutto il tempo, ora che la proposta di legge inizierà il suo iter nelle commissioni consiliari. In realtà neanche tanto, perché c’è una scadenza che incombe sulla riforma ed è quella del 31 dicembre prossimo, quando scadranno gli affidamenti. Termine ultimo, dopo le proroghe che si sono trascinate, con alterne vicende e alterne modifiche normative, dagli anni ‘90 ad oggi. La fine degli affidamenti apre la stagione delle gare e le procedure – che dovrebbero partire nelle prossime settimane – saranno in carico, prevede il progetto di legge, alla futura Amcal. E d’altra parte, la rideterminazione del budget per il funzionamento di Art-Cal, per il periodo gennaio-luglio 2026, che si trova nella proposta di legge, sembra confermare la volontà del centrodestra regionale di varare la riforma in tempi brevi.

LA UIL CALABRIA: STRUMENTO UTILE, MA NOI LO APPRENDIAMO DALLA STAMPA

Anche il sindacato commenta perplesso la tempistica. «Guardiamo con interesse a un provvedimento che affronta un nodo strutturale della nostra regione – dichiara la segretaria generale della Uil Calabria, Mariaelena Senese – Pur tuttavia ancora una volta siamo costretti ad apprendere dalla stampa decisioni e processi che non possono e non devono prescindere dal confronto con le parti sindacali». Ad ogni modo Senese guarda alla proposta «con spirito costruttivo».

Nel merito, dice che un ente unico di governo «se dotato di risorse certe e di una visione realmente orientata all’equità territoriale, può essere uno strumento utile. Soprattutto nell’ottica della prossima definizione della nuova gara per le concessioni sul Tpl e dell’avvio dei servizi Ncc». La Uil si dice quindi pronta a collaborare «ma solo all’interno di un processo partecipato». Tre i punti cardine indicati dal sindacato: ridurre il gap di servizi tra costa e aree interne, equità sociale e tutela dei lavoratori che oggi operano in Art-Cal.

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