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«Gentile si deve dimettere»

Basilicata

Ennesimo disservizio di Trenitalia. Quasi tre ore per raggiungere Salerno. Il consigliere comunale Imbesi tuona contro l'assessore regionale ai Trasporti

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di GIOVANNI ROSA DUE ore e trantacinque minuti per percorrere la tratta ferroviaria che da Potenza porta a Salerno. E' l'ennesima storia di ritardi. L'ennesima storia in cui a farne le spese sono i viaggiatori che regolarmente pagano un biglietto per arrivare alla destinazione desiderata nel tempo stabilito. A raccontare questa “singolare” avventura è il consigliere comunale di Potenza, Antonino Imbesi, che ieri mattina doveva arrivare a Roma per prendere un aereo per Tallin, ma che si è trovato suo malgrado a vivere una vera e propria odissea. Ma andiamo per gradi.
Racconta Imbesi: «Siamo partiti con il regionale delle 7 destinazione Salerno. Un viaggio di per sé già lungo visto che l'arrivo è previsto per le 8.45. Che le cose non andavano per il meglio ce ne eravamo già accorti visto che il treno viaggiava a ritmo ridotto. Arriviamo alla stazione di Campagna già con un po' di ritardo. Il convoglio si ferma anche se non è prevista una sosta. A quel punto imbarchiamo passeggeri di un altro treno che evidentemente aveva avuto dei problemi. Insomma, per farla breve, il ritardo diventa consistente. Arriviamo a Salerno alle 9.22 circa. L'Eurostar delle 9.02 - che buona parte dei passeggeri provenienti da Potenza doveva prendere - era già partito». L'odissea per i malcapitati passeggeri è solo all'inizio. Continua Imbesi: «Ci consigliano l'Intercity delle 9.29 ma il biglietto dobbiamo cambiarlo. Andiamo pertanto alla biglietteria. Insieme a me c'erano diverse persone. Non facciamo in tempo perché anche l'Intercity parte. Rimangono alla stazione di Salerno diverse decine di persone». Ma non è finita qui. «Alla biglietteria ci dicono che dobbiamo cambiare il biglietto e ci mandano all'assistenza clienti. Qui dopo l'ennesima fila riusciamo a cambiarlo e prendere finalmente un Eurostar partito da Salerno alle 10.34». «E' assurdo - conclude il consigliere comunale - che per collegare un capoluogo di regione con uno di provincia su una distanza di meno ci 100 chilometri ci vogliono due ore e trentacinque minuti. Fermo restando la responsabilità di Trenitalia aggiungo che l'assessore regionale ai Trasporti si deve dimettere. E' evidente che non riesce a dialogare con i vertici dell'azienda ferroviaria e che, soprattutto, non riesce a garantire quella che dovrebbe essere la normalità nei trasporti su ferrovia».

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