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Via Pillon, torna Orlandi

Basilicata

Serie A. La Reggina cambia ancora dopo la sconfitta con il Chievo. C’è delusione: per i tifosi il colpevole è il presidente Lillo Foti, reo di un mercato condotto male

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E’ durata solo quattro giornate l’avventura di Pillon sulla panchina della Reggina. Ieri sera, dopo un incontro col presidente Foti, in seno alla società
amaranto è maturata l’ipotesi del licenziamento. Il solito, scarno comunicato
sul sito ufficiale lo ha reso noto poco dopo le venti: «La Reggina Calcio rende noto di aver sollevato dall'incaricodi responsabile della prima squadra il Signor
Giuseppe Pillon e di avere richiamato alla guida della squadra il Sig.Nevio Orlandi». Pillon era apparso frastornato e sconvolto al termine della gara col
Chievo, nel dopo partita: «Ci incontreremo col presidente e decideremo sul da farsi, intanto c’è da preparare la gara infrasettimanale col Torino. Vedremo anche cosa dirà il massimo dirigente sul mercato». Quando gli abbiamo chiesto se si sente in discussione, ma questa volta sul serio, aveva ripetuto la risposta data nella conferenza di metà settimana: «Noi allenatori lo siamo ogni domenica, il nostro mestiere è questo». Con una differenza, che giovedì scorso aveva pensato che una comunicazione del genere non gli potesse arrivare così presto:
«Francamente sono qui da tre settimana - ha affermato sorridendo giovedì scorso il tecnico veneto - mi sembra troppo presto ma tutto può accadere. Se voi siete a conoscenza di qualcosa sarà anche vero, ma io non so nulla». La sconfitta col Chievo, invece, gli è stata fatale, ma è difficile capire se la decisione della società amaranto è maturata per motivi tecnici dovuti al gioco della squadra e
quindi, è anche legata ai risultati (un punto in quattro giornate) oppure se il tecnico avrà azzardato richieste importanti di mercato, impegni che la Reggina
non può mantenere. Qualcuno parla anche di un’attenta analisi dei dirigenti
tecnici della Reggina sul modo di condurre la squadra che non è piaciuta. Ieri mattina Pillon aveva incontrato la squadra alle nove, poi ha condotto la solita seduta defatigante del dopo gara. Nella tarda mattinata e fino al pomeriggio, ha
incontrato il presidente Foti che ha riunito in precedenza i suoi collaboratori.
Dopo quell’incontro è maturata la decisione dell’esonero. Alla guida tecnica della squadra, quindi, torna Nevio Orlandi. Non tutti saranno contenti, ma il tecnico nostrano conosce meglio l’ambiente ed essendo di Reggio è più motivato.
Non tutti, però, sono convinti che rimarrà Orlandi sulla principale panchina
amaranto fino al termine della stagione. Qualcuno, infatti, ipotizza già i nomi di Papadopulo o De Canio. Intanto, però, bisogna seguire Orlandi dandogli ampia fiducia e massimo credito. La situazione sembra compromessa, ma potrebbe ribaltarsi. Bisogna lottare con dignità fino alla fine del campionato ed a Torino,
intanto, nelle vesti di osservatore, ci potrebbe essere il futuro nuovo tecnico. Orlandi guiderà l’allenamento di oggi pomeriggio e la rifinitura di domani mattina, prima della partenza per Torino dove mercoledì sera, la squadra renderà visita alla formazione granata in una gara che potrebbe dare ancora un barlume di
speranza alle possibilità, ormai residue, ma comunque esistenti, di salvezza
della Reggina. Orlandi stamattina dovrà verificare le condizioni di Brienza che non sarà certamente della partita per problemi agli adduttori, un vecchio malanno che lo affligge dalla preparazione, ma tornerà disponibile Santos. Lento e triste è stato anche il risveglio della città, ieri mattina. Nessuno si sarebbe aspettato questa nuova svolta, come del resto è successo anche l’anno scorso, dopo le parole di Foti che annunciava la conferma di Pillon. Ecco perché si pensa alle richieste di mercato che hanno portato all’allontanamento del tecnico veneto.
Reggio sportiva, in una giornata di riposo e senza calcio, si è leccata le ferite. C’era poca gente per strada nelle prime ore del mattino, ma in tutti i pochi capannelli di tifosi si è discusso dell’ennesima sconfitta della squadra, pensando mestamente alla possibile retrocessione. I tifosi presenti al "Granillo", del resto, si erano già arresi nel secondo tempo della gara di sabato, dopo l’espulsione di Carmona e con l’epilogo sfortunato del gol di Italiano. Sabato sera sono stati colti dalla rabbia, ieri mattina, c‘era anche un po’di rassegnazione. Umori neri, quindi, volti scuri, commenti impietosi nei confronti della squadra e del tecnico, ma con un solo colpevole additato dalla tifoseria: Lillo Foti (nella foto). La conduzione del mercato degli ultimi due anni in particolare, non è piaciuta. L’ottimismo non abita più qui, con una situazione di classifica del genere e co, calendario che si aspetta, non si può stare allegri.
E’ difficile trovare un solo tifoso disposto a credere ancora in un recupero. Persino i protagonisti di questo tracollo sono sfiduciati. E in un clima di generale delusione e rassegnazione, con un pubblico che non crede più a nulla e che contesta per il mancato arrivo, almeno della vittoria sul Chievo, è difficile avere la forza di rialzarsi e riprendere a correre. Ma mentre il tifoso comune
pensa alla serie B, c’è qualcuno che non vuole assolutamente rassegnarsi. E’ il presidente Foti che contrariato e dispiaciuto per l’epilogo di sabato, ha affermato che ancora non è detta l’ultima parola. Lui ci crede e ci vuole un bel coraggio, ma dopo le disavventure degli anni passati, il miracolo proverà a ripeterlo ancora una volta, cercando di infondere le ultime briciole di fiducia al tecnico Orlandi e ai giocatori che hanno il dovere di non mollare mai, neanche
di fronte all’evidenza.

Rino Tebala

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