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Catanzaro, sequestrati beni nell'ambito
dell'inchiesta "Easy Money"

Basilicata

Sequestrati beni mobili, immobili, rapporti bancari, quote societarie ed attività economiche per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro

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I finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro, in collaborazione con il servizio centrale criminalità organizzata (Scico) di Roma e con l’ausilio del comando provinciale di Vibo Valentia, hanno sequestrato beni mobili, immobili, rapporti bancari, quote societarie ed attività economiche per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.
Il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Lamezia Terme su richiesta della locale Procura della Repubblica. L’attività investigativa che ha portato al sequestro dei beni prende le mosse dall’operazione «Easy Money» condotta nel 2009 dallo stesso reparto con il coordinamento della locale D.d.a., nel cui ambito furono arrestate 11 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di usura aggravata dal metodo mafioso, estorsione e tentata truffa aggravata in materia di finanziamenti, per un valore complessivo di oltre 900mila euro.
Il prosieguo delle indagini, coordinate sempre dalla Procura Lamezia Terme e sfociate nell’operazione «Easy Money 2» nel mese di ottobre 2010, aveva portato alal denuncia di 3 persone per i reati di riciclaggio e tentato riciclaggio nonchè all’individuazione dei flussi finanziari connessi ed all’individuazione di 2 lussuosi appartamenti a Miami (Usa) e al sequestro di 2 società operanti nella Repubblica di San Marino.

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